#UKRAINERUSSIAWAR. AZOT, fallisce corridoio umanitario. Hirs’ke e Zolote nel calderone

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Il 111 e 112° giorno dell’”operazione speciale” delle Forze armate russe in Donbass, cioè il 14-15 giugno, è stato caratterizzato da notizie sulle attività dei laboratori biologici occidentali a Zaporozhye, piani per l’apertura di un corridoio umanitario a Severodonetsk, nonché una svolta nella difesa delle Forze armate ucraine nell’area di Berestovoye.

Il 15 giugno fallisce il tentativo di aprire il corridoio umanitario per i civili rinchiusi in Azot, stabilimento chimico di Severodonetsk. Secondo fonti russe le forze di sicurezza ucraine hanno impedito l’uscita dei civili dall’impianto Azot, mentre secondo gli ucraini sono stati i russi. Il capo del servizio di guarnigione della Milizia popolare della LPR Alexander Nikishin sul posto ha dichiarato: «Solo in uno dei rifugi antiaerei nell’area dello stabilimento sono detenuti circa 70 civili. Di queste 70 persone, nessuno sapeva che oggi sarebbe stato creato un corridoio umanitario», ha affermato. Alle 8.00 il sentiero (gumcorridor) era già aperto dalla Milizia Popolare della LPR, alle 8.10-8.20 già iniziavano ad arrivare i colpi di mortaio. Sul punto di evacuazione vicino all’hangar, hanno cominciato ad arrivare i colpi di mortaio che poi hanno centrato anche le case».

Già alle 10.47 erano presenti i tam tam di notizie che l’Ucraina avrebbe interrotto il corridoio verde per il ritiro dei civili dalla zona industriale di Severodonetsk.

Donesk direttrice Luhansk: in direzione Popasna. Dopo aver occupato Vidrodzhennya i reparti d’assalto Wagner PMC hanno continuato la loro offensiva verso il villaggio di Vershyna, stabilendo il controllo del fuoco sull’autostrada Bakhmut-Svitlodarsk. Per le unità delle Forze armate ucraine che detengono i TPP di Novolugansk e Uglegorsk, ciò significa un accerchiamento operativo, poiché l’unica strada per la ritirata – a Kodema – è attraversata dal lato montagnoso da unità del NM della DPR. Le forze armate russe, insieme al NM della LPR, continuano l’offensiva da Komyshuvakha in direzione di Vrubivka, azione completata il 15 di giugno: «Liberato l’insediamento di Komyshuvakha e si viene così a interrompere la fornitura di munizioni e cibo alle forze armate ucraine vicino a Lisichansk». A darne notizia l’assistente del capo della Repubblica cecena (alleata dei russi), comandante della l’unità speciale Apti Alaudinov. Perdere il villaggio di Vrubovka, per gli ucraini significa perdere completamente la capacità di utilizzare la strada Nikolaevka-Vrubovka-Hirs’ke per rifornire il gruppo Hirs’ke-Zolote. C’è solo una strada rimasta: Hirs’ke-Lysichansk. Ma questa strada, a causa dell’avanzata delle truppe russe vicino a Toshkovka e Ustinovka, è sotto il fuoco dell’artiglieria russa. Per questo motivo le comunicazioni del gruppo Hirs’ke-Zolote, con la perdita di Vrubivka, vengono parzialmente intercettate. Resta l’attraversamento dei campi Paradise-Aleksandrovka che però sono difficilmente praticabili. Sempre il 15 giugno Semigorye non è passato ancora in mano russa. I combattimenti si avvicinano al villaggio. Il percorso che porta alle centrali termiche di Novolugansk e Uglegorsk è sotto il fuoco delle forze armate russe.

Ci sono notizie secondo cui la 100a brigata del NM DPR è riuscita a spezzare la resistenza delle forze armate ucraine e a prendere piede nella periferia orientale di Berestovoye. La situazione operativa in direzione Bakhmut si sta deteriorando ogni giorno per le forze armate ucraine.

Direzione Nikolaev-Kherson. Continuano gli scontri di artiglieria sul settore occidentale del fronte. Le forze armate ucraine hanno sparato contro posizioni russe vicino a Chervony Podil, Nikolaevka e Chernobaevka. Le forze armate russe hanno lanciato attacchi di rappresaglia contro Nikolaev e insediamenti sulla linea di contatto. Una catena di roccaforti della 63a brigata dell’esercito ucraino è stata eretta sulla linea Blagodatnoye – Partizanskoye – Shirokoye. Un mese fa, gli insediamenti erano sotto il controllo delle Forze armate della Federazione Russa: a quanto pare si è deciso di allineare la linea di contatto lungo il fiume Verevchina, lasciando gli insediamenti nella “zona grigia”. Per un’ulteriore ricognizione delle posizioni delle forze armate RF sulla linea di contatto, ha operato l’UAV di Bayraktar, con sede presso l’aeroporto di Shkolny. Le forze armate ucraine hanno attaccato il villaggio di Rayskoe, controllato dai russi, vicino a Nova Kakhovka. A giudicare dalle detonazioni secondarie, l’esplosione è avvenuta in un deposito di munizioni. Proseguono i regolari scontri di artiglieria a Davydov Ford. Le forze armate ucraine si stanno preparando per una possibile offensiva dell’esercito russo verso Bereznegovatoy. Nelle vicinanze di Snigirevka, un Mi-24 dell’aviazione ucraina è stato abbattuto. In direzione Krivoy Rog, le Forze armate russe hanno sparato contro le postazioni delle Forze armate ucraine nel distretto di Zelenodolsky e nelle vicinanze di Sinelnikovo.

Da parte ucraina secondo il viceministro della Difesa ucraino Anna Malyar “centinaia di migliaia” di persone si stanno preparando per essere arruolate nell’esercito.

Secondo un comunicato del ministero per la Difesa russa: missili Kalibr hanno distrutto un deposito di munizioni della NATO per armi straniere trasferite in Ucraina, inclusi obici M777 da 155 mm. Missili ad alta precisione hanno distrutto l’equipaggiamento dell’aviazione ucraina presso l’aeroporto militare “Voznesensk” nella regione di Nikolaev. Un gran numero di armi e attrezzature militari provenienti dagli Stati Uniti e dall’UE, consegnate agli ucraini nel Donbass nelle aree delle stazioni ferroviarie di Dobropolye, Pokrovsk e Orlovshchina, sono state distrutte. L’aviazione ha colpito 24 aree di concentrazione di uomini e equipaggiamento militare delle forze armate ucraine. A seguito degli attacchi russi, sono stati ucci più di 300 militari ucraini, oltre a essere distrutti 11 pezzi di artiglieria da campo, inclusi quattro obici M777 da 155 mm.

Graziella Giangiulio

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