UE-MERCOSUR. Parigi blocca ancora l’accordo

39

L’accordo di libero scambio tra l’Unione Europea e il Mercosur potrebbe diventare il più grande accordo al mondo; alla fine di marzo, però, il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato che c’era bisogno di “un nuovo accordo”.

Le dichiarazioni di Macron sono probabilmente vane, inquadrate nella politica interna del paese che vive da tempo con le proteste degli agricoltori e con il calo di consenso del partito di Macron. Ad oggi l’accordo tra l’UE e Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay, concluso cinque anni fa, è ancora in sospeso: come nel 2019, la Francia blocca l’accordo, riporta MercoPress.

Ora, il capo di stato francese è preoccupato che Argentina, Brasile e Uruguay possano inondare l’Unione Europea con carne a buon mercato – e che gli agricoltori francesi possano nuovamente salire sulle barricate. Nel frattempo l’industria tedesca preme affinché l’accordo venga concluso, se necessario a maggioranza qualificata, anche senza la Francia.

Le principali aziende chimiche, come BASF e Bayer, nonché l’industria automobilistica, tra cui Daimler e Volkswagen, vedono l’accordo come una grande opportunità commerciale.

A Bruxelles i negoziatori sono rimasti particolarmente calmi, nonostante il ritardo, tenuto d’occhio dalla Cina e dai suoi investimenti sudamericani. Ben 21 paesi dell’America Latina e dei Caraibi desiderano far parte della Belt and Road Initiative della Cina.

Nel frattempo, Parigi è osannata da organizzazioni ambientaliste e per i diritti umani in Europa e Sud America, perché considerato obsoleto e inadatto a combinare protezione del clima e approcci politici globali.

Nell’accordo Ue Mercosur no viene considerato l’obiettivo di protezione del clima di Parigi di limitare il riscaldamento globale a un massimo di 2 , preferibilmente 1,5 gradi Celsius, ad esempio.

“Come l’accordo con la Nuova Zelanda, ad esempio, e anche accordi più piccoli, che si concentrano sulla trasformazione in entrambe le direzioni”, entrato in vigore all’inizio di questo mese, prosegue MercoPress

La palla ora resta all’Eliseo, e i paesi sudamericani fanno affari con Pechino che è il loro primo paese d’esportazione. 

Lucia Giannini

Segui i nostri aggiornamenti su Spigolature geopolitiche: https://t.me/agc_NW e sul nostro blog Le Spigolature di AGCNEWS: https://spigolatureagcnews.blogspot.com/