TURCHIA. Di fronte alla crisi Erdogan pensa al rebranding turco

176

La Direzione delle Comunicazioni della Turchia ha lanciato una nuova campagna #helloTürkiye il 14 gennaio, nel tentativo di «aumentare la consapevolezza globale sull’uso del nome originale del paese». In una dichiarazione del direttore delle comunicazioni della presidenza, Fahrettin Altun ha detto: «Crediamo che sia significativo usare la frase ‘Türkiye’ nell’arena internazionale per rafforzare ulteriormente il marchio e la reputazione del nostro paese». Il rebrand segue una circolare presidenziale firmata il 4 dicembre 2021, che richiede l’uso di “Türkiye” invece di “Turchia” in tutta la corrispondenza con altri stati, istituzioni internazionali e organizzazioni.

La circolare, riporta Global Voices, recita inoltre: «La frase “Türkiye” simboleggia e trasmette la cultura, la civiltà e i valori della nazione turca nel miglior modo possibile. Come parte di questo, la frase ‘Made in Türkiye’ invece di ‘Made in Turkey’ ha cominciato ad essere usata nei nostri prodotti di esportazione; di conseguenza, i nostri prodotti, che sono l’orgoglio del nostro paese nel commercio internazionale, sono promossi e presentati al resto del mondo usando il marchio ‘Türkiye’. Il nostro obiettivo è ora quello di rappresentare la millenaria esperienza del nostro stato e della nostra nazione in ogni settore sotto il marchio ‘Türkiye’».

Secondo Middle East Eye, i funzionari turchi hanno già iniziato il processo di registrazione del nuovo nome presso le Nazioni Unite. “La tempistica esatta per il cambio di nome è ancora al vaglio del governo, ma il processo è in corso», riporta la testata.

Mentre Altun e il presidente hanno sottolineato che il rebranding rafforzerà la reputazione del paese, altri hanno scherzato sul fatto che la campagna ha lo scopo di separare il paese dal tacchino che in lingua inglese ha la stesa grafia e pronuncia: «Digita ‘turkey’ su Google, e otterrai una serie confusa di immagini, articoli e definizioni da dizionario che confondono il paese con il “Meleagris gallopavo Linnaeus” – altrimenti noto come tacchino, grande uccello originario del Nord America, famoso per essere servito nei menu di Natale o nelle cene del Ringraziamento», riporta un servizio di TRT World. La campagna #helloTürkiye si è aperta con un video reperibile su Youtube.

L’opposizione dice che mentre il paese è alle prese con l’impennata dell’inflazione, questo non è il momento per il rebranding, né ha senso farlo; anche la scelta del governo di usare i soldi dei contribuenti per questo rebranding è nel mirino viste le emergenze che vive l’Anatolia nel suo insieme: recessione, disoccupazione, violenza incontrollata, discriminazione di genere, pandemia e l’aumento di Omicron.

Lucia Giannini