
L’Africa, attraverso tre operazioni navali e una missione di assistenza militare, è stata all’ordine del giorno della riunione informale dei ministri della Difesa dell’Unione Europea (UE) tenutasi il mese scorso in Irlanda.
L’Alto rappresentante dell’UE, Kaja Kallas, ha dichiarato in una conferenza stampa al termine della riunione che, attraverso le operazioni navali Aspides e Atalanta, il blocco europeo è un importante fornitore di sicurezza in Medio Oriente, nell’Oceano Indiano occidentale e nel Mar Rosso, riporta Defense Web.
La sicurezza marittima in questa regione, ha affermato, è attualmente fragile a causa dell’intensificarsi delle ostilità tra Stati Uniti e Iran: ”Gli sforzi diplomatici per porre fine alla guerra non hanno ancora prodotto una svolta tangibile”, ha dichiarato Kallas, aggiungendo: “Ogni giorno che lo Stretto di Hormuz rimane chiuso, l’economia globale ne paga il prezzo. La libertà di navigazione deve essere senza ostacoli e senza pedaggi. Questo è un principio fondamentale su cui concordano gli Stati membri e molti dei nostri partner in tutto il mondo e che continueremo a sostenere”.
Ha sottolineato come Aspides sia fondamentale per la protezione del commercio globale nella sua area operativa (AoO) del Mar Rosso. Oltre agli attacchi degli Houthi, Aspides monitora attivamente le navi della flotta ombra russa e attualmente è in prima linea nell’abbordaggio di navi sospette. Kallas ha espresso il suo sostegno all’attività diplomatica delle delegazioni dell’UE per contrastare l’uso di bandiere di comodo da parte della flotta ombra. Senza fornire cifre precise, Kallas ha affermato che “centinaia di navi” sono ora state private di bandiera grazie all’azione diplomatica, un risultato significativo poiché le vendite illegali di petrolio “rappresentano una linfa vitale per il Cremlino e continueremo a contrastarle”.
Un altro punto all’ordine del giorno dell’incontro informale riguardava le infrastrutture marittime critiche, dato che le economie dipendono fortemente dai cavi sottomarini per la trasmissione dati e dagli oleodotti. “Le minacce derivanti da droni, mine e sabotaggi sono in aumento”, ha affermato, aggiungendo che “ciò che si trova sotto il mare è fondamentale per la sicurezza europea in superficie”. «Dobbiamo difenderla adeguatamente. L’UE e i suoi Stati membri stanno stanziando maggiori risorse per la difesa marittima. Nuove iniziative, tra cui il Progetto europeo di difesa di interesse comune sulla difesa marittima e dei fondali marini integrata, possono fare la differenza. E per la prima volta, l’esercitazione annuale dell’UE sulla sicurezza marittima si concentrerà sulla protezione delle infrastrutture marittime critiche».
L’UE ha attualmente sette missioni attive di assistenza militare e operative. Sono in corso missioni di assistenza militare in Mozambico e forze navali e terrestri dell’UE sono schierate nell’ambito delle operazioni Aspides (Mar Rosso e Oceano Indiano nord-occidentale); Atalanta (Somalia); Althea (Bosnia ed Erzegovina); Irini (Mar Mediterraneo) e della Missione di addestramento dell’UE in Somalia.
Luigi Medici
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