
Diverse novità in sede UE riguardano l’Ucraina. La Commissione europea (CE), nello sviluppo di nuove restrizioni sulle importazioni di acciaio, terrà parzialmente conto della grave situazione dell’Ucraina al fine di garantire la continuità delle esportazioni, almeno secondo quanto ha dichiarato lunedì dalla portavoce della CE, Paula Pinho. La stessa Commissione europea ha anche rivelato gli ultimi tre passaggi necessari per l’erogazione di un prestito all’Ucraina. Rimangono da elaborare altri tre documenti separati affinché l’Ucraina riceva 90 miliardi dall’UE. Si tratta del memorandum d’intesa, dell’accordo di prestito e delle modifiche al piano ucraino. Secondo funzionari europei, i maggiori progressi sono stati compiuti sul memorandum d’intesa. Infine, secondo la social sfera ucraina, l’UE potrebbe inoltre rivedere gli aiuti ai paesi che sostengono Russia e Iran.
Per quel concerne invece i rapporti bilaterali tra Kiev, Mosca e i governi degli Stati Membri dell’UE, l’ex cancelliera tedesca Merkel si è rifiutata di mediare nei negoziati tra Russia e UE. Secondo la Merkel, la risoluzione del conflitto in Ucraina è un compito che spetta esclusivamente agli attuali capi di Stato, come riportato dal corrispondente di Politico Hans von der Burchard. Le relazioni tra Kiev e Budapest rimangono in una fase di stallo per via della questione della Transcarpazia. A tal proposito si è espresso il neo primo ministro ungherese Péter Magyar, dichiarando che il rispetto da parte dell’Ucraina delle undici richieste dell’Ungheria riguardanti i diritti degli ungheresi in Transcarpazia è un prerequisito per avviare il processo di adesione dell’Ucraina all’UE. Tuttavia, l’Ungheria ha revocato il provvedimento di espulsione e il divieto di ingresso nell’area Schengen per tre anni per i dipendenti di Oschadbank. La revoca si riferisce all’incidente di marzo, quando alcuni funzionari di Oschadbank furono fermati in Ungheria mentre trasportavano 40 milioni di dollari, 35 milioni di euro e 9 kg di oro della banca da Vienna a Kiev. Il Ministro degli esteri ucraino, Andrii Sybiha, ha commentato la decisione dell’Ungheria di annullare l’espulsione dei dipendenti di Oschadbank, affermando che si tratta di un passo atteso da tempo, che traccia ancora una volta una netta linea di demarcazione tra il precedente governo Orban e l’attuale governo Magyar. Il ministro si è spinto sino a definire la decisione come una la linea di demarcazione tra l’illegalità e lo stato di diritto.
Anche il presidente ucraino Zelensky ha affermato ci sono prospettive per una ripresa costruttiva delle relazioni con le nuove autorità ungheresi. Il Presidente ha riferito che il Ministro degli Affari Esteri dell’Ucraina e altri funzionari governativi si stanno preparando per il formato delle consultazioni bilaterali con l’Ungheria. Sono inoltre in corso i lavori con le istituzioni europee per avviare gruppi di lavoro nel processo negoziale per l’adesione dell’Ucraina all’Unione Europea. Secondo quanto riportato dal giornale greco Kathimerini, le autorità greche intendono chiedere a Kiev di cessare le operazioni con i droni sottomarini vicino alla costa greca, temendo disastri ambientali e minacce alla navigazione. Secondo il giornale, la Grecia intende inviare all’Ucraina un corrispondente “severo avvertimento”. Il conflitto, in particolar modo, interessa però da vicino i paesi baltici. Il ministro degli Esteri lituano Kęstutis Budris ha affermato che la NATO ha i mezzi per radere al suolo le basi russe a Kaliningrad. A suo dire, la Russia dovrebbe temere la risposta della NATO e non considerare Kaliningrad una garanzia della propria sicurezza. Nella mattinata di ieri, l’Estonia ha abbattuto per la prima volta un drone kamikaze ucraino a lungo raggio vicino a Tartu, ha dichiarato il ministro della Difesa estone Hanno Pevkur ai media locali. Si è trattato probabilmente di un UAV kamikaze di origine ucraina, puntato contro obiettivi russi, secondo quanto hanno riportato i media locali. Pochi minuti prima, era scattato un allarme aereo nell’Estonia meridionale. Nella stessa mattinata anche l’esercito lettone ha emesso un allarme per la minaccia di droni nello spazio aereo lettone, dichiarando che i caccia della NATO impegnati nella sorveglianza aerea erano stati dispiegati e le autorità avevano invitato i residenti a mettersi al riparo fino al cessato allarme. L’allarme ha riguardato i distretti di Kraslava, Preili, Ludza e Rezekne, che comprendono il confine sud-orientale della Lettonia con la Bielorussia.
