Ucraina: nuova primavera russa

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UCRAINA – Nuova Russia. 26/05/14. Sui giornali russi, filo-russi, ucraini, o più in “generale” non occidentali da alcuni giorni compaiano notizie di soldati ceceni entrati a pieno titolo nel conflitto ucraino. Un “quarto incomodo”, per Russia e “mondo occidentale”, che intende far sentire la sua voce.

Non si tratta di qualche sparuto combattente ma di “commandos ceceni” che vanno a proteggere il sud est dell’Ucraina. Verrebbe da chiedersi come mai i soldati ceceni vanno a combattere in Ucraina? Sempre dalle stesse fonti, ma questa volta leggendo giornali d’archivio e risalendo al 2010, si citano forti investimenti ceceni in Ucraina, soprattutto in Crimea, e comunque in località turistiche. Gli imprenditori ceceni e ucraini dal 2010 ad oggi avrebbero iniziato una serie di incontri per implementare la cooperazione. Altre fonti, invece, parlano di vero e proprio “esproprio di terre” da parte di clan ceceni, ex guerriglieri, che sono andati a “svernare” in Crimea. La metodologia di “acquisizione dei territori” dal 2010 ad oggi sarebbe molto simile a quella che le ‘ndrine adottano in Italia. Con l’aggiunta dell’utilizzo quotidiano delle armi.
Secondo la Pravda del 4 maggio: «I veterani della I e II guerra cecena, le unità speciali delle forze armate della Federazione Russa hanno deciso la mobilitazione urgente del Corpo Volontari nel sud-est dell’Ucraina per proteggere la popolazione russa dal “Right sector” e dalla Guardia Nazionale». Il giornale definisce questa mobilitazione “la primavera russa” che interverrà per difendersi dagli “ucraini ultranazionalisti” e per organizzare disordini in territorio ucraino. Per queste forze ovviamente la calata non è in Ucraina ma in “Nuova Russia”. Secondo la testata, sono partiti in 1000 e sono tutti combattenti selezionati tra forze speciali, intelligence, e altre unità speciali. A decidere di inviare i militari il “Congresso Straordinario ROOIVS Rusychi” l’organizzazione dei veterani delle Forze Armate e del Ministero degli Interni ceceno, che hanno preso parte ai combattimenti nel Caucaso del Nord. Secondo la Pravda in tutte le città della Nuova Russia si stanno radunando «battaglioni completi e i veterani hanno stilato piani per il dislocamento. In arrivo anche volontari dall’Ossezia del Sud, in particolari modo i paracadutisti. I volontari sono stati arruolati tra i combattenti delle guerre svoltesi tra il 1989 e il 2008, secondo il partito Ossezia Unita. Secondo Ossezia Unita, infatti, i nazionalisti ucraini hanno violato i diritti civili di milioni di persone. I ceceni sono presenti anche nella regione di Sloviansk, per l’esattezza sono i padroni dei posti di blocco. Fonte Rusvena.su. Secondo la testata per molti volontari l’Ucraina è una seconda patria. In quanto hanno familiari in loco, hanno investito, o ci trascorrono i periodi di vacanza. Per gli osseti invece la questione è personale, i nazionalisti ucraini sarebbero scesi in campo con i georgiani contro gli osseti nel 2008. E per questo vogliono difendere i cittadini russi che stanno in Ucraina, nella regioni del sud – est.
Sulla polemika.com si legge che i soldati ceceni non avranno alcuna difficoltà a “conquistare la Nuova Russia” perché si trovano di fronte a un esercito che da 10 anni non compra e ammoderna armi e ancora, l’esercito non si addestra da 20 anni, e lo stipendio è da fame. Molti militari rimpiangono lo stipendio dell’ex ‘URSS. Non è un caso infatti che in un villaggio a confine tra Slaviansk e Donestk 20 soldati ucraini di età tra i 20 e i 30 anni, dopo essere stati respinti dagli abitanti di un villaggio, nella notte, mentre erano accampati in aperta campagna, sono stati aggrediti e massacrati da truppe non identificate.
Il 21 maggio sulla scena è entrato direttamente Ramzan Kadyrov (a sinistra). Il presidente della Cecenia ha minacciato direttamente Kiev, chiedendo il rilascio immediato di due giornalisti russi arrestati e detenuti a Kramatorsk. Scondo la testata Tsenzor.Net, Kadyrov «ha detto che ha reali poteri per influenzare coloro che detengono i giornalisti in carcere. Egli ha anche espresso la sua indignazione per la reazione del Dipartimento di Stato americano per l’incidente». Fonte russian.rt.com. I giornalisti in questione sono: Oleg Sidyakina e Marat Saychenko. «Se non saranno rilasciati immediatamente», diceva Kadyrov nell’intervista al Tsenzor.Net, «la mia risposta sarà dura». «Chiediamo il rilascio immediato di Sidyakina e Saychenko. Se a Kiev non cambieranno idea e non permetteranno ai giornalisti di andare a casa, noi non intendiamo assistere in silenzio. Noi abbiamo il potere reale e la possibilità di influenzare coloro che detengono i giornalisti in prigione. Pertanto è consigliabile dare la libertà ai giornalisti, altrimenti dovremo agire duramente!» ha ribadito Kadyrov. Nel mirino del leader della Cecenia anche gli Stati Uniti, accusati di sapere e di non aver agito. I due giornalisti sono stati trattenuti dalle autorità ucraine con l’accusa di terrorismo stando al Vice Segretario della Sicurezza Nazionale e Difesa dell’Ucraina, Victoria Syumar. Syumar sostiene che i due appartengono a gruppi terroristici. E mentre i soldati calano dalla Cecenia per la “primavera russa”, le autorità ucraine arrestano i giornalisti russi, in Russia veniva condannato il 7 marzo, Alexander Muzychko, (morto nel 2000 ucciso dai soldati russi) un cittadino ucraino con l’accusa di aver «creato e diretto un gruppo armato stabile per attacchi contro cittadini russi» e con lui veniva condannato il suo gruppo. Il “terrorista” era noto alle autorità russe con il nome di Bily Bellamy. Fonte spbdnevnik.ru. L’uomo avrebbe agito a partire dal 1994 in Cecenia contro l’esercito della Federazione russa. Rilevanti, per inquadrare la questione Ucraina di oggi, le dichiarazioni di uno dei membri del gruppo Bellamy, alla sbarra in Russia. L’accusato, il cui nome non è citato dal giornale, avrebbe dichiarato che faceva parte di gruppo ultranazionalista ucraino, UNA- UNSO (Ucraina Assemblea Nazionale – Popolo Ucraino di Auto Difesa). Secondo la sua testimonianza UNA e UNSO si unirono nel 1991. E durante una sua visita ad una base di addestramento situata nella città di Ivano – Frankivsk in Ucraina, incontrò altri membri dell’organizzazione, tra cui uno dei suoi dirigenti e organizzatori, Alexander Muzychko. Nella base i gruppi si addestravano per la prevenzione di incendi, alla lotta, all’addestramento militare. Alexander Muzychko era anche un istruttore di tattica e strategia bellica sia con armi da fuoco che con armi da taglio, il machete in particolare. Alla fine di dicembre 1994, i membri più qualificati della organizzazione, suddivisi in piccoli gruppi sono stati inviati a partecipare alle operazioni militari contro le forze federali russe in Cecenia. Da Kiev, sono stati inviati in Georgia in aereo, e si sono uniti alle forze armate georgiane. Sempre alla fine del dicembre 1994, a Grozny, membri di UNA- UNSO guidati da Muzychko hanno incontrato i comandanti dei gruppi sovversivi e hanno dato loro istruzioni operative. Nel 1994-1995 Muzychko e altri membri di UNA- UNSO hanno partecipato a scontri armati con i membri delle forze federali durante l’assalto a Grozny. Nel gennaio 1995, Alexander Muzychko fu brutalmente torturato dai soldati russi, e poi ucciso, insieme a 20 militanti. Alexander Muzychko il 7 marzo 2014 a Stavropol è stato dichiarato colpevole di tutti i reati imputatigli. Vecchie ferite dunque vanno ad unirsi a quelle nuove. Quello che è cambiato dal 1994 ad oggi sono il territorio dove si combatte e gli attori economici. Oggi in Ucraina a comandare più che il governo sono gli oligarchi, si vedano i risultati delle elezioni presidenziali. Oligarchi che hanno amici – anche loro oligarchi – in altri paesi del mondo, come in Cecenia. Alcuni nomi, compaiono sulle cronache ucraine più di altri vedi: Dudayev e soprattutto restando in Cecenia, Ruslan Baysarov, di origine ingusceta-cecena che vive in Russia, famoso per i suoi investimenti nel settore turistico, nel benessere, e nel gioco d’azzardo. Amico di Kadyrov, a sua volta amico del governatore, neo-eletto, in Crimea, Sergey Aksenov. Kadyrov vola dalla Crimea alla Cecenia dal 2010. Una volta per accompagnare un atleta della sua nazionale di lotta, una volta in visita ufficiale per accordi di cooperazione economica nel settore edile e del turismo. Fonte lb.ua. E già da allora premeva per cementare l’alleanza russo-cecena-ucraina. Tra le donazioni di Kadyrov alla Crimea, una moschea. Secondo la testata bigcaucasus e la testata UBR.UA. Baysarov avrebbe pronto un pacchetto turistico per una località balneare in grado di ospitare 40 mila persone l’anno del valore di 12 miliardi di rubli (circa 3 miliardi di dollari). Esso comprende piani per costruire un hotel, un centro benessere, diversi ristoranti, un porto turistico per yacht, un parco acquatico e un golf club. Nelle mire di Kadyrov anche il settore agricolo, che lui vede come una sorta di “supermercato alimentare” per la Cecenia, in cambio di sviluppo nel settore agricolo ceceno; e i ceceni possono permettersi di investire grazie alla liquidità che arriva dal Golfo. In particolare dagli Emirati Arabi Uniti secondo FINMARKET.RU: il principe ereditario di Abu Dhabi lo sceicco Mohammed bin Zayed Al Nahyan, ha promesso di sviluppare le Pmi della Cecenia. Ma anche prima dell’ingresso degli investitori stranieri in Cecenia, gli imprenditori locali avevano una finestra aperta verso la Crimea. Nel 2003, i media russi riportavano le parole del presidente del parlamento dell’Autonomia di Crimea, Leonid Grach, secondo cui i ribelli ceceni, andavano a curare le ferite in Crimea, e prendevano il controllo delle più belle località della penisola, e persino di intere città. La Crimea non era in grado di respingerli perché arrivano con i documenti della Georgia. Negli anni ci sono stati articoli che rivelavano come le autorità cecene utilizzando l’ex sindaco di Mosca Yuri Luzhkov inviassero in Crimea i bambini feriti dalla guerra in Cecenia, ma tra loro vi “erano ragazzi troppo cresciuti”. Molti degli “orfani” poi si sono adoperati per acquisire proprietà nel litorale del Mar Nero ucraino. Questo “business” ceceno in Crimea ha spesso assunto un carattere “penale”. Nel 2010, è stato ucciso il sindaco Oleg Novofedorovka Kolodyazhni, che si era rifiutato di vendere un pezzo di costa agli sviluppatori di business del Caucaso del Nord. Dopo l’assassinio, la banda cecena, si legge nei giornali, ha preso il pieno controllo di tutti i motel dell’estuario e della costa della regione di Saki. Stessa cosa a Evpatoria, in cui vi sono ristoranti, discoteche e attività commerciali. Fonte rusplt.ru.
Non è difficile concludere che il presidente ucraino, Petro Poroshenko, appena eletto dovrà tener conto anche di questa realtà russo-cecena se vorrà pacificare il paese.