TURCHIA. Erdogan blocca Svezia e Finlandia nella NATO per fini elettorali

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Sembra sempre più chiaro il fine di politica interna di Recep Tayyip Erdogan rifiutando di accettare le richieste di adesione alla Nato di Finlandia e Svezia, alla luce del calo nel gradimento e nelle ravvicinate scadenze elettorali: il 15 giugno, la Turchia ha rifiutato l’invito della Nato a partecipare a colloqui trilaterali con Finlandia e Svezia.

Se avviati, i colloqui sarebbero stati finalizzati a trovare una soluzione alla minaccia della Turchia di porre il veto alle richieste di adesione dei Paesi nordici all’alleanza sostenute da tutti gli altri Paesi della Nato. Ma i problemi interni di Erdogan sono immensi. Il presidente da quasi tre decenni è accusato da molti turchi di aver gestito male l’economia del Paese, impantanata in una crisi economica pesante. I suoi sondaggi di opinione sono pessimi e la sua candidatura per la rielezione deve avvenire al più tardi entro giugno del prossimo anno, riporta Bne IntelliNews.

È probabile che Erdogan si irrigidisca ancora di più sulla questione dell’espansione della Nato prima di cedere il passo, così come su un’invasione turca della Siria settentrionale a caccia di militanti curdi rimane sulla carta e la guerra di parole tra Ankara e la Grecia su alcune isole del Mar Egeo potrebbe diventare sempre più allarmante.

Erdogan continua a dichiarare la sua indignazione per il fatto che Finlandia e Svezia possano essere invitate a sedere a fianco della Turchia nella Nato quando, a suo avviso, sono “incubatrici” di terroristi curdi e si rifiutano, su sollecitazione di Ankara, di dare la caccia ai membri del Partito dei Lavoratori del Kurdistan. Per la maggior parte degli osservatori Erdogan si sta dichiarando un po’ troppo indignato, soprattutto se si considera che il suo regime è stato più volte accusato di aver chiuso un occhio sulle reti di finanziamento dello Stato Islamico che operano in Turchia e di aver collaborato con vari gruppi terroristici in Siria ogni volta che ciò ha fatto comodo ai suoi interessi tattici o strategici.

Tuttavia, Ankara ha chiesto a Helsinki e Stoccolma proposte concrete per iscritto, come ad esempio l’inasprimento della loro legislazione antiterrorismo, per affrontare le accuse sollevate sulla presenza nei Paesi nordici di terroristi e militanti curdi prima di accettare colloqui mediati, secondo il Financial Times. Ciò ha apparentemente costretto i funzionari Alleati a cercare di mediare un accordo attraverso colloqui bilaterali con ciascun Paese.

L’incontro programmato per il 15 giugno non ha avuto luogo. I turchi parlano di almeno un anno di tempo prima che le candidature svedesi e finlandesi all’adesione alla Nato possano progredire.

Il 15 giugno Erdogan ha ribadito la sua richiesta di concessioni da parte dei due Paesi nordici: «Finché Svezia e Finlandia non mostreranno passi chiari, concreti e decisivi, non cambieremo assolutamente la nostra posizione sulla questione Nato».

Sempre 15 giugno il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg ha dichiarato che: «Dobbiamo sederci e affrontare queste preoccupazioni (…) Questo richiederà più tempo di quanto inizialmente previsto».

Maddalena Ingrao