UCRAINA. Non compreremo più gas dalla Russia

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La società statale ucraina per l’energia Naftogaz ha detto che non avrebbe ripreso ad acquistare gas naturale dalla Russia, acquisti che sono stati sospesi dalla fine del 2015, finché Mosca non le avesse offerto prezzi e condizioni competitive. L’Ucraina era uno dei maggiori consumatori di gas naturale della Russia fino a quando le relazioni tra le due ex repubbliche sovietiche si sono inasprite nel 2014, quando Mosca ha annesso la penisola di Crimea, riporta Ntd.

Kiev ha smesso di acquistare gas russo nel novembre 2015, aumentando invece gli acquisti dall’Europa. L’Ucraina ha intrapreso una serie di riforme del mercato del gas naturale, compresa la rottamazione dei prezzi del gas regolamentati dallo Stato per gli utenti industriali. La riforma è uno dei prerequisiti per il tanto necessario finanziamento da parte del Fondo Monetario Internazionale.

«La riforma del mercato del gas ucraino ha creato un’opportunità per qualsiasi commerciante ucraino o straniero di acquistare gas dalla Russia, se i prezzi e le condizioni saranno competitivi. Ma, finora, la Russia non ha offerto gas a questi termini», ha detto Andriy Kobolyev, amministratore delegato di Naftogaz riporta Reuters.

«L’Ucraina non tornerà mai ai tempi dei contratti energetici corrotti e della dipendenza energetica dalla Russia, e loro lo sanno», prosegue Kobolyev. Le aziende russe e ucraine hanno firmato un accordo di 5 anni alla fine del 2019, salvaguardando il transito del gas russo verso l’Europa attraverso l’Ucraina, poche ore prima della scadenza del precedente accordo.

Kobolyev ha detto che il monopolista russo Gazprom, esportatore e proprietario del gasdotto, ha fatto transitare 25 miliardi di metri cubi di gas attraverso l’Ucraina nella prima metà del 2020, il 45 per cento in meno rispetto allo stesso periodo del 2019.

Dal 2014, l’Ucraina ha fatto passi importanti verso la riforma del settore del gas. Ha aperto il mercato agli importatori privati, ha liberalizzato parzialmente i prezzi, ha disaggregato le operazioni di trasporto, ha incoraggiato decine di aziende europee ad utilizzare i suoi grandi impianti di stoccaggio introducendo una serie di servizi.

Tuttavia, nonostante i progressi visibili, il settore del gas rimane vulnerabile alle interferenze politiche, con vari gruppi che cercano di rovesciare la gestione delle aziende statali e in particolare la leadership del gigante statale del gas ucraino Naftogaz.

Anna Lotti