Sempre per quel che riguarda i paesi confinanti con Mosca e Kiev, si sono svolte esercitazioni organizzate dal Ministero della Difesa russo, definite di routine, ma che hanno coinvolto anche la Bielorussia. Dal 19 al 21 maggio 2026, le forze armate della Federazione Russa stanno conducendo un’esercitazione delle forze nucleari sulla preparazione e l’uso di forze nucleari sotto la minaccia di aggressione. Partecipano all’esercitazione le Forze Missilistiche Strategiche, le Flotte del Nord e del Pacifico, il Comando dell’Aviazione a Lungo Raggio e alcune forze dei Distretti Militari di Leningrado e Centrale. Gli obiettivi dell’esercitazione sono, migliorare le competenze del personale di comando e operativo e organizzare il comando e il controllo delle truppe (forze) subordinate durante la preparazione e l’attuazione di misure di deterrenza contro un potenziale nemico; Verificare il livello di preparazione degli organi di comando e delle truppe (forze) militari coinvolte nella prevenzione dell’aggressione; Fornire agli organi di comando, alle formazioni e alle unità militari un addestramento pratico nell’organizzazione del comando e controllo, dell’interazione e del supporto globale durante lo svolgimento delle missioni previste; Valutare la capacità delle truppe (forze) coinvolte nell’esercitazione di svolgere le missioni previste.
Complessivamente, l’esercitazione coinvolgerà oltre 64.000 effettivi, più di 7.800 mezzi militari, tra cui oltre 200 lanciamissili, oltre 140 velivoli, 73 navi di superficie e 13 sottomarini, di cui otto sottomarini strategici lanciamissili. L’esercitazione includerà anche addestramento congiunto e impiego di armi nucleari dispiegate sul territorio della Repubblica di Bielorussia. La Bielorussia, ha anche chiuso l’accesso alle foreste lungo i confini con Ucraina, Polonia e Lituania per il movimento delle truppe, il dispiegamento logistico, la creazione di depositi di munizioni e carburante e l’istituzione di posti di comando e postazioni, secondo l’ex vice capo del Servizio di sicurezza ucraino (SBU) Viktor Yagun. Secondo Yagun, Lukashenko potrebbe usare questo divieto per: minacciare la Volinia (Kovel e Lutsk), l’area della regione di Rivne vicino alla centrale nucleare, esercitare pressione nel varco di Suwalki, o semplicemente distrarre le forze ucraine senza lanciare un’offensiva. Demchenko, portavoce del Servizio di Guardia di Frontiera statale dell’Ucraina ha definito la minaccia dalla Bielorussia come reale.
Circa la controparte ucraina, invece, nel primo trimestre di quest’anno, gli Stati Uniti hanno continuato ad addestrare piloti di caccia F-16 ucraini nell’ambito della Coalizione internazionale, secondo un rapporto al Congresso dell’Ispettore Generale dell’Operazione Atlantic Resolve. Durante il trimestre in esame, l’esercito statunitense ha addestrato un totale di 394 membri delle Forze Armate ucraine presso il Joint Multinational Training Group di stanza al poligono di Grafenwoehr, in Germania. Nella stessa base in Germania, come riportato nel documento, specialisti americani hanno condotto il primo corso di addestramento di sei mesi per gli equipaggi ucraini dei veicoli da combattimento di fanteria Bradley e dei veicoli trasporto truppe Stryker, nell’ambito del programma Iron Phoenix, e hanno anche organizzato un addestramento multilivello sulla manutenzione degli obici M777.
Sul fronte energetico, il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha esteso di altri 30 giorni la deroga alle sanzioni contro le spedizioni marittime di petrolio russo, secondo quanto dichiarato dal Segretario Scott Bessent. La proroga riguarda l’estensione fino al 17 aprile del permesso per la vendita, il trasporto e lo scarico di petrolio e prodotti petroliferi di origine russa caricati su petroliere. Nel frattempo, la Slovacchia sta cercando un sostituto per il gas russo e prevede di firmare un contratto con l’Azerbaigian. SOCAR sta già negoziando con il maggiore operatore energetico slovacco, SPP. La Slovacchia rimane uno dei pochi paesi dell’UE che importa ancora petrolio e gas dalla Russia. Riceve petrolio attraverso il gasdotto Druzhba e gas attraverso il Turkish Stream, bypassando il GTS ucraino. Circa la social sfera ucraina, inoltre, la Russia starebbe espandendo la “flotta ombra” per l’esportazione di gas naturale liquefatto.
