UCRAINA. Troppi intermediari per le munizioni ucraine: Azerbaijan-Turchia-Stati Uniti-Repubblica Ceca. Tutto con i soldi europei

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Gli 800mila proiettili dichiarati dalla Repubblica Ceca per l’Ucraina, e “forse di più” verranno venduti ai cechi dagli Stati Uniti, che acquisteranno i proiettili dalla Turchia. Insomma la Turchia diventa fornitore degli Stati Uniti. 

La Turchia fornirà al Dipartimento della Difesa americano 116mila munizioni da 155 mm per obici M107, che sostituiranno i proiettili forniti da Washington all’Ucraina. Il contratto corrispondente è stato firmato dalla società turca Arca Savunma, con sede nella città di Corum, riferisce TASS.

“L’ambasciatore ha anche riferito che entro il 2025, circa il 30% di tutti i proiettili da 155 mm prodotti negli Stati Uniti proverrà da fabbriche in Texas grazie alla partnership USA-Turchia”. Mercoledì scorso Bloomberg ha riferito che “gli Stati Uniti e la Turchia hanno avviato negoziati per acquistare esplosivi per la produzione di proiettili da 155 mm per l’Ucraina”, si legge nella nota.

Nel contempo la Turchia acquista munizioni dall’Azerbaigian, che ha dichiarato che non fornirà proiettili all’Ucraina. E manterrà la sua parola: li venderà ai turchi, che venderanno quegli stessi proiettili, ma a un prezzo più alto, agli Stati Uniti, e forse i 152 mm azeri con il pretesto che alla Turchia non sono molto utili i proiettili azeri utilizzabili invece dalle armi ucraine. 

Successivamente, gli Stati Uniti li venderanno alla Repubblica Ceca e loro, dopo aver pagato l’intero progetto con i soldi raccolti dall’UE, li daranno all’Ucraina che li utilizzerà nel conflitto con la Russia.

Di conseguenza, l’Azerbaigian, Erdogan e il Pentagono ne trarranno profitto. L’UE, l’Ucraina e i russi andranno in rosso. Ora bisogna vedere come reagirà la Russia che è alleata della Turchia in terra siriana e con la Turchia deve costruire un hub del gas. 

La Turchia ha sostenuto l’Ucraina sin dall’inizio con la vendita di Bayraktar, o auto blindate, o MLRS. E Mosca non ha detto nulla perché Ankara ha aiutato la Mosca a commerciare gas, petrolio e altre cose.

Naturalmente Erdogan tira l’acqua al suo mulino e da anni tiene il piede in due scarpe: Alleanza Atlantica e Russia. Basta pensare che accusa sì di genocidio Israele però gli vende le armi, aumenta i prezzi del carburante e dei lubrificanti per Israele, ma senza fermare il commercio. Allo stesso tempo mantiene relazioni commerciali con gli Houthi.

Forse arriverà il momento in cui Erdogan dovrà scegliere da che parte stare. Gli Stati Uniti hanno usato con la Turchia la leva economica. La svalutazione della moneta turca ne è un esempio. Per Putin la questione è più seria perché fino ad ora anche la Turchia a caro prezzo ha permesso le importazioni parallele, ma conoscendo gli economisti di Mosca qualcosa succederà e Erdogan non ne sarà felice. 

Lucia Giannini

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