TURCHIA. Se parli male di Erdogan, vai in galera: nuove condanne per i giornalisti

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Un tribunale turco ha condannato il 27 dicembre sei giornalisti e un funzionario del giornale turco d’opposizione Sozcu per terrorismo, avendoli ritenuti colpevoli di aver aiutato una rete che, secondo Ankara, ha orchestrato il fallito colpo di stato nel 2016, riporta Anadolu

I sei sono stati accusati di sostenere il colpo di stato pubblicando articoli di giornale critici nei confronti del presidente Recep Tayyip Erdogan. Sozcu uscita con una serie di titoli di prima pagina antigovernativi e provocatori che hanno persino attirato le critiche dei politici d’opposizione a Erdogan, riporta Dw.

Le pene detentive variano da due anni e un mese a tre anni e sei mesi, ha detto il loro avvocato Celal Ulgen. Tutti e sette hanno respinto le accuse e ci si aspetta che facciano ricorso in appello contro i verdetti. Le condanne contro i giornalisti di Sozcu arrivano poco dopo che i giornalisti del giornale Cumhuriyet sono stati presi di mira e arrestati ad agosto

Gli arresti fanno parte di un giro di vite in corso contro i sospetti seguaci di Fethullah Gulen, uno studioso musulmano, oggi residente negli Stati Uniti, il cui movimento è accusato dal governo di aver orchestrato il colpo di stato del 2016 che ha visto centinaia di morti fra gli uomini della polizia turca e ha portato a migliaia di arresti. La Turchia e il Pakistan classificano il movimento di Gulen, Feto, come un’organizzazione terroristica, mentre gli Stati Uniti e l’Unione Europea rifiutano questa classificazione.

Emin Colasan, editorialista di Sozcu, ha definito, dalle colonne del giornale, le condanne «un caso inesistente (…) Non ci sono prove o testimoni contro di noi». Il giornale ha definito il verdetto una “macchia nera”, dicendo che i condannati stavano solo svolgendo il loro lavoro di giornalisti.

Colasan e un altro editorialista, Necati Dogru, sono stati condannati a tre anni e sei mesi, secondo Anadolu. Metin Yilmaz, il caporedattore del giornale, e il direttore dell’edizione online, Mustafa Cetin, sono stati condannati a poco più di tre anni. Il direttore finanziario del giornale, Yonca Yucelan, il direttore del telegiornale Yucel Ari e il giornalista Gokmen Ulu sono stati condannati a due anni di carcere. La corte ha deciso di assolvere l’ottavo imputato, la giornalista video Mediha Olgun, e ha rinviato la sentenza sul proprietario del giornale, Burak Akbay, che vive all’estero ed è processato in contumacia.

Il Comitato per la protezione dei giornalisti classifica la Turchia come il secondo paese con il numero più alto al mondo di giornalisti in carcere dopo la Cina, con oltre 108 giornalisti o dipendenti dell’industria dei media attualmente dietro le sbarre.

Lucia Giannini