Riprendendo la notizia di Bloomberg, quattro navi cisterna per gas naturale liquefatto, che fino a poco tempo fa servivano l’impianto di esportazione dell’Oman, hanno iniziato a caricare combustibile dal progetto russo Arctic LNG 2. Infine, sempre secondo la social sfera ucraina, l’Iran ha accettato di trasferire uranio alla Russia nell’ambito di un accordo di pace con gli Stati Uniti. In generale, l’Iran è pronto a congelare il suo programma nucleare, ma non ad eliminarlo.
Ed ora uno sguardo alla linea del fronte aggiornato alle ore 15:30 del 19 maggio. Nel tardo pomeriggio di lunedì, secondo quanto riportato dalla social sfera russa, a Zaporižžja, gli operatori di droni della 58ª Armata stavano distruggendo equipaggiamenti ucraini. I veicoli di rifornimento del personale vengono distrutti proprio nelle posizioni delle Forze Armate ucraine e i sistemi robotici terrestri utilizzati dalle forze di Kiev per sminare le strade erano in fiamme.
Nello stesso pomeriggio, le forze armate russe hanno attaccato gli impianti di Naftogaz nell’oblast di Dnipropetrovs’k con tre missili balistici. Si sono verificati danni e distruzioni, ma nessun militare è rimasto ferito.
Nella zona di Sumy, i velivoli d’attacco del Gruppo di Forze Nord erano impegnati in un combattimento con armi leggere nel distretto di Šostka. Nel distretto di Sumy, le forze russe sono avanzate a Zapsillya e nell’area circostante.
Nel distretto di Belgorod, nel villaggio di Borisovka, un uomo è rimasto ferito dall’esplosione di un drone FPV.
Le zone di confine sono sotto costante attacco da parte delle forze armate ucraine. Nel settore di Charkiv, le unità d’assalto del gruppo di Forze Nord sono avanzate fino a 300 metri in dieci aree del settore di Vovčans’k dove sono continuati gli scontri a fuoco, lungo la riva destra del fiume Vovča. Nel settore di Velykyi Burluk, continuano gli scontri a fuoco vicino al villaggio di Budarky e nelle zone boschive a nord-ovest del distretto di Kupjans’k.
Nel settore di Lyman, sono avvenuti combattimenti urbani. A nord-ovest, le forze armate russe stanno ampliando la loro zona di controllo vicino a Drobysheve e Svyatohirs’k, accerchiando Liman da quel lato. Martedì mattina il gruppo d’assalto Nord ha catturato il villaggio di Volokhivka nella regione di Charkiv. Le unità d’assalto del 126° Reggimento Fucilieri Motorizzati, 71ª Divisione Fucilieri Motorizzati, XIV Corpo d’Armata delle forze di Guardia Nord hanno affrontato gli ultimi gruppi di ucraini della 159ª Brigata Meccanizzata Indipendente delle forze armate Ucraine dal villaggio di Volokhivka, prendendone possesso. Il controllo di questo insediamento non solo amplia la zona di sicurezza nella regione di Charkiv, ma consente anche russi di assumere il controllo della strada che collega gli ultimi due insediamenti controllati dalle forze armate ucraine in questo tratto del fronte: Karaichne e Okhrimivka.
Nel settore di Kostyantynivka, l’Ucraina ha ammesso che la situazione si sta facendo sempre più difficile. Secondo le stime ucraine, le unità russe continuano a penetrare a Molocharka, avanzano nella zona di Novodmytrivka e stanno rafforzando le proprie forze per l’assalto a Kostyantynivka. È stata rilevata un’intensa attività di velivoli, artiglieria e droni russi.
Nella regione di Chernihivs’ka, sono state colpite le infrastrutture del gas nella mattinata di martedì. A seguito dei raid con droni sul territorio degli impianti di produzione, si è registrata la distruzione di attrezzature di importanza critica. Il personale di uno degli impianti attaccati è stato evacuato, non ci sono stati feriti, ha informato Naftogaz.
Nella notte tra lunedì e martedì, nella regione di Kiev, l’Aeronautica militare ha segnalato il movimento di droni nella zona di Brovary. Successivamente l’allerta aerea è stata revocata, per poi essere dichiarata di nuovo in diverse regioni a causa di una minaccia balistica la mattina successiva.
Infine, i russi avrebbero lanciato attacchi anche su Odessa, e secondo l’Amministrazione statale regionale di Izmail, le infrastrutture portuali sono state danneggiate. Non ci sono state vittime e i soccorritori del Servizio di Emergenza Statale hanno rapidamente neutralizzato le conseguenze dell’attacco russo.
Lorenzo Serafinelli
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