TURCHIA. L’Asia è il nuovo centro: Erdogan vuole entrare nella SCO

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La Turchia starebbe “puntando” a diventare membro a pieno titolo dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai, Sco, di cui è un partner osservatore dal 2013.

Annunciando il desiderio di Ankara di giocare un ruolo più attivo nell’organizzazione, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan – che ha partecipato al vertice Sco recentemente conclusosi a Samarcanda il 15-16 settembre, ha dichiarato che «le nostre relazioni con questi Paesi passeranno a una posizione molto diversa con questo passo». Quando gli è stato chiesto se intendesse la piena adesione alla Sco, Erdogan ha risposto: «Certo, questo è l’obiettivo».

Le osservazioni di Erdogan sono arrivate dopo i colloqui bilaterali con il presidente cinese Xi Jinping, il presidente russo Vladimir Putin e il primo ministro indiano Narendra Modi e altri leader dei Paesi membri della Sco a margine del vertice di Samarcanda.

Il desiderio di Ankara di entrare a far parte della Sco a pieno titolo segue l’inclusione dell’Iran come membro a pieno titolo al vertice della scorsa settimana. Se la Turchia riuscirà nella sua impresa, diventerà il primo membro dell’Organizzazione del Trattato Nord Atlantico ad aderire alla Sco come membro a pieno titolo, a riprova del fatto che l’equilibrio del potere globale si sta spostando in modo decisivo da Occidente a Oriente.

La Turchia è membro della Nato dal 1952 e membro fondatore del Consiglio d’Europa. L’orientamento di Ankara verso l’Occidente ha incluso la sua precoce adesione alle istituzioni chiave dell’ordine globale guidato dagli Stati Uniti e i negoziati per l’adesione all’Unione europea, riporta Cgtn.

Ma negli ultimi decenni, le relazioni della Turchia con l’Occidente sono state segnate da crescenti differenze nelle priorità di politica estera con gli Stati Uniti e i suoi alleati occidentali, che si riflettono anche nella resistenza, non dichiarata ma evidente, dell’Ue a includere Ankara tra i propri membri. Non c’è da stupirsi che la Turchia guardi a est per rafforzare i propri legami e accrescere la propria rilevanza strategica.

Può essere o meno una coincidenza che l’annuncio di Erdogan sull’adesione alla Sco sia arrivato anche in concomitanza con la notizia che al Presidente turco è stato negato un incontro a tu per tu con il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden a Washington, dopo la riunione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che si terrà questa settimana. I due potrebbero comunque incontrarsi a margine della sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York.

Sebbene si ritenga che la candidatura della Turchia alla Sco sia motivata dalla necessità di ottenere un’ulteriore leva strategica contro l’Occidente, la posizione di Ankara può essere anche letta così: «Quello che Ankara sta facendo non è perseguire alternative all’Occidente, ma stabilire relazioni equilibrate con tutto il mondo (…) Il suo scopo è anche quello di aiutare l’Occidente a vedere più chiaramente chi è il suo interlocutore nelle relazioni con la Turchia».

Vale la pena notare che dalla sua fondazione, il 15 giugno 2001, la SCO si è espansa negli ultimi vent’anni fino a rappresentare più del 70% della superficie eurasiatica e quasi il 50% della popolazione mondiale. Oggi la Sco è considerata la principale organizzazione internazionale non occidentale impegnata nel multilateralismo e nella governance globale attraverso il consenso.

Attualmente comprende nove Stati membri: Cina, Russia, India, Kazakistan, Kirghizistan, Pakistan, Tagikistan, Uzbekistan e Iran. La Bielorussia è pronta a diventare il 10° membro a pieno titolo dell’organizzazione dopo che la sua candidatura ha ricevuto un sostegno unanime al vertice di Samarcanda. Attualmente, la Bielorussia, l’Afghanistan e la Mongolia hanno lo status di osservatori.

Inoltre, ci sono nove attuali partner di dialogo, tra cui la Turchia, lo Sri Lanka, la Cambogia, l’Azerbaigian, il Nepal, l’Armenia, l’Egitto, il Qatar e l’Arabia Saudita, gli ultimi tre hanno ottenuto il loro status durante il Vertice di Samarcanda. Secondo la Dichiarazione di Samarcanda adottata dagli Stati membri, Kuwait, Emirati Arabi Uniti, Maldive, Myanmar e Bahrein otterranno presto lo status di partner di dialogo.

Il Vertice di Samarcanda ha inoltre annunciato la firma di memorandum d’intesa con la Lega Araba, l’Unesco e la Commissione economica e sociale per l’Asia e il Pacifico, ampliando così la cooperazione con le organizzazioni internazionali.

La rapida espansione della Sco indica la sua crescente importanza come organizzazione multilaterale internazionale al di là dell’Eurasia e dell’Asia centrale per includere l’Asia meridionale e sudorientale e i Paesi e le organizzazioni del Medio Oriente. Molti Paesi riconoscono sempre più che il centro nevralgico dell’economia mondiale si è spostato in Asia e che le grandi economie asiatiche, tra cui la Cina, l’India e le altre principali economie regionali dell’Asia orientale e sudorientale, detengono la chiave della futura crescita economica e della stabilità globale.

Antonio Albanese