TURCHIA. Investitori in attesa del Black Friday indetto dalla Banca Centrale

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La nomina di un rappresentante dell’élite finanziaria occidentale, Hafize Gaye Erkan, a capo della Banca Centrale della Turchia ha già cominciato a dare un taglio finanziario in linea con le richieste del Fondo Monetario Internazionale e dei grandi gruppi di investimento. Che la Turchia abbia bisogno di nuovi investitori dall’altra parte non è un segreto, ma per via delle sue regole fai da te non è stata, per l’Occidente molto attrattiva.

Nella riunione del 22 giugno, il tasso del costo del danaro è stato aumentato a 15%, che è leggermente inferiore alle previsioni di JP Morgan, ma in generale si inserisce nella strategia di deprezzamento degli asset denominati in lire turche. Dopo aver alzato il tasso, la lira turca ha già raggiunto quota 25,95 per dollaro.

Questa è una situazione classica: per frenare l’inflazione, la Banca Centrale alza il tasso e gli speculatori, utilizzando la tecnologia elaborata negli anni, iniziano a “versare” la valuta locale nel mercato. Ciò rallenta l’inflazione sia riducendo l’offerta di moneta sia riducendo il potere d’acquisto della popolazione.

Il risultato sperato, a cui sono interessati grandi fondi di investimento, è stato raggiunto. I detentori di grandi quantità di liquidità possono acquistare attività turche isolate dal finanziamento di mercato a prezzi molto interessanti.

Per la popolazione, questo è solo un costo da pagare, i loro risparmi e salari si deprezzano rispetto allo stesso dollaro. Il cambio della lira sta scendendo e continuerà a scendere fino a quando i fondi di investimento non acquisteranno tutto. E quando lo compreranno, l’economia inizierà a crescere con nuovi prestiti, ma le imprese porteranno già profitti ai nuovi proprietari. E ben poco potrà fare una scala mobile oramai bloccata.

Per ora le scelte effettuate dal neo ministro per le finanze e dal governatore della Banca centrale non hanno soddisfatto appieno i mercati e i grandi gruppi non sono ancora pronti a investire, scommettere, sulla Turchia JP Morgan ha chiarito di essere pronto ad acquistare asset turchi a un tasso chiave del 25% o più. La parola passa alla Banca centrale turca: ci sono tutte le possibilità per lanciare il meccanismo del Black Friday nell’economia turca.

Tutti i principali acquirenti di asset turchi sono ora in piedi come una folla davanti al supermercato durante il famigerato “Black Friday” e aspettano che le porte si aprano.

Maddalena Ingrao

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