Proteste della polizia a Tunisi

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TUNISIA – Tunisi 18/10/2013. Appartenenti alle forze di sicurezza il 18 ottobre hanno costretto il presidente della Tunisia Moncef Marzouki e il premier Ali Larayedh ad allontanarsi da una cerimonia commemorativa per i due poliziotti uccisi.

I membri delle forze di sicurezza, riporta Morocco World News, alcuni dei quali in uniforme, hanno gridato «Fuori di qui!» ai leader tunisini, che obbligandoli ad abbandonare la cerimonia presso una caserma militare a L’ Aouina, periferia di Tunisi. Marzouki e Larayedh, nonché ilpresidnetedel parlamento Mustapha Ben Jaafar, annichiliti dopo oltre 20 minuti di fischi dalla folla, si sono allontanati senza controbattere. «Non accettiamo la presenza dei politici», gridavano i manifestanti che portavano cartelli chiedendo leggi per proteggere la polizia. Solo il ministro degli Interni, Lotfi Ben Jeddou, ha partecipato alla cerimonia per i due uomini uccisi il 17 ottobre da un gruppo armato nella regione di Neja, a 70 chilometri a ovest di Tunisi. «Siamo tutti contro il terrorismo. Questa è una guerra, e non ci arrendiamo» ha detto il ministro in un breve discorso. I sindacati delle forze di sicurezza hanno organizzato diverse manifestazioni nei mesi scorsi per condannare la mancanza di risorse messe a disposizione per contrastare il movimento jihadista in Tunisia dopo la rivoluzione del 2011. È la prima volta che i rappresentanti della polizia hanno accusato direttamente i leader tunisini. Da dicembre 2012, le forze di sicurezza stanno monitorando un gruppo di militanti presumibilmente legati ad al-Qaeda nelle montagne della regione di Chaambi lungo il confine con l’Algeria: circa 15, tra soldati e poliziotti sono rimasti uccisi nelle operazioni. Il ministero degli Interni ha fatto sapere che Abou Iyadh, leader tunisino del movimento salafita Ansar al-Sharia e coloro che sono sospettati di aver ucciso oChokri Belaid e Mohamed Brahmi si sarebbero rifugiati nella regione. La Tunisia è entrata in una profonda crisi politica da luglio 2013 quando Brahmi è stato ucciso dai jihadisti, in circostanze simili all’omicidio di Belaid avvenuto mesi prima.

Ennahda è accusato dall’opposizione di non tenere a freno il movimento jihadista del paese. Dopo la probabile tregua per Eid al-Adha, oggi le fibrillazioni aumentano in vista anche dell’anniversario del 23 ottobre: due anni dal cambiamento rivoluzionario di regime che hanno portato il paese sull’orlo del baratro. Il dialogo nazionale tra governo e opposizione è in stallo, le parti si sono arroccate sulle loro posizioni e la situazione nel paese precipita.