TURCHIA. Erdogan si compra i motori ucraini per i suo aerei

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La visita del presidente turco Recep Tayyip Erdogan in Ucraina la scorsa settimana ha registrato un fatto importante: i due paesi hanno approfondito la loro cooperazione nel settore della difesa. Dopo aver firmato otto accordi con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, il presidente ucraino Volodymyr Zelenskiy ha dichiarato che le industrie della difesa e dell’aviazione sono le principali forze trainanti della partnership strategica del paese.

Durante la visita di Erdogan a Kiev, è stato preso l’impegno di espandere la produzione di droni turchi in Ucraina e di costruire un centro di formazione per piloti di droni e una fabbrica. Mosca aveva criticato la vendita di Ankara di droni turchi all’Ucraina, utilizzati ad ottobre contro i ribelli filorussi nel Donbas. Ankara ora ottiene un altro vantaggio strategico: come fare i motori, cosa che manca all’industria della Difesa turca.

L’Ucraina è un leader mondiale nella produzione di motori militari, dai droni ai motori a reazione ai missili, un’eredità del tempo in cui l’Ucraina faceva parte dell’ex Unione Sovietica. I cinesi hanno cercato di comprare questa fabbrica, ma il contratto è stato congelato dagli ucraini, e anche gli Stati Uniti si sono opposti perché avrebbe aumentato le capacità militari della Cina; la stessa fabbrica è il partner chiave in questa impresa turco-ucraina per sviluppare i droni e fornire i motori ai droni.

Ankara è anche alla ricerca di competenze sui motori per sviluppare il proprio jet da combattimento e i droni con motore a reazione.

La Turchia cerca di diversificare le sue fonti, perché tradizionalmente, i produttori di difesa turchi sono stati dipendenti dagli Stati Uniti e dai produttori europei. Ma soprattutto a causa delle relazioni politiche e delle sanzioni, la Turchia ha avuto problemi a procurarsi tecnologia e componenti dai paesi occidentali. Pertanto, questi fattori rendono l’Ucraina un’alternativa molto importante rispetto ai produttori europei e degli Stati Uniti.

Anna Lotti