TURCHIA. La tragicomica arroganza di Ankara

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La questione sarebbe ridicola, se di mezzo non ci fosse la questione libica. Si apprende, infatti, dai media arabi che il ministro degli Esteri turco Mevlüt Çavuşoglu, ha invitato la Francia a scusarsi per l’incidente delle navi da guerra che ha avuto luogo alla fine del mese scorso e ha scatenato una forte disputa tra le due parti sulla questione libica.

Facciamo un passo indietro. La Francia partecipa alla missione Irini insieme ad altri paesi nel Mediterraneo tra questi anche l’Italia. La missione Irini nel Mediterraneo nasce per verificare la violazione dell’embargo sulle armi per la Libia. E di queste ore la notizia che la finché la NATO non interverrà a sciogliere il nodo con la Turchia, Parigi toglierà le navi dal Mediterraneo.

L’oggetto del contendere di fatto è che la Turchia scorta tutte le navi cargo in direzione di Tripoli che non è possibile ispezionare e quindi non si sa mai che cosa trasportino in realtà le navi in Libia. Alla fine del mese scorso, una fregata francese ha intercettato una imbarcazione scortata da fregate turche e ha chiesto, in base alla missione Irini di poter ispezionare il cargo, a quel punto la fregata militare turca ha “illuminato” la fregata francese; nel gergo militare questo atto ha un solo significato ben preciso: se non vi ritirate siamo pronti ad attaccare. La Francia ha deciso di non intervenire anche perché la Turchia è un paese NATO e la decisione dell’intervento dovrebbe essere collegiale.

Ma oggi, la Turchia, per voce del suo ministro per gli Esteri ha detto: «Le accuse secondo cui le nostre navi sono bloccate dalle loro controparti francesi sono false e Parigi dovrebbe scusarsi», in una conferenza stampa con la sua controparte tedesca Heiko Maas nella capitale Berlino.

La Germania nel frattempo ha comunicato alla Turchia che sospende l’apertura dell’impianto Wolkswagen come precedentemente promesso. Il ministro turco ha aggiunto: «Abbiamo chiarito alla Germania che la Francia dovrebbe sedersi con noi per motivi di stabilità della Libia» e che la Turchia «cerca sempre di risolvere tutti i problemi in sospeso attraverso dialoghi e colloqui costruttivi».

E che il suo paese ha dimostrato i rapporti e i documenti, le accuse sono errate e ha aggiunto: «La Francia non ha detto la verità all’Unione europea e alla NATO, e abbiamo fornito alla NATO prove che le accuse francesi non sono vere e la Francia dovrebbe essere onesta nella sua alleanza con la Turchia invece di fuorviare Ankara con mezzi contorti».

Da parte sua, il ministro degli Esteri francese Jean-Yves Le Drian ha affermato che il suo paese «rifiuta le interferenze straniere in Libia di ogni tipo e delle sue varie fonti» e «mira a raggiungere la stabilità, e l’interesse dei libici e dell’Europa risiede in questo».

Il ministro francese ha anche invitato ad accelerare il raggiungimento di un cessate il fuoco in Libia, consentendo un ritorno alla politica attraverso gli sforzi delle Nazioni Unite.

L’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico ha confermato il 2 luglio che «l’operazione di addestramento congiunto C-Guardian (Guardia del mare) continua tutte le sue attività nonostante la decisione della marina francese di sospendere il suo contributo ieri dopo i risultati di un’indagine sull’incidente tra navi da guerra francesi e turche, che secondo Parigi ha dimostrato l’interferenza turca».

Graziella Giangiulio