UCRAINA. Acqua in Crimea per pace nel Donbas. Ecco l’amo di Mosca per Kiev

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La ripresa delle forniture d’acqua alla Crimea è stata una delle condizioni per un’ulteriore soluzione della situazione a Donbas, che è stata posta dal presidente russo Vladimir Putin ai colloqui di Parigi nel dicembre 2019. 

Stando a quanto riportano Censor.net e 112Ua, durante una conversazione telefonica tra i presidenti dell’Ucraina e della Russia del 14 febbraio, Putin ha chiesto ancora una volta la ripresa dell’approvvigionamento idrico della Crimea come una delle condizioni degli accordi al prossimo “incontro formato Normandia”.

«Ecco perché all’inizio il capo del partito Servi del popolo, David Arahamia, e poi il primo Ministro Denis Shmygal hanno annunciato la loro intenzione di fornire acqua alla Crimea (Shmygal ha poi ritrattato). Ed è per questo che le autorità hanno inviato richieste alle organizzazioni di ingegneria per la preparazione di un progetto di ripresa della fornitura di acqua alla Crimea», riporta Censor.net che prosegue: «L’ufficio del presidente sta studiando se la società ucraina è pronta a fare tali concessioni a Putin e se la fornitura di acqua alla Crimea può diventare un argomento per accordi con la Russia».

«Si tratta di una prova per l’opinione pubblica, l’Ufficio del Presidente sta studiando se la società ucraina è pronta a fare tali concessioni a Putin, e se la fornitura di acqua alla Crimea può diventare un argomento per accordi con la Federazione russa».

Per i media ucraini di opposizione, la ripresa delle forniture sarebbe una sconfitta per Zelensky; sarebbe un duro colpo per la fiducia nelle autorità ucraine, perché la fornitura di acqua verrebbe percepita come un tradimento degli interessi nazionali, e Mosca terrebbe così Kiev appese ad una esca, collegando la questione idrica della Crimea alla situazione nel Donbass. 

«Il fatto che Denis Shmygat abbia espresso le volontà di Putin in televisione nel suo primo discorso pubblico è una dimostrazione del profondo malinteso del primo Ministro e della totale mancanza di indipendenza (…) Vladimir Zelensky dovrebbe interrompere la pratica dei negoziati dietro le quinte con Putin; i limiti dei compromessi nei negoziati con la Federazione Russa dovrebbero essere concordati almeno a livello del Consiglio Nazionale di Sicurezza e Difesa. E la domanda sorge spontanea: cos’altro ha concordato con Putin?»

Anna Lotti