UCRAINA. GAZPROM e NAFTOGAZ vanno avanti: nessun taglio al gas per l’UE

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Il gigante statale russo dell’energia Gazprom e quello ucraino Naftogaz dicono che continueranno i colloqui sulla proroga di un accordo sul transito di gas dalla Russia all’Europa attraverso il territorio ucraino oltre la fine di dicembre, quando scadrà l’attuale accordo decennale.

Un nuovo ciclo di colloqui a Vienna il 13 dicembre, cui hanno partecipato il capo della Gazprom Aleksei Miller e la leadership di Naftogaz Ucraina si è concluso senza un accordo, riporta Rferl. «È troppo presto per parlare di un’opzione approvata, ma stiamo prendendo la posizione più costruttiva. Il lavoro attivo continua», ha scritto il direttore esecutivo di Naftogaz Yuriy Vitrenko su Facebook.

Vitrenko ha detto, riporta la Tass, che i negoziati sono «relativamente riusciti, ma continuiamo a lavorare». Prima dei colloqui, Vitrenko aveva detto che il 13 dicembre era il termine ultimo per raggiungere un accordo teso a «garantire le capacità di transito a lungo termine del sistema di trasporto del gas ucraino».

Dopo i colloqui bilaterali del mese scorso a Vienna, Vitrenko aveva detto che l’Ucraina non avrebbe interrotto le forniture di gas russo in Europa, anche se Mosca e Kyiv non fossero riusciti a firmare un nuovo accordo di transito entro la fine dell’anno. «L’Ucraina non taglierà il gas. L’Ucraina non ha mai tagliato il gas, e questo deve essere compreso. Non abbiamo la tradizione di apparire sugli schermi televisivi e di dire: “Adesso stiamo tagliando il gas”», ha detto Vitrenko ripreso da Deutsche Welle.

I colloqui a Vienna sono arrivati dopo che il presidente ucraino Volodymyr Zelenskiy ha detto, dopo aver incontrato il suo omologo russo, Vladimir Putin, a Parigi il 9 dicembre, che la questione del transito del gas è stata “sbloccata” per quanto riguarda il contratto decennale dell’Ucraina con la Russia. Zelenskiy e Putin hanno avuto colloqui con la mediazione del presidente francese Emmanuel Macron e del cancelliere tedesco Angela Merkel nel cosiddetto formato Normandia per risolvere il conflitto in corso in Ucraina orientale tra le forze governative e i separatisti sostenuti da Mosca.

Interfax riporta le parole del ministro degli esteri ucraino Vadym Prystaiko secondo cui la Russia, alla riunione di Parigi, ha categoricamente respinto la possibilità di modificare gli accordi di Minsk, in particolare per quanto riguarda i posti di controllo alle frontiere, ma successivamente Mosca si è resa conto della necessità di cambiamenti: «Ma ci sono alcune modifiche che devono essere apportate agli accordi di Minsk, almeno cronologicamente, avrebbero dovuto terminare prima della fine del 2015 e molte date non sono vere».

Il ministro ha anche ammesso che la Federazione Russa si rende conto della necessità di modificare gli accordi di Minsk: «Penso che la Russia capisca che i requisiti registrati a “Minsk” non sono reali», ha detto Prystaiko.

Maddalena Ingroia