TURCHIA. Partiti i lavori del nuovo reattore atomico russo

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Il presidente russo Vladimir Putin e il turco Recep Tayyip Erdogan hanno promesso di migliorare la cooperazione mentre lanciavano la costruzione di un nuovo reattore nella prima centrale nucleare della Turchia. Il 10 marzo, i due leader hanno premuto ciascuno un pulsante sulle loro scrivanie a Mosca e Ankara in una cerimonia in collegamento video che ha svelato la terza fase del progetto di costruzione della centrale di Akkuyu. La società statale russa per l’energia nucleare Rosatom ha iniziato a costruire il primo dei quattro reattori previsti sulla costa meridionale della Turchia nel 2018, riporta The Moscow Times.

Erdogan spera di avere l’impianto operativo entro il 2023, quando la Turchia celebrerà il suo centenario come repubblica post-ottomana. Putin ha detto che si aspetta che il progetto «migliori il partenariato russo-turco in tutte le sue sfaccettature, contribuendo a rafforzare l’amicizia e la comprensione reciproca tra i popoli dei nostri paesi».

Erdogan gli ha fatto eco: «Lo stretto dialogo che abbiamo stabilito con il mio stimato amico Putin sta giocando un ruolo chiave non solo nelle relazioni bilaterali, ma anche nel preservare la pace e la stabilità regionale», ha detto il presidente turco.

Putin ed Erdogan hanno goduto di una relazione complessa mentre guidavano i loro paesi per la maggior parte degli ultimi 20 anni. Si sono trovati sui lati opposti della guerra in Siria, ma ora stanno lavorando a stretto contatto su un piano di pace che potrebbe portare alla fine di un decennio di lotte.

I loro legami sono precipitati quando le forze turche hanno abbattuto un aereo russo vicino al confine siriano nel novembre 2015, ma si sono ripresi rapidamente e Putin ha partecipato al lancio della costruzione dell’impianto Akkuyu nell’aprile 2018.

I russi stimano il costo dell’intero progetto, da 4.800 megawatt, a circa 20 miliardi di dollarI.

La Turchia è fortemente dipendente dalle importazioni di petrolio e gas naturale, anche dalla Russia. Erdogan ha detto che si aspetta che l’impianto fornisca il 10% del fabbisogno elettrico della Turchia una volta completato.

Anna Lotti