Portogallo: stop alla spesa pubblica

53

PORTOGALLO – Lisbona. Firmato da Vítor Gaspar il decreto che proibirà nuove spese in seno al Governo e ai Ministeri. Il Decreto entrerà in vigore lunedì prossimo.

Il provvedimento nasce a pochi giorni dalla bocciatura della Corte su quattro dei nove provvedimenti che il governo aveva messo in cantiere per ridurre la spesa pubblica, azione propedeutica per poter accedere alle tanche degli aiuti europei. La situazione interna è confusa i partiti non riescono a trovare una intesa, anche José Manuel Durão Barroso, presidente della Commissione europea è sceso in campo per chiedere unità nazionale:«Vorrei ancora una volta chiedere alle diverse istituzioni della Repubblica portoghese e alle forze leader dei politici, specialmente quelli che sono, in un modo o nell’altro, legati alla realizzazione del programma, di restare uniti in modo che il programma possa essere portato a termine con successo». Il Portogallo in queste ore si sta giocando la sua credibilità ed è proprio per questo che il presidente della Commissione è sceso in campo per far sì che il suo Pese manifesti la volontà di rispettare gli impegni presi con l’Unione europea.

Ma gli animi restano surriscaldati, il segretario generale del Partito Socialista José Seguro ha detto che il governo dovrebbe dimettersi.

Nel frattempo, l’8 aprile, la Troica e ritornata in Portogallo per una visita ad interim di emergenza a causa della falla nei conti pubblici. 

Il “deficit di finanziamento” creato dalla decisione della Corte Costituzionale che ha bocciato quattro delle nove misure che il governo voleva adottare per il bilancio 2013 definite “incostituzionali” va ripianato. Il governo deve trovare 1.350.000.000 €. Il capo della missione del Fondo monetario internazionale per il Portogallo ha detto che la ‘tranche’ di 2 € miliardi, che ha ottenuto l’approvazione in occasione della recente settima valutazione non dipende dal piano per tagliare 4.000.000.000 € di spesa dello stato entro il 2013. Tagli che comunque vanno fatti come chiede Bruxelles e che preoccupano il ministero delle Finanze, c’è infatti, poco tempo per trovare misure alternative a quelle già proposte e bocciate. A queste difficoltà poi vanno sommate quelle a carattere internazionale che derivano dalla imminente riunione informale dei ministri delle finanze dell’Eurozona fissata per il 12