TURCHIA. Svezia e Finlandia fanno il gioco di Erdogan

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La candidatura della Svezia all’adesione alla Nato si sta rivelando “manna dal cielo” per la campagna di rielezione del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, in previsione delle elezioni di maggio.

Erdogan ha avvertito per mesi la Svezia e la Finlandia che la Turchia userà il suo diritto di membro della Nato per porre il veto alle loro richieste di adesione al blocco se Ankara riterrà che non abbiano fatto abbastanza per reprimere gli individui che vivono nei Paesi nordici e che, a suo dire, sono terroristi e militanti curdi o gulenisti. Ankara ha chiesto le estradizioni, ma la Svezia ha sottolineato che Stoccolma non può semplicemente scegliere di estradare le persone ricercate dalla Turchia, in quanto può agire solo sulla base di decisioni indipendenti dei suoi tribunali.

L’impiccagione di un’effigie di Erdogan da parte di un gruppo curdo all’esterno del municipio di Stoccolma e il rogo del Corano sono stati ripresi dal Presidente turco che, dopo una riunione di gabinetto il 23 gennaio, ha dichiarato che la Svezia non può più aspettarsi che la Turchia approvi la sua candidatura alla Nato.

Se Erdogan vincesse quindi la rielezione e mantenesse la sua opposizione all’adesione della Svezia alla Nato si aprirebbe il più grande confronto interno all’alleanza del ultimi anni. Addirittura il quadro potrebbe ribaltarsi: diversi Stati membri della Nato potrebbero chiedere se la linea d’azione corretta sia quella di buttare fuori la Turchia dalla Nato e accogliere i nordici.

Tutti i 30 membri della Nato, tranne due, hanno ratificato le richieste nordiche e l’Ungheria ha dichiarato che intende farlo all’apertura del suo parlamento il mese prossimo. Rimarrebbe la Turchia come unico freno. Erdogan cercherà di rafforzare il sostegno dei nazionalisti e dei conservatori religiosi in vista delle elezioni turche.

Le capitali occidentali sperano che non appena le elezioni saranno terminate, Erdogan, se rieletto, o un nuovo presidente della Turchia, modificherà la politica estera turca e permetterà a Svezia e Finlandia di entrare nella Nato senza ulteriori resistenze.

Nel frattempo, Svezia e Finlandia cercheranno di tenersi buono Erdogan. Il primo ministro svedese Ulf Kristersson ha espresso solidarietà per tutti i musulmani che si sono sentiti offesi dopo il rogo del libro sacro.

«La libertà di espressione è una parte fondamentale della democrazia, ma ciò che è legale non è necessariamente appropriato», ha scritto Kristersson su Twitter.

Il Segretario generale Nato Jens Stoltenberg ha dichiarato di essere rimasto in stretto contatto con i funzionari di Svezia, Finlandia e Turchia.

Stando a Bloomberg Stoltenberg ha criticato «il tipo di comportamento» visto nelle strade di Stoccolma, ma ha anche osservato che non era illegale e che «la libertà di parola è un diritto molto prezioso».

Antonio Albanese

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