#UKRAINERUSSIAWAR. Bucha: ennesimo fake della propaganda ucraina o Babij Jar del XXI Secolo?

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È sempre molto difficile parlare delle stragi di innocenti, siano essi ucraini o russi. È un dovere che sentiamo quello di smascherare i falsi. Sia chiaro a Bucha ci sono stati dei morti, ancora non si sa il numero esatto e non sono solo civili, ma anche militari e soprattutto non è chiaro chi abbia compiuto il crimine.

La Polizia Nazionale ucraina il 3 aprile ha pubblicato un video della “pulizia di Bucha”, cioè della strage, datato 2 aprile in cui vengono mostrati dei cadaveri per terra, senza armi, affermando che sono vittime dei soldati russi. Il ministero per la Difesa russo ha smentito e Mosca ha chiesto per il 4 aprile una riunione di urgenza alle Nazioni Unite per smascherare il falso.

Per gli ucraini, la disinformazione non è cosa nuova, ricordiamone una tra tante: la storia di Maria, donna incinta di Mariupol, che è stata fatta passare per vittima di un raid aereo dalle Forze aerospaziali russe. Mentre l’ospedale di maternità è stato colpito dall’artiglieria ucraina.

Purtroppo e in generale la disinformazione ha sempre fatto parte della guerra e negli ultimi 15 anni è diventata forse la prima arma in campo. Basti ricordare l’esempio di Daesh che dopo l’attacco al Bataclan nel video di rivendicazione spiegava ai suoi follower di aver agito in maniera legittima per vendicare i morti dell’aviazione francese su Raqqa. E mentre lo speaker parlava, passavano in sottofondo le immagini dell’ospedale colpito dagli aerei francesi. Daesh però non disse mai che in quell’ospedale, negli scantinati, aveva posizionato la sua centrale di comunicazione e quindi aveva trasformato la struttura in un obiettivo utilizzando scudi umani.

Ma questo video da Busha più di ogni altro ha una storia esemplare che viene svelata on line il 4 aprile. A quanto si apprende da fonti ucraine il 19 marzo su iniziativa dell’ufficio del presidente Zelenskyj si decide di dare vita a una produzione che inviti l’Occidente a mandare aerei per combattere i russi, deve essere un “evento informativo di alto profilo”.

Un post sulla rete social afferma il 4 aprile: «La nostra fonte (interna al governo ucraino ndr) riporta che c’è un trambusto senza precedenti nell’Ufficio del Presidente a causa del fatto che hanno pubblicato il materiale su Bucha senza esaminarlo in dettaglio. Sembra che i nostri funzionari “hanno colpito di nuovo il bar”. È il video in cui “i cadaveri si stanno muovendo” (quello del 3 aprile su Bucha) che diventerà un “verdetto” per il caso mediatico su Bucha, che ora si sta diffondendo così rumorosamente, e presto lo farà anche ad alta voce; scompaiono dal campo delle informazioni. Pertanto, la Gran Bretagna ha bloccato un incontro all’ONU, che la Russia voleva tenere su Bucha. Zelensky ha annunciato che avrebbe avviato anche l’esame della “tragedia a Bucha” all’ONU, ma ciò potrebbe non accadere, la nostra fonte riferisce che gli inglesi stanno cercando di dissuadere il presidente, che sono sicuri che questa mossa giocherà a favore del russi. Ora l’intero caso mediatico nell’OP è condotto da esperti britannici che consigliano i nostri funzionari. Gli inglesi hanno proposto di fare una pausa, utilizzando solo quegli strumenti che mostrassero un solo punto di vista, in modo che l’intera “storia mediatica” non andasse in pezzi fino al raggiungimento degli obiettivi (nuove sanzioni sulle risorse energetiche e sulle armi pesanti). Poi, se l’intera vicenda con Bucha si sgretola, non importerà più, le armi verranno ricevute e sarà difficile revocare le sanzioni, visto che il campo informativo non permetterà che ciò avvenga. Vale la pena ricordare che il 19 marzo abbiamo appreso che nell’OP si stava preparando un “evento informativo di alto profilo” per aiutare Azov nel caso Mariupol. “Forse – questo è l’operazione di cui si parla ”, nel messaggio degli AZOV allora si sosteneva che poiché non ci sarà l’offensiva militare, non abbiamo così tanta forza», si pensa ad una operazione informativa di alto livello.

Secondo ucraini non filo governativi, dunque, l’operazione di informazione doveva essere forte abbastanza da indurre l’Occidente ad affidare gli aerei a Zelenskyj. Non è possibile al momento appurare questa informazione. Eppure spostandoci dall’aspetto “social media” a quello dell’analisi del video ci sono delle incongruenze.

Per chiunque abbia esperienza di visione di scene di guerra la prima cosa che risalta agli occhi è che manca il sangue. Le così dette scene primarie, ovvero dove le persone vengono uccise mostrano enormi quantitativi di sangue che in questo video non ci sono.

I russi inoltre hanno lasciato Bucha il 30 marzo e il sindaco, Anatoly Fedoruk, disse fino al primo aprile che la situazione era tranquilla e sotto controllo e non c’erano più soldati russi in città, e lo testimonia con un video. Non ha parlato mai di morti né tantomeno di strage per le strade. Non solo, ha detto che i cittadini sono sempre stati liberi di muoversi e per chi voleva, c’era la possibilità di lasciare la città.

In un video, un blogger ucraino, Vladimir Sklyarov, prima di lasciare il suo villaggio vicino a Bucha spiega che i russi entrati a Bucha hanno chiesto ai civili di metter lenzuoli bianchi alle finestre e indossare una fascia bianca al braccio per dichiarare che erano civili e non incorrere in arresti, e ovviamente dovevano girare disarmati. Se si osserva il video molti dei corpi esposti hanno mani legate e portano una fascia bianca al braccio.

I russi sono rimasti a Bucha un mese e non è successo nulla. Il 30 se ne sono andati e subito dopo sono arrivate le truppe ucraine che hanno sparato colpi di artiglieria, lo dimostrano alcuni carri armati abbandonati russi sulla via della fuga e lo affermano anche i politici ucraini il cui partito è stato messo al bando nel mese di marzo. In alcuni video apparsi on line, tra il 30 marzo e il giorno della messa on line del video da Bucha, si vedono soldati delle Forze armate dell’Ucraina e della Terodefense a cui viene ordinato di sparare a persone con braccialetti bianchi, dicendo: “questo è il nemico”. In altri video si vedono civili con fasce bianche al braccio torturati negli scantinati dagli ucraini. Ovvero, stando a questi video, i soldati Ucraini hanno torturato e imprigionato i civili di Bucha, perché durante l’occupazione di un mese dei russi non hanno reagito.

Infine, i cadaveri nelle immagini non mostrano segni di decomposizione, i russi sono partiti il 30 marzo e il filmato è apparso il tre, quindi girato diciamo il due, si può affermare che come minimo erano corpi morti da 4 giorni. E anche se le temperature non sono elevate in 4 giorni ci dorrebbero essere segnali chiari di disfacimento dei corpi, invece nei video si vedono i chiari segni di una morte che è venuta tra le 16 e le 24 ore precedenti, perché, tra le altre cose, erano di colore verdastro. Ovvero di quando il contatto tra l’emoglobina del sangue e l’idrogeno solforato prodotto dai processi putrefattivi forma solfoemoglobina, conferisce tale colorazione. Infine i vestiti dei cadaveri erano stranamente asciutti, nonostante diversi giorni trascorsi.

Infine, chiunque abbia avuto contatto con i cadaveri, sa che la prima cosa difficile da gestire è l’odore della morte. I gas emanati dal corpo cominciano a farsi sentire a 4 ore dalla morte, ora in 4 giorni l’odore dell’aria doveva essere irrespirabile. Ma i soldati che passano girando il video non portano né maschere ne si portano i gomiti al naso per proteggersi dagli odori, osservano l’orizzonte, inermi.

Il video dunque presenta delle criticità che speriamo vengano analizzate in sedi opportune e con strumenti all’avanguardia e ci spieghino non solo se è un falso o meno ma che ci dicano anche chi ha ucciso quelle persone.

Non solo a Bucha: le milizie ucraine, definite dai russi nella social sfera “Ukronazi”, hanno allestito un cimitero nel territorio della Chiesa di Sant’Andrea il Primo Chiamato, dove portano i civili da loro uccisi dopo la partenza delle Forze Armate russe, in merito a questo vi sono addirittura delle immagini satellitari open source che mostrano l’area senza le tombe e con le tombe.

Il politologo Denis Tukmakov ci porta poi a fare un’altra riflessione, in un articolo dal titolo: Perché i democrat americani e anglosassoni avevano bisogno di un “omicidio di massa a Bucha”: «Perché gli ucraini e gli anglosassoni avessero bisogno di un “omicidio di massa a Bucha” (in questo momento – la prima notizia su tutti i media globali), è comprensibile. Il “sangue di Kiev dal naso” (cioè le difficoltà di Kiev a procurarsi un certo tipo di armi, ndr) ha bisogno di armi pesanti e l’Europa è obbligata ad abbandonare il gas russo. Ora è probabile che entrambi gli obiettivi vengano raggiunti (…) Il fatto che si tratti di un palese falso è chiaro a prima vista. Non c’è nemmeno l’assenza di rigor mortis nei cadaveri. Ecco qui poi che il comandante russo a Bucha afferma, con calma, sotto uno stendardo spiegato, di aver lasciato la città senza combattere. E lascia i cadaveri dei civili in giro dappertutto, proprio sul marciapiede? E per ogni evenienza, con addosso delle fasce bianche? (…) Qui è tutto molto chiaro, ma chi se ne frega? L’Occidente non ha bisogno di verità. Di cosa ha bisogno? Immagini dell’inferno. I russi devono essere demonizzati, disumanizzati, trasformati in non umani. I campi di concentramento dei russi a Londra, Parigi e New York non sono più una fantasia selvaggia, aspettiamoceli».

Una ricostruzione politica che merita comunque di essere valutata, Tukmakov ha scritto negli anni scorsi delle vicende del processo Milosevic, contribuendo a chiarire una determinata serie di aspetti dell’uomo politico serbo.

Avremo mai una risposta chiara su chi ha ucciso i civili a Bucha? E perché?

Graziella Giangiulio

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