TURKMENISTAN. Visita segreta dei Talebani: assicurazioni per la sicurezza del confine

326

Sembra che il Turkmenistan abbia voluto tenere segreta la seconda visita dei talebani nel giro di cinque mesi.

Le due parti della consultazione talebano-turkmena volevano cose diverse: il primo vuole mostrare che ora è un interlocutore rispettato a livello internazionale che può parlare per gli afghani; il secondo sta cercando, senza riuscirci, di mostrare freddezza in mezzo a una situazione di sicurezza in rapido deterioramento a sud-est.

Le questioni sul confine afgano hanno raggiunto il culmine il 9 luglio, quando la città afgana di Torghundi, che si trova a pochi passi dal Turkmenistan, è caduta sotto il controllo dei talebani. Anche se l’avanzata dei talebani è stata rapida, i turkmeni danno tutti i segni di essere stati colti di sorpresa. I combattimenti erano così vicini che Turkmen.news, l’8 luglio citando i residenti di Serhetabat, che si trova proprio lungo la strada di confine, dicendo che sentivano degli spari nella pate turkmena.

Radio Azatlyk, il 9 luglio, poi, riportava che truppe aggiuntive dalle basi Mary-1 e Mary-2, e dalle province di Lebap, Dashoguz e Balkan, così come una quantità non specificata di elicotteri e aerei da combattimento erano stati schierati al confine. Le forze della base aerea Mary-2 sono il meglio delle difese del Turkmenistan. La base, su cui una volta si diceva che gli Stati Uniti avessero messo gli occhi, ospita un’unità di paracadutisti d’élite. Radio Azatlyk dice poi che anche i commissari politici sono stati schierati tra la popolazione per tenere lezioni patriottiche contro i talebani.

Il ministero degli Esteri di Ashgabat ha emanato un comunicato stampa accusando il canale televisivo russo RBK di disinformazione. Non è il governo di Kabul che i turkmeni stanno cercando di placare, ma i talebani. L’11 luglio, un portavoce del l’Emirato Islamico ha rivelato su Twitter che una delegazione guidata da Sher Mohammad Abbas Stanikzai, capo dell’ufficio politico talebano in Qatar, aveva visitato il Turkmenistan per discutere «questioni di attualità politica, economica e di sicurezza». Il portavoce ha fatto notare che sono stati i turkmeni a chiedere l’incontro ad Ashgabat.

In contrasto con la visita dei talebani a febbraio, i media statali turkmeni non hanno parlato della seconda visita mentre l’Emirato coglie ogni occasione per mostrare che è considerato un interlocutore legittimo; a Mosca come ad Ashgabat. Il risultato è che il Turkmenistan è “ben felice” di lavorare con i Talebani, come Uzbekistan e Tagikistan, lasciando da parte l’attuale governo di Kabul.

Antonio Albanese