TURCHIA. Gli S400 sono sganciati dalla NATO. “Sono roba nostra”, dice la Difesa 

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I sistemi missilistici di difesa aerea S-400, acquistati dalla Russia, rimarranno separati dalla rete militare della Nato e non causeranno alcun problema con il suo lavoro, ha detto il ministro della difesa turco Hulusi Akar. Parlando ad Al-Jazeera, Akar ha dichiarato che gli S-400 non saranno integrati nel sistema di difesa aerea della Nato e non costituiranno una minaccia per l’alleanza. «Lo diciamo da sempre. Naturalmente, gli S-400 saranno in modalità “stand-alone”. Opereranno in modo indipendente», ha poi aggiunto.

La Turchia, ricorda Fars, ha iniziato a ricevere gli S-400 quest’estate e il prossimo aprile metterà le armi in servizio di combattimento. Hulusi Akar ha confermato che Ankara intende attivare pienamente i sistemi di fabbricazione russa una volta che il suo personale militare avrà completato l’addestramento necessario, aveva detto il Ministro alla commissione Bilancio e pianificazione del parlamento: «La formazione sul funzionamento dell’hardware è in corso (…) Dopo che questo processo sarà completato, condurremo le nostre attività  pianificate sugli S-400s», riporta Anadolu.

Akar ha poi ricordato che «Il paese è stato costantemente sotto la pressione di Washington per rescindere il contratto con Mosca, ma ha rifiutato di farlo, insistendo sul fatto che è libero di scegliere da chi acquistare le armi». Gli Stati Uniti hanno bloccato la consegna dei caccia a reazione F-35 alla Turchia nella speranza di convincerla a rinunciare all’accordo sugli S-400. Akar ha ribadito che se la Turchia non otterrà gli aerei promessi, sarà costretta a cercare alternative altrove». Gli Stati Uniti sostengono che il sistema potrebbe essere usato dalla Russia per ottenere segretamente dettagli classificati sul jet ed è incompatibile con i sistemi Nato.

Rispondendo in commissione poi alle domande sulle forze siriane sostenute dalla Turchia che combattono nella Siria settentrionale, Akar ha risposto, sibillinamente, che l’Esercito Nazionale Siriano, creazione turca che raggruppa milizie jihadiste, è costituito da «persone fedeli e che lavorano per il loro paese (…) Come risultato delle nostre operazioni, l’illusione di formare uno stato del terrore nella Siria settentrionale ha visto la sua fine». 

Va ricordato infine che di fronte alla minaccia dello stesso Akar di riprendere le operazioni turche in Siria, Mosca ha categoricamente ribadito che tutte le operazioni militare turche sono finite, non ammettendo repliche da Ankara. 

Luigi Medici