TURCHIA. Generazione Z vuole defenestrare Erdogan

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I sondaggi non portano bene a Erdogan. Più si avvicinano le elezioni, più i dati dei sondaggi d’opinione continuano a essere sconfortanti per il Presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che dovrà affrontare nuove elezioni, al più tardi a giugno 2023. Secondo uno recente sondaggio del Gezici Research, circa l’80% della Generazione Z turca, cioè i nati dopo il 2000, afferma che non voterà per il Partito per la Giustizia e lo Sviluppo di Erdogan.

Entro il prossimo giugno, la Generazione Z rappresenterà l’11,8% della popolazione adulta votante in Turchia: «Non approvano il linguaggio dittatoriale, imperioso o duro dei politici», riporta il 10 luglio il quotidiano turco Cumhuriyet citando il Gezici Research.

Gezici ha anche osservato che una “maggioranza schiacciante” di giovani ha dichiarato che voterebbe per il candidato dell’Alleanza Nazionale dell’opposizione se le elezioni presidenziali andassero al ballottaggio: «Perché vedono il governo più oppressivo e controllante», ha aggiunto, ripreso da BneIntellinews. Il principale gruppo elettorale che determinerà l’esito delle elezioni, che si svolgeranno in parallelo tra le elezioni parlamentari e quelle presidenziali, è la generazione Y. Questo gruppo demografico è composto da persone nate tra il 1980 e il 1999 e rappresenta il 32,6% dell’elettorato turco. Gezici Research ha registrato in questa classe di età una percentuale più alta di elettori indecisi.

«Coloro che ricordano la vecchia Turchia, che sono vicini ai centristi, ma che rimangono indecisi, determineranno il destino di queste elezioni», secondo Gezici. Il 70% degli indecisi fa parte della generazione Y e la maggior parte di loro sono donne.

Stando a Cumhuriyet, Gezici Research ha valutato l’attuale quota di elettori indecisi come pari al 16%, con il 92,7% di queste persone sotto i 40 anni: «Di questo gruppo, il 68% vive con meno di 5.500 lire al mese. La crisi economica costringe gli indecisi a prendere una decisione e spesso li avvicina a un partito del fronte dell’opposizione», ha dichiarato.

Di tutti gli intervistati della Gen Y e della Gen Z, il 72% ha dichiarato di avere problemi a tirare avanti finanziariamente. Il 76% ha dichiarato di non credere che l’economia si sarebbe risolta un anno dopo. Inoltre, il 56,8% ha affermato che un candidato dell’opposizione sarebbe un presidente migliore di Erdogan, leader della Turchia da quasi due decenni. Il 43,2% ha dichiarato di non avere fiducia nemmeno nell’opposizione.

La portata della crisi economica cronica che attanaglia la Turchia da diversi anni è illustrata da nuovi dati che mostrano come il consumo di carne nel Paese si sia dimezzato negli ultimi cinque anni.

Il quotidiano turco Sozcu descrive come, in un contesto di inflazione dilagante, una famiglia di quattro persone in Turchia abbia ridotto il consumo annuale di carne rossa a 28 kg, rispetto ai 56 kg del 2017, secondo i dati dell’Associazione dell’industria e dei produttori di carne rossa. L’aumento dei tassi di povertà nel Paese ha portato a un arresto della nascita dei bambini nelle famiglie a basso reddito.

Antonio Albanese