UCRAINA. Nuovo scambio di prigionieri con il Donbass

88

Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskiy ha confermato che lo scambio di prigionieri tra ribelli del Donbass e forze ucraine dovrebbe avvenire il 29 dicembre, ma che la lista delle persone da scambiare tra le autorità centrali ucraine e i separatisti sostenuti dalla Russia non è stata completata.

L’idea di uno scambio di prigionieri ha preso forma durante i colloqui di pace a Parigi il 9 dicembre nei colloqui del “Formato Normandia”, Ucraina, Russia, Francia e Germania, che cercano di porre fine al conflitto. «Ci dovrebbe essere uno scambio di prigionieri domani», ha detto Zelenskiy durante una visita nella regione ucraina di Ivano-Frankivsk per l’apertura di un ponte il 28 dicembre, secondo Rferl. «Non vediamo l’ora. La verifica di tutte le persone non è ancora completata», ha aggiunto Zelenskiy.

L’agenzia Unian riporta che a Kiev ci si aspettava che gli ucraini rilasciassero 87 persone e i separatisti del Donetsk 55; ma non c’è stata alcuna conferma ufficiale di alcun dato e non ci sono liste definitive e disponibili al pubblico dei prigionieri che ogni parte ha in mano. Sarebbe il secondo importante scambio di prigionieri in quattro mesi.

Nell’ultimo, la Russia e l’Ucraina hanno scambiato un totale di 70 prigionieri in una mossa che molti hanno considerato un progresso negli sforzi di fermare una guerra che ha ucciso più di 13000 persone da quando Mosca ha annesso la Crimea e gruppi armati filo russi hanno preso il controllo di parte dell’Ucraina orientale nel 2014.

L’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa ha monitorato l’Ucraina orientale e ha mediato i colloqui tra le parti; la stessa Osce aveva annunciato il 23 dicembre che i negoziatori hanno «raggiunto un accordo sul rilascio reciproco e lo scambio dei detenuti coinvolti nel conflitto entro la fine dell’anno».

Zelenskiy, outsider politico, è presidente da aprile, e si è impegnato a porre fine al conflitto e a eliminare la corruzione dilagante per i 42 milioni di cittadini dell’Ucraina post-sovietica.

Anna Lotti