UE. Proposte della Commissione per incentivare gli investimeniti 

36

Nel tentativo di ridurre la frammentazione nel settore bancario dell’UE e soddisfare le crescenti esigenze di investimento delle imprese, la Commissione europea ha presentato proposte volte a rendere le banche più competitive e a sbloccare potenzialmente miliardi di euro per gli investimenti, ma gli ostacoli permangono.

La Commissione europea, in un rapporto pubblicato venerdì, ha sollecitato modifiche per migliorare la competitività del settore bancario del blocco, ponendo le basi politiche per quella che potrebbe diventare una sostanziale revisione delle norme bancarie dell’UE, al fine di sbloccare miliardi di capitali, riporta Euronews.

Nonostante un decennio di progressi nell’ambito dell’Unione bancaria, il mercato bancario europeo rimane frammentato lungo i confini nazionali. La Commissione sostiene che ciò limiti la capacità del settore bancario di sostenere imprese e famiglie in tutta l’UE. Il rapporto propone misure per incoraggiare una maggiore attività bancaria transfrontaliera, semplificare le norme di vigilanza e approfondire l’integrazione dei mercati dei capitali dell’UE attraverso legami più stretti con l’Unione del risparmio e degli investimenti. Questo fa seguito a un impegno durato un anno da parte della Commissione per semplificare le norme, un’iniziativa che, secondo Bruxelles, non porterà alla deregolamentazione, anche se le proposte mirano a ridimensionare le norme precedentemente imposte dall’Unione europea.

Secondo la Commissione, la rimozione di queste barriere potrebbe contribuire a finanziare il fabbisogno annuo di investimenti dell’UE, stimato in 1.200 miliardi di euro, anche nei settori delle tecnologie pulite, della difesa e dell’intelligenza artificiale. Le proposte ridurrebbero la discrezionalità nazionale, in quanto le norme bancarie verrebbero armonizzate a livello UE. Le autorità nazionali potrebbero avere meno controllo sul capitale e sulla liquidità detenuti dalle filiali locali e meno margine di manovra per bloccare o imporre condizioni alle fusioni e acquisizioni transfrontaliere.

La Commissione sostiene che un mercato bancario unico non può funzionare se i paesi continuano ad aggiungere, interpretare o applicare le norme in modo diverso. Le modifiche potrebbero anche ridurre la quantità di capitale che alcune banche devono detenere per assorbire le perdite. Attualmente, i gruppi bancari transfrontalieri devono soddisfare i requisiti di capitale e liquidità sia a livello di società madre che di filiale, il che può comportare il blocco di risorse nei singoli paesi.

La Commissione auspica che le autorità responsabili delle banche madri abbiano maggiori poteri su interi gruppi bancari. Per gruppi come UniCredit, BNP Paribas e Santander, la BCE eserciterebbe questi poteri insieme alle autorità nazionali. I gruppi più piccoli rimarrebbero generalmente sotto la supervisione nazionale, con la supervisione della BCE nell’ambito dell’Unione bancaria.

Le banche capogruppo dovrebbero garantire che le filiali dispongano di risorse sufficienti durante le normali operazioni e in caso di crisi. La Commissione afferma che le modifiche potrebbero liberare capitali, ridurre i costi di conformità e di finanziamento, aumentare i prestiti e incoraggiare l’espansione transfrontaliera.

Tuttavia, la Commissione ha sottolineato che le garanzie per creditori e depositanti rimarrebbero essenziali. La relazione afferma: “Le misure volte a superare gli ostacoli prudenziali all’integrazione devono essere accompagnate da garanzie adeguate che assicurino la stabilità finanziaria in tutta l’UE”.

La Commissione prevede inoltre di adottare misure per dissuadere le banche dal detenere una quantità eccessiva di debito emesso da un singolo governo e per incoraggiarle a diversificare i propri portafogli di titoli di Stato. La Commissione prevede di rivedere il quadro di garanzia dei depositi per garantire una protezione equa per i depositi coperti in tutta l’Unione bancaria. Le modifiche mirerebbero anche a impedire che il fallimento di un gruppo bancario transfrontaliero crei passività per i singoli Stati membri, i bilanci nazionali o i sistemi di garanzia dei depositi. La Commissione intende inoltre rendere più prevedibile la gestione delle banche transfrontaliere in difficoltà, consentire una distribuzione più efficace dei fondi all’interno dei gruppi durante i periodi di crisi e rafforzare il sostegno alla liquidità di emergenza.

Le differenze nell’applicazione delle norme antiriciclaggio e di tutela dei consumatori nell’UE rendono costoso per le banche operare a livello transfrontaliero e offrire prodotti a livello europeo. Le banche potrebbero aver bisogno di sistemi e processi informatici separati per conformarsi ai diversi requisiti nazionali.

La Commissione perseguirà una maggiore armonizzazione, comprese norme comuni in materia di antiriciclaggio a partire da luglio 2027. Esaminerà inoltre se i requisiti nazionali in materia di tutela dei consumatori frammentino inutilmente il mercato e valuterà come la regolamentazione possa supportare il digital banking e l’innovazione, proteggendo al contempo i consumatori e garantendo la sicurezza informatica. La relazione della Commissione pone le basi per le misure che saranno proposte nel primo trimestre del 2027.

Lucia Giannini

Segui i nostri aggiornamenti su Spigolature geopolitiche: https://t.me/agc_NW e sul nostro blog Le Spigolature di AGCNEWS: https://spigolatureagcnews.blogspot.com/