TURCHIA. Vaste operazioni antiterrorismo pre vertice NATO

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La Turchia nelle scorse settimane ha annunciato una vasta operazione antiterrorismo in occasione del vertice NATO ad Ankara del 7 e 8 luglio 2026. Le autorità turche hanno coordinato una serie di perquisizioni e raid in diverse provincie del Paese. Ankara ha inoltre adottato misure di sicurezza straordinarie, tra chiusure delle strade e limitazioni di tutte le manifestazioni pubbliche dal 28 giugno fino alla fine del vertice. Nella fase iniziale delle indagini sono stati fermati più di 200 sospetti (tra cui anche attivisti, avvocati e professori) e successivamente, sono state arrestate oltre 100 persone con accuse legate al terrorismo. Tra gli arrestati figurano individui ricercati, persone che avevano inviato fondi al gruppo e militanti precedentemente identificati come membri dello Stato Islamico (ISIS). 

Nel mese di giugno, i servizi di intelligence turchi hanno reso nota anche un’operazione congiunta condotta in coordinamento con le controparti siriane. L’intervento ha portato all’arresto di dieci presunti militanti di ISIS sul territorio siriano, successivamente estradati in Turchia. Secondo le autorità di Ankara, gli individui fermati svolgevano funzioni diversificate all’interno dell’organizzazione jihadista, comprendenti la partecipazione ad attività operative contro le forze turche, nonché incarichi nell’ambito delle reti logistiche, dei centri di coordinamento delle cellule, della propaganda e delle strutture amministrative del gruppo.

Tra le più recenti attività di contrasto al terrorismo, emerse anche attraverso fonti riconducibili alla sfera social, si segnala il caso di Ismail J. K. A., indicato come uno dei leader dello Stato Islamico, il quale avrebbe diffuso tramite TikTok istruzioni operative finalizzate all’esecuzione di un attentato in Turchia da parte del militante Mohammed K. Nel corso di una successiva operazione delle forze di sicurezza ad Ankara, Mohammed K. è rimasto ucciso durante uno scontro a fuoco con la polizia, mentre la moglie, ritenuta da alcune fonti anch’essa affiliata all’organizzazione jihadista, è stata arrestata dopo essere rimasta ferita.

Parallelamente, nell’ambito della più ampia campagna antiterrorismo condotta dalle autorità turche, i servizi di intelligence hanno reso noto l’arresto del cittadino turco Ahmet Kazanci, conosciuto con gli pseudonimi di Abu Ubayda e Abu Ibrahim e ritenuto una figura di rilievo nell’apparato propagandistico dello Stato Islamico. Secondo quanto riferito dalle autorità, Kazanci avrebbe ricevuto addestramento nei campi dell’ISIS situati tra Afghanistan e Pakistan, assumendo successivamente un ruolo centrale nelle attività di reclutamento, nella produzione e diffusione di materiale propagandistico in lingua turca e nell’organizzazione del trasferimento clandestino di cittadini turchi verso i territori un tempo controllati dal gruppo jihadista. Gli investigatori evidenziano inoltre il suo stretto rapporto con il propagandista Özgür Altun, del quale avrebbe ereditato le funzioni operative dopo il suo arresto avvenuto lo scorso anno.

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Dania Piccirilli