UCRAINA. Lo sminamento del territorio prenderà i prossimi 70 anni

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L’Ucraina è tra i paesi più minati al mondo. Cartelli rossi di avvertimento con teschi e ossa incrociate disseminano i campi e le foreste dei territori, con un numero elevato di vittime civili.

Le stime sulla superficie minata dell’Ucraina variano oltre il 25% del territorio ucraino, con il governo ucraino che indica una superficie di 160.000 chilometri quadrati. Ma la verità è più sfumata e in realtà non se ne conosce la portata.

La cifra di 160.000 kmq indica l’area in cui si sono svolti i combattimenti e che molto probabilmente potrebbe ospitare mine.

Il Presidente ucraino Volodymyr Zelenskiy ha accusato le forze russe di aver piazzato decine di migliaia di mine durante la ritirata dello scorso aprile e le operazioni di sminamento sono ancora in corso.

In primo luogo, gli specialisti devono raccogliere prove sulla posizione delle mine, utilizzando i rapporti delle autorità locali, i testimoni oculari, i video dei social media e qualsiasi altro dato disponibile per determinare un’area di sospetto pericolo. Successivamente, gli sminatori utilizzano apparecchiature di rilevamento per localizzare ogni mina e mappare il perimetro della zona, prima che il processo di bonifica possa iniziare. A seconda delle dimensioni dell’area, l’intero processo può richiedere mesi o anni.

Come già avvenuto in Afghanistan, il processo graverà sulle future generazioni di sminatori e genieri per decenni: il ministero dell’Economia ucraino ha recentemente dichiarato che la bonifica potrebbe richiedere fino a 70 anni. Per il momento, gli specialisti stanno rendendo abitabili i territori liberati, in modo che la vita quotidiana e le imprese possano riprendere.

Nella regione di Bucha, la più contaminata delle periferie di Kiev, i servizi di emergenza statali sono riusciti a creare un ambiente sicuro in poco più di un mese. Il primo passo è garantire lo sgombero delle infrastrutture, consentendo l’accesso all’acqua e all’elettricità, in modo che i residenti possano nuovamente tornare. Tuttavia, la ripresa totale delle attività commerciali e industriali richiede molto più tempo.

Le mine stanno ferendo l’economia ucraina, in particolare il settore agricolo. Secondo un recente rapporto, la superficie destinata alle coltivazioni di cereali potrebbe ridursi del 45% dopo due anni di guerra, poiché gli esplosivi creano condizioni pericolose per i lavoratori agricoli e le aree coltivabili sono impegnate nei combattimenti per circa il 20%.

Inoltre, le linee elettriche attraversano campi agricoli contaminati, con ripercussioni sul settore energetico. Decidere quali settori debbano essere bonificati per primi è un’altra difficile decisione che il governo ucraino deve prendere.

Il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo condurrà un’indagine sull’impatto del territorio per valutare il danno fiscale e trovare soluzioni. L’indagine calcolerà anche un budget per lo sminamento e dove concentrare gli investimenti internazionali.

Si ritiene che il processo di sminamento costerà diversi miliardi di dollari, la stima della Banca Mondiale di circa 73 miliardi di dollari in diversi decenni sembra essere in eccesso. Inoltre, si rende sempre più chiara la necessità di un’educazione di massa sui residui di esplosivo per evitare ulteriori vittime.

In poco meno di un anno di guerra su larga scala, le Nazioni Unite hanno registrato 632 vittime civili causate da mine e residui esplosivi, pari a 219 morti e 413 feriti. Tuttavia, il numero reale è probabilmente più alto, poiché le Nazioni Unite registrano solo i decessi confermati dalle istituzioni governative, il che non è possibile in tutti i casi.

Organizzazioni come il Consiglio danese per i rifugiati e la Croce Rossa internazionale si concentrano sull’educazione al rischio e sull’informazione della popolazione su come reagire in caso di ritrovamento di mine e altri ordigni esplosivi. L’apprendimento di queste informazioni salvavita dovrà diventare parte della cultura ucraina.

Lo sforzo internazionale per lo sminamento e la formazione è enorme, con organizzazioni di Stati Uniti, Regno Unito, Danimarca, Norvegia e Svizzera che partecipano al processo insieme alle Ong nazionali. Il mese scorso, la Commissione europea ha annunciato un ulteriore sostegno di 25 milioni di dollari.

Josep Borrell, Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ha dichiarato che l’azione di sminamento è “cruciale” per salvare le vite dei civili e consentire alle persone di “tornare a una vita normale”. Inoltre, gli Stati Uniti destineranno parte del loro pacchetto di 10 miliardi di dollari alla bonifica delle aree contaminate.

Anna Lotti

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