UCRAINA. Chi è il mediatore europeo per la de-escalation

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Il sette febbraio l’Incontro a Mosca tra Vladimir Putin e Emmanuel Macron è durato cinque ore al termine del quale, Macron si è detto ottimista per una de-escalatian sulla questione Ucraina mentre Putin ha detto che adesso sta a Kiev compiere i suoi passi.

Il giorno 8 febbraio, il presidente francese è volato a Kiev ad incontrare il suo omologo, Volodymyr Oleksandrovyč Zelens’ky. Obiettivo raggiungere un accordo sul Donbass prima di avviare il consiglio dei quattro o Format di Normandia. Putin ha chiesto che l’Ucraina osservi gli accordi di Minsk, accordi ignorati da Kiev da oltre due anni. Il tempo trascorre e i militari americani sono arrivati sia in Polonia che in Romania, mentre sono in corso le esercitazioni Bielorussia-Russia.

Il Format di Normandia, nel frattempo per voce di Macron ha annunciato che si riunirà il 10 di febbraio. In un clima già teso, dove la Germania all’ultimo minuto ha cancellato dall’agenda la sua visita in Ucraina per le differenze di vedute con il governo di Kiev sul Donbass. A darne notizia proprio fonti ucraine secondo cui il previsto incontro del capo del ministero degli Esteri tedesco con Zelensky a Kiev non avrà luogo. Oggetto della tensione il fatto che la Germania non si è piegata al volere di Kiev sul North Stream-2. L’Ucraina chiede che sia bloccata la sua entrata in funzione in caso di attacco contro l’Ucraina la Germania invece non si è pronunciata. Il ministro degli Esteri tedesco Annalena Berbockha dichiarato: Domani (8 febbraio) andrò alla linea di contatto nell’Ucraina orientale per parlare con le persone sul campo per vedere la catastrofica situazione umanitaria in cui si trovano le persone durante la pandemia. In qualche modo è caduta fuori dai riflettori. Stiamo parlando di queste persone quando si tratta dell’attuazione degli accordi di Minsk. Pertanto, faremo di tutto per garantire che la situazione di queste persone sul campo finalmente migliori.

E mentre Zelensky promette, per l’ennesima volta, di rispettare gli accordi di Minsk. Per capire come stanno le cose sulla linea del fronte l’8 febbraio i ministri degli Affari esteri della Repubblica ceca, dell’Austria e della Slovacchia hanno sorvolato la linea di contatto nell’Ucraina orientale. Secondo il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba, la Russia non dimostra alcuno sforzo per ridurre l’escalation della situazione intorno all’Ucraina e per questo sono ben accetti armi e uomini che possano proteggere gli ucraini dal possibile invasore russo.

A far pesare all’Europa l’importanza del ruolo russo sullo scacchiere mondiale, ora c’è il nuovo alleato di Putin: la Cina, che a partire dall’accordo siglato tra i due paesi il 5 febbraio ha cominciato a fare una battaglia comunicativa rilevante. Il Rappresentante della Cina in Europa ha detto: a trent’anni dopo la fine della Guerra Fredda, la NATO continua ad ampliare la sua geografia e la sua gamma di operazioni, impegnandosi in politiche di blocco e di confronto. Questo non favorisce la sicurezza e la stabilità globali. Chiediamo alla NATO di abbandonare la mentalità della Guerra Fredda e il pregiudizio ideologico, di rispettare la sovranità, la sicurezza, gli interessi, nonché la diversità delle civiltà, della storia e della cultura di altri paesi. La Repubblica Ceca è contro l’invio di militari della NATO in Ucraina. E nella vicina Serbia, intima di Mosca e Pechino, Serbia le autorità serbe stanno reintegrando le riserve di cibo e carburante nel caso “Dio non voglia” di un conflitto ha affermato il presidente Aleksandar Vucic. La Germania è pronta a inviare 350 truppe aggiuntive in Lituania. Il Regno Unito ha riferito che invierà altre 350 truppe in Polonia. La Danimarca aumenta la prontezza al combattimento per sostenere la NATO a causa della situazione in Ucraina

Nel frattempo le riserve di gas negli impianti di stoccaggio sotterranei europei potrebbero esaurirsi in appena sei settimane se i paesi europei decidessero di bloccare le forniture di gas dalla Russia, secondo un rapporto della società di consulenza britannica Wood Mackenzie. Solo la Francia al momento ha detto di essere coperta fino alla fine dell’inverno.

La parola adesso è del premier ucraino che non ha brillato in questa escalation di tensioni tra i due blocchi Russia-Stati Uniti. Passando da inneggiare al ritorno al conflitto per riprendersi Crimea e repubbliche del Donbass, a dire che sono gli Stati Uniti a volere la guerra mentre l’Ucraina vuole rispettare gli accordi di Minsk.

Accordi che secondo i militari dispiegati sulla linea del fronte non sono rispettati, nelle giornate dal 5 all’8 febbraio si sono sparati colpi di mortaio da 120 mia Gorlovka, granate in direzione del Donetsk; sono rimasti feriti due soldati uno ucraino una delle repubbliche separatiste. Altri colpi si registrano sparati dalla VFU nella direzione degli insediamenti di Verkhnetoretskoye (meridionale), Donetsk (l’insediamento della miniera di Trudovskaya), Veseloye, Leninskoye, Kominternov. Non solo, secondo Eduard Basurin, rappresentante ufficiale del DPR UNM Kiev prepara provocazioni sulla linea di contatto-UNM DPR si registra l’arrivo mercenari stranieri sulla linea di contatto che sembrerebbero essere di nazionalità polacca. Secondo il vicecapo della Milizia popolare della DPR, il loro compito principale è il sabotaggio e la provocazione alla linea di contatto. Denis Pushilin ha sottolineato l’importanza della dichiarazione del primo vicepresidente del Consiglio della Federazione della Federazione Russa Andrey Turchak sulla necessità di inviare armi alla Repubblica. Altre lamentele da parte dei miliziani del Donbass vengono dalla presenza militare dei britannici che dall’area di Leopoli si sarebbero spostati sulla linea del fronte. Accuse queste sempre negate dal Regno Unito.

Graziella Giangiulio