TURCHIA. Ecco il caccia stealth “Made in Erdogan”

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Il caccia turco TF-X, un piano di produzione nazionale che mira a far entrare il Paese nel club d’élite delle medie potenze che hanno costruito e testato con successo velivoli da combattimento stealth ha preso forma. Il mese scorso, la Turkish Aerospace Industries, Tai, ha pubblicato un video del suo caccia TF-X in fase di costruzione, immagini che affermano la determinazione del Paese a sviluppare un aereo da combattimento indigeno.

Il prototipo del TF-X dovrebbe essere presentato nel marzo 2023, con il primo volo di prova previsto per il 2025 o il 2026 e l’entrata in servizio delle prime unità nel 2028 o nel 2030, riporta AT.

È progettato principalmente per operazioni aria-aria, con un ruolo secondario aria-terra. In linea con l’enfasi posta sulle missioni aria-aria, Tai afferma che il TF-X avrà un raggio d’azione maggiore grazie all’utilizzo di nuove armi, probabilmente il missile Gokdogan beyond-visual-range sviluppato da Ankara. Inoltre, sarà dotato di un alloggiamento interno per le armi per mantenere lo stealth, l’intelligenza artificiale e il supporto delle reti neurali. Con un’apertura alare di 14 metri, una lunghezza di 21 metri e un’altezza di 6 metri, il TF-X sarà più piccolo dell’F-22 ma più grande dell’F-35.

Il TF-X sarà alimentato da due motori post-bruciatori General Electric F110 statunitensi o da motori non post-bruciatori F118 di produzione turca e prodotti su licenza, derivati dall’F110. Gli Stati Uniti potrebbero non voler vendere motori o trasferire tecnologia alla Turchia, viste le sue relazioni con la Russia, nel qual caso la britannica Rolls Royce potrebbe essere un altro potenziale fornitore di motori.

Per una media potenza come la Turchia sviluppare un caccia stealth interno non è un’impresa da poco. Con l’aumento dei costi degli aerei da combattimento, una cosa è progettare con successo un caccia efficace in combattimento, un’altra è farlo in modo finanziariamente sostenibile.

Il TF-X turco potrebbe seguire l’iter di sviluppo già usato dal Giappone, con il caccia che servirà da banco di prova per un velivolo da combattimento ancora più avanzato in futuro, per poi cercar eni entrare nel mercato con prodotti dai prezzi accessibili.

In ogni caso, il TF-X dovrebbe rappresentare uno stimolo significativo per l’industria aerospaziale turca. Otto aziende turche erano coinvolte nella progettazione della cellula e dei motori dell’F-35 e la Turchia era stata selezionata per essere il primo hub europeo per la manutenzione dei motori dell’F-35. I componenti dell’F-35 prodotti in Turchia erano destinati a essere impiegati a livello globale, e le aziende avrebbero dovuto effettuare lavori per 12 miliardi di dollari sull’F-35 nel corso della sua vita; si tratta di una esperienza che così non andrebbe sprecata, oltre a garantire l’indipendenza strategica per Ankara.

Antonio Albanese

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