TURCHIA. Per i turchi, lo scontro con Atene è solo un trucco elettorale

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La metà dei cittadini turchi ritiene che il governo stia cercando di utilizzare le crescenti tensioni con la Grecia come parte del suo “programma elettorale”, secondo un sondaggio condotto da Metro Poll, e riportato da Gazete Duvar il 14 settembre.

In totale, il 51,1% degli intervistati ritiene che il peggioramento delle relazioni tra Ankara e Atene sia legato al fatto che la Turchia terrà le elezioni presidenziali e parlamentari entro il giugno 2023. Coloro che non sono di questo parere sono il 26,2%, mentre il 18,6% ha risposto “non sono a conoscenza della questione” e il 3,7% ha rifiutato di rispondere alla domanda.

Inoltre, il 36,2% degli intervistati che hanno dichiarato di sostenere il Partito per la Giustizia e lo Sviluppo al governo considerava la questione come parte del “programma elettorale”, mentre la percentuale era del 37,9% per gli intervistati che intendevano votare per il Partito del Movimento Nazionalista, il partner minore della coalizione di governo che ha la maggioranza parlamentare.

Il principale leader dell’opposizione turca, il Partito Popolare Repubblicano, Kemal Kilicdaroglu, ha recentemente osservato che il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e il premier greco Kyriakos Mitsotakis sono “populisti che giocano la carta della guerra mentre i loro voti sono in calo”.

La settimana scorsa, la Grecia ha avvertito le capitali occidentali che Erdogan potrebbe scatenare una seconda guerra europea nel Mar Egeo.

Le velate minacce di Erdogan di un’azione militare contro la Grecia, pronunciate la settimana scorsa durante una visita alla capitale bosniaca Sarajevo, sono state liquidate da alcuni analisti come la retorica nazionalista di un uomo forte che sa di essere in grande difficoltà nei sondaggi d’opinione in vista delle elezioni. Ma c’è chi teme fino a che punto un Erdogan disperato possa spingersi per rimanere aggrappato al potere, non ultimi i greci che il 6 settembre il leader turco ha inquietato con l’agghiacciante minaccia che la Turchia potrebbe «arrivare all’improvviso una notte».

«Quello di cui sto parlando non è un sogno», ha osservato Erdogan in una conferenza stampa a Sarajevo: «Se ho detto che potremmo arrivare all’improvviso una notte significa che, quando sarà il momento, potremo arrivare all’improvviso una notte», riporta BneIntelliNews.

I rapporti tra Erdogan e Mitsotakis si sono inaspriti a maggio, tanto che il leader turco ha detto che per lui il premier greco non esiste più”.

Alla domanda postagli la settimana scorsa dall’Associated Press se credeva che potesse scoppiare una guerra tra Turchia e Grecia per questioni che includono la sovranità su diverse isole del Mar Egeo, Mitsotakis ha risposto negativamente: «Non credo che questo accadrà mai. E se, Dio non voglia, dovesse accadere, la Turchia riceverebbe una risposta assolutamente devastante. E credo che lo sappiano molto bene. La Turchia conosce la competenza delle forze armate greche».

L’11 settembre, secondo la Reuters, Mitsotakis avrebbe dichiarato di voler mantenere aperti i canali di comunicazione con Ankara nonostante i commenti “inaccettabili” di Erdogan.

Il 12 settembre la Grecia ha dichiarato di aver ricevuto la prima coppia di jet militari F-16 aggiornati, nell’ambito di un programma da 1,5 miliardi di dollari approvato dagli Stati Uniti per modernizzare la propria flotta di caccia.

L’annuncio non sarà gradito alla Turchia: l’amministrazione Erdogan sta lottando per ottenere l’approvazione degli Stati Uniti per l’acquisto di nuovi F-16 e di kit di aggiornamento per la flotta di F-16 esistente. Negli ultimi anni il Congresso degli Stati Uniti ha bloccato importanti vendite di armi alla Turchia, citando disaccordi su questioni come l’acquisto da parte di Ankara di sistemi di difesa missilistica S-400 dal Cremlino, le incursioni militari turche in Siria e il mancato rispetto dei diritti umani fondamentali da parte del governo turco.

Lucia Giannini