
La strategia industriale della Turchia nel settore della difesa rappresenta un elemento centrale della sua crescente visibilità e assertività sul piano regionale e globale. Nell’ultimo decennio, Ankara ha compiuto progressi significativi nello sviluppo di un’industria nazionale sempre più autonoma, raggiungendo un elevato grado di autosufficienza ed emergendo come esportatore rilevante, soprattutto in specifici segmenti di nicchia. In un contesto internazionale segnato da minacce crescenti e da una rinnovata domanda di riarmo, il settore della difesa turco è oggi in grado non solo di soddisfare le esigenze interne, ma anche di rafforzare il posizionamento diplomatico del Paese nei confronti degli alleati occidentali e dei partner internazionali.
Alla base di questa crescita vi sono diversi fattori strutturali: un forte investimento pubblico accompagnato da una chiara strategia statale, il successo delle esportazioni — in particolare nel campo dei droni e dei sistemi autonomi —, l’aumento della domanda globale di difesa a seguito del conflitto in Ucraina e l’intensificazione delle collaborazioni internazionali con partner europei, atlantici ed emergenti.
Questa dinamica è confermata anche dai dati economici: secondo quanto riportato dall’Agenzia di stampa statale Anadolu, le esportazioni turche nei comparti della difesa e dell’aerospazio sono aumentate del 44,2% su base annua, raggiungendo i 555,3 milioni di dollari nel mese di gennaio, dopo aver chiuso il 2025 con un record annuale. Tale crescita si inserisce nell’obiettivo strategico di rafforzare l’autonomia nazionale e ampliare il contributo della Turchia alla sicurezza europea. Questi sviluppi si riflettono anche in esempi concreti, come l’espansione di aziende quali Baykar, l’avvio di nuovi programmi militari — tra cui quello relativo a una portaerei navale nel 2025, il caccia di quinta generazione KAAN (con la presentazione di tre prototipi del velivolo: il KAAN P0, il KAAN P1 e il KAAN TBST-P), nonché l’implementazione del Steel Dome, un progetto di sistema di difesa aerea multistrato con cui Ankara ambisce a raggiungere la propria indipendenza nella protezione del suo spazio aereo — e una crescente proiezione geopolitica della Turchia in aree come Africa e Medio Oriente.
Permangono tuttavia alcune criticità, tra cui la dipendenza tecnologica dall’estero, le pressioni economiche interne, il possibile rallentamento ciclico atteso nel 2026 e le persistenti tensioni politiche con l’Occidente. Particolarmente rilevanti sono i fattori macroeconomici interni alla Turchia, come l’elevata inflazione, la pressione sulla valuta e la necessità di contenere la spesa pubblica, elementi che, secondo diverse analisi economiche, stanno incidendo sulla stabilità finanziaria del Paese e potrebbero limitarne la capacità di sostenere nel tempo livelli elevati di investimento, anche nel settore della difesa. All’inizio del 2026 sono emersi segnali concreti di rallentamento economico e di persistenti fragilità struttural, in linea con il quadro macroeconomico caratterizzato da crescita più moderata e condizioni di mercato complesse. Eppure, nonostante le criticità, le fonti concordano nel ritenere che, tra il 2025 e il 2026, l’industria della difesa turca continui a registrare una forte espansione, sostenuta dall’aumento delle esportazioni, dal rafforzamento della produzione nazionale e da una crescente proiezione internazionale. In questo contesto, il settore si consolida come un attore globale competitivo, sempre più autonomo sul piano tecnologico e centrale nella strategia geopolitica di Ankara.
Entrando nel dettaglio dei principali progetti di sviluppo dell’industria della difesa della Turchia tra il 2025 e il 2026, emerge con chiarezza come, grazie a una strategia industriale strutturata, il Paese stia consolidando una forte espansione nel mercato globale. Inoltre, questi programmi evidenziano un’evoluzione tecnologica e industriale significativa, che rafforza il posizionamento di Ankara come attore sempre più competitivo, innovativo e relativamente autonomo nel settore globale della difesa.
Baykar crea un nuovo drone kamikaze a lungo raggio.
Un ruolo centrale è svolto da Baykar, che ha presentato il nuovo drone kamikaze a lungo raggio K2, dotato di sistemi avanzati di intelligenza artificiale. Il velivolo è in grado di operare autonomamente in sciame, riconoscere i bersagli e condurre attacchi a lunga distanza, con un raggio operativo superiore ai 2.000 km. Può trasportare una testata di circa 200 kg, decollare da piste non preparate ed è progettato per impieghi multipli. Un elemento distintivo è il costo, circa 50 volte inferiore rispetto alle munizioni guidate di pari gittata, unito alla capacità di produzione rapida su larga scala. Il K2 si inserisce in un portafoglio già ampio che comprende piattaforme come Bayraktar KIZILELMA, Bayraktar AKINCI, Bayraktar TB2 e Bayraktar TB3. Durante l’esercitazione NATO Steadfast Dart 2026 il Bayraktar TB3 ha condotto esercitazioni congiunte con i caccia Eurofighter Typhoon sul Mar Baltico, coprendo una distanza di 1.700 chilometri; in parallelo, il drone multiruolo turco Bayraktar AKINCI ha distrutto con successo un drone kamikaze a mezz’aria con una munizione EREN.
Test di nuove armi anti-bunker
Sempre nell’ambito dei sistemi offensivi, il drone d’attacco Bayraktar Akıncı ha testato con successo la munizione anti-bunker TOLUN-P, dimostrando elevata precisione contro bersagli fortificati.
Kızılelma ha testato la precisione delle munizioni LGK-82 e Teber-82
Il caccia senza pilota Bayraktar KIZILELMA ha condotto test reali con munizioni LGK-82 e Teber-82 sviluppate da Aselsan e Roketsan. In un test particolarmente significativo a novembre 2025, il KIZILELMA ha simulato un attacco contro un F-16 Fighting Falcon, utilizzando il missile aria-aria nazionale GÖKDOĞAN. Durante il volo, durato 1 ora e 45 minuti a un’altitudine di 4.500 metri, il velivolo ha operato in formazione con l’F-16, testando simultaneamente radar e sistemi d’arma. Grazie al radar MURAD AESA sviluppato da Aselsan, è stato possibile rilevare e agganciare il bersaglio a una distanza di 48 km, segnando un progresso rilevante nelle capacità di combattimento aereo. Con questo test, il tempo di volo complessivo del programma ha superato le 55 ore.
Droni turco-italiani in arrivo sul mercato europeo
Sul piano della cooperazione internazionale, le aziende turche si affacciano sul mercato europeo grazie alla joint venture tra Baykar e Leonardo per la produzione di droni di medie dimensioni. La produzione, prevista a partire da aprile, sarà distribuita in diversi poli industriali italiani e i velivoli saranno certificati secondo gli standard europei, aumentando così la loro competitività sul mercato.
Sistema anti-drone per piccoli droni in impiego operativo
Nel settore della difesa anti-drone, Aselsan ha dimostrato l’efficacia del sistema Şahin, integrato con munizioni Atom, capace di rilevare e neutralizzare mini e micro-droni, combinando in un’unica soluzione le capacità di individuazione e ingaggio del bersaglio.
Munizioni dotate di sistemi di alta precisione
Parallelamente, prosegue lo sviluppo di munizionamento a guida di precisione. Nell’ambito del progetto HGK-84, realizzato da ASFAT in collaborazione con TÜBİTAK SAGE, l’Aeronautica militare turca ha ricevuto nuove forniture per la modernizzazione delle bombe, con l’obiettivo di aumentare precisione ed efficacia degli attacchi aerei.
La bomba aerea turca HAYALET (fantasma)
Presentata all’IDEF 2025, “Gazap” rappresenta la bomba aerea convenzionale più potente mai prodotta dalla Turchia. Dotata di una testata da 970 kg, è progettata per massimizzare l’effetto distruttivo attraverso una dispersione altamente concentrata di frammenti esplosivi, con oltre 10 frammenti per metro rispetto ai 3 di un ordigno standard. Il sistema è compatibile con i caccia F-16 Fighting Falcon ed è già stato qualificato e certificato per l’impiego operativo.
Accanto a Gazap, un elemento di particolare rilievo è rappresentato dalla NEB-2 “Ghost”, una bomba bunker buster dello stesso peso, progettata per penetrare fino a 7 metri di cemento C50, un materiale considerato tre volte più resistente rispetto a quello utilizzato nelle centrali nucleari, secondo quanto riferito da un funzionario intervistato dall’Anadolu Agency.
Il primo missile ipersonico turco: Tayfun Block-4
L’industria della difesa di Turchia ha presentato il suo primo missile ipersonico, denominato Tayfun Block-4. Il direttore generale della società Roketsan, Murat Ikinci, ha evidenziato che il sistema, con un peso superiore alle sette tonnellate e dotato di una testata multiuso, sarà in grado di colpire e distruggere numerosi obiettivi strategici — tra cui sistemi di difesa aerea, centri di comando e controllo, hangar e infrastrutture militari critiche — anche a grande distanza.
GÖKBORA: il missile aria-aria a lungo raggio di ROKETSAN
Il nuovo missile aria-aria a lungo raggio (BVR) di ROKETSAN, denominato GÖKBORA, è stato presentato all’IDEF 2025. È progettato per essere compatibile con i caccia F-16 (variante Özgür), il nuovo caccia turco KAAN (TF-X) e il drone da combattimento KIZILELMA, grazie anche alle alette ripiegabili che facilitano il trasporto interno. Roketsan ha completato lo sviluppo del motore e i test di lancio sono previsti o in corso con l’obiettivo di entrare in inventario nel prossimo futuro (sviluppo accelerato indicato per l’inizio 2026/2027). Il Gökbora si inserisce nella strategia turca di ottenere la piena autonomia negli armamenti aeronautici avanzati, ponendosi come un concorrente diretto dei missili BVR europei e americani di ultima generazione.
La Turchia sta sviluppando contatti nel settore aeronautico e dell’esportazione con la Spagna
Sul fronte dell’export e delle partnership strategiche, la Turchia ha rafforzato i rapporti con la Spagna nel settore aeronautico. Madrid ha approvato l’acquisto di velivoli da addestramento a reazione HÜRJET, sviluppati dall’azienda pubblica turca specializzata in sistemi aerospaziali TUSAŞ, per un valore di circa 3,1 miliardi di euro, con consegne previste entro il 2028 e la possibilità di estendere l’ordine fino a 45 unità. Gli aerei saranno prodotti in Turchia e adattati in Spagna con sistemi avanzati e la piattaforma ITS-C. Questo accordo rappresenta un passo significativo verso l’ingresso dell’HÜRJET nei mercati NATO e globali, segnando una tappa fondamentale nelle ambizioni aerospaziali della Turchia.
Cristina Uccello
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