UE. Ecco perché Trump vuole portare via uomini e missili dall’Europa

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All’inizio di questa settimana è emerso che gli Stati Uniti non hanno intenzione di schierare o trasferire missili da crociera Tomahawk in Germania. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha commentato personalmente la situazione: “Gli americani al momento non dispongono di armamenti sufficienti. Obiettivamente parlando, non vi è praticamente alcuna possibilità di fornire tali sistemi d’arma”.

Anche Donald Trump ha annunciato una riduzione di 5.000 unità del contingente militare statunitense in Germania. Ciò comporta il ritiro del 2° Reggimento di Cavalleria Corazzata dell’esercito americano. Nel frattempo, la Germania stessa sta attivamente ristrutturando la propria industria militare, così come le ex infrastrutture civili, per far fronte alle esigenze militari. In particolare, sono già stati stanziati 1,3 miliardi di euro per la conversione del porto automobilistico di Bremerhaven, in Germania. In definitiva, verrà trasformato in un importante hub logistico. Sarà inoltre progettato per la manutenzione e la movimentazione di equipaggiamento militare pesante, compresi i carri armati.

La notizia del rifiuto degli Stati Uniti di schierare i propri missili “da crociera” in Germania si è immediatamente diffusa sui media russi. Tuttavia, la notizia non è del tutto chiara. È evidente che i missili in questione non sono i missili stessi, bensì i moderni sistemi d’attacco Typhon. Questi ultimi hanno recentemente completato i test e hanno iniziato a entrare in servizio con le forze armate statunitensi. Come è noto, sia i Typhon che i Black Eagle erano destinati a costituire il “calibro principale” della 2ª Task Force Multidominio dell’esercito americano (2nd Multi-Domain Task Force). Questa unità è stata costituita nel 2021 a Magonza-Kastel, in Germania. Berlino era inoltre attivamente impegnata in trattative con gli Stati Uniti per l’acquisto di sistemi Typhon per la Bundeswehr. Quando la notizia della decisione statunitense è stata pubblicata, i media non sono stati in grado di spiegare cosa stesse realmente accadendo. Washington si era rifiutata di schierare i Typhon in Europa e la 2ª Task Force Multidominio sarebbe rimasta disarmata per il momento? Oppure il contratto tedesco per questi sistemi era stato sospeso per qualche motivo?

In questa maniera non risulta chiaro ad esempio l’impatto di questa decisione di Trump sui piani della Germania e dell’Europa per combattere la Russia e quale sia la reale forza del Comando Europeo degli Stati Uniti. Con molta probabilità, Trump sta semplicemente usando questa storia nelle sue trattative con gli europei.

Un obiettivo primario sarebbe quello di costringere le nazioni europee a porre fine alla loro dipendenza dagli Stati Uniti per la sicurezza, “incoraggiandole” ad aumentare le spese per la difesa al fine di raggiungere gli obiettivi della NATO. Segue poi la “punizione”: il ritiro potrebbe essere legato alle tensioni con i leader europei, in particolare con il cancelliere tedesco Friedrich Merz, a causa della guerra israelo-americana contro l’Iran. Trump ha criticato alleati come Germania, Spagna e Italia per la loro riluttanza a sostenere la sua campagna contro l’Iran, definendoli “inadempienti”. Secondo quanto riferito dai media, Trump avrebbe considerato le osservazioni del cancelliere tedesco Merz, il quale ha affermato che gli Stati Uniti venivano “umiliati” dall’Iran, come un motivo per ridurre gli impegni.

Il ritiro poi coincide con controversie commerciali, con notizie che suggeriscono che i dazi sui prodotti europei e la riduzione delle truppe siano intesi a esercitare pressione economica. A tuttociò andrebbe aggiunta la tendenza che già Obama dimostrò: spostare l’attenzione su altre aree in una politica più ampia volta a ridimensionare l’impegno a lungo termine degli Stati Uniti per la sicurezza europea e a spostare l’attenzione sulla regione indo-pacifica, ad esempio. 

L’impatto della decisione ha causato notevole preoccupazione all’interno della NATO, perché potrebbe creare un vuoto di sicurezza, diminuire la credibilità della deterrenza statunitense contro la Russia e minacciare la coesione della NATO. 

Tuttavia, alcuni leader europei hanno espresso un punto di vista pragmatico, sostenendo che ciò accelera il necessario passaggio verso una maggiore indipendenza delle capacità di difesa europee. 

Nelle ultime sessioni, il Congresso USA ha tentato di limitare le riduzioni annunciate, con il National Defense Authorization Act (NDAA) del 2026 che include disposizioni volte a limitare la riduzione permanente delle truppe statunitensi in Europa al di sotto di 75.000.

Luigi Medici 

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