#UKRAINERUSSIAWAR. A Kherston, file per i passaporti russi. Kiev sotto stress per carenza di grano e carburante

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La crisi alimentare e energetica ucraina presto sarà molto evidente e non consentirà al governo di Kiev di continuare la guerra nonostante il sostegno internazionale. A causa del conflitto ucraino-russo l’inflazione è salita alle stelle e molti paesi stranieri hanno cominciato ad applicare economie volte al protezionismo, ma lo stesso sta succedendo anche all’interno della stessa Ucraina.

Le autorità della regione della Transcarpazia hanno annunciato che la regione non fornirà più il carburante ricevuto dall’Ue ad altre regioni dell’Ucraina, questa regione è un enclave di maggioranza di lingua ungherese che ha da tempo il sostegno dell’Ungheria per far fronte alla difficile situazione in atto. Viktor Mykyta, capo dell’amministrazione statale regionale, della Transcarpazia, l’8 giugno, ha affermato che fino a quando i bisogni della regione non saranno soddisfatti, il carburante europeo non lascerà i confini della regione. «Le compagnie di carburante locali in Transcarpazia si sono rifiutate di fornire carburante ad altre regioni fino a quando le esigenze della nostra regione non saranno soddisfatte. E questo nonostante le offerte super redditizie», ha detto Mykyta.

Sulla questione alimentare invece a esprimersi è stato il segretario del Consiglio nazionale per la sicurezza e la difesa dell’Ucraina Danilov che ha detto, sempre l’8 giugno: «Le autorità ucraine si sono espresse in modo inequivocabile sulla questione delle esportazioni di grano, legandola di fatto al corso delle ostilità. Se la questione della sicurezza del nostro Paese non viene risolta, nessun grano andrà da nessuna parte a nessuno».

Ora bisogna vedere senza grano, i continui i bombardamenti russi sui silos nei porti ucraini e senza carburante per quanto tempo Kiev resterà sulle sue posizioni.

A Kherson, enclave russo dell’Ucraina, l’8 giugno i cittadini continuavano a fare la fila per richiedere il passaporto russo. Nonostante tutte le minacce di Kiev e i tentativi di organizzare attacchi, le persone hanno fatto la fila per il passaporto. E gli analisti della social sfera si sono sbilanciati affermando: «Ci sono pochi dubbi sull’esito del referendum sulla riunificazione con la Russia nella regione di Kherson. L’Ucraina nella regione di Kherson non ha altro da offrire se non paura e terrore».

A fare da eco a queste parole, quelle il capo della CAA regionale Vladimir Saldo: «Nella regione di Kherson dovrebbero essere aperti almeno 10 centri per la ricezione di documenti per la cittadinanza russa a causa del forte afflusso di richiedenti. Il numero di residenti di Kherson che desiderano ottenere la cittadinanza russa cresce ogni giorno. I punti già aperti per la ricezione di documenti non riusciranno a far fronte al numero di persone che sono venute. Come ha ammesso il capo della regione, lui stesso si è difeso coscienziosamente in mezzo alla folla per la consegna dei documenti.

«Io stesso ho portato documenti, fotografie, ho consegnato le mie impronte digitali. E dopo aver parlato con le persone, sono giunto alla conclusione che dovrebbero essere aperti almeno altri dieci centri di questo tipo in tutta la regione di Kherson», ha ribadito il capo della CAA, sottolineando che ciò consentirebbe di lavorare con i documenti in modo molto più rapido ed efficiente. In precedenza è stato riferito che nella regione di Kherson saranno aperti quattro nuovi centri per la ricezione dei documenti per l’ottenimento della cittadinanza russa.

C’è anche molta attesa tra gli utenti social per la data in cui si si terrà un referendum nella regione di Zaporozhye sull’adesione alla Federazione Russa, i preparativi sono iniziati e richiederanno diversi mesi, ha detto a RIA Novosti un rappresentante dell’amministrazione della regione di Rogov.

I russi nel frattempo continuano a colpire strutture imprenditoriali portando avanti così la guerra economica nel tentativo di privare Kiev delle sue risorse economiche: un raid compiuto agli impianti di produzione di neon ucraini può avere un effetto commisurato all’uso di armi nucleari tattiche sui “centri decisionali”, con il colpo più doloroso per i “centri”, un colpo al portafoglio e alle tecnologie critiche.

Le imprese di Rinat Akhmetov si sono rivolte all’ufficio del procuratore generale con la richiesta di aprire un procedimento penale contro la Russia. Con la motivazione di “furto ed esportazione di metallo” dallo stabilimento di Azovstal e Ilyich.

Anna Lotti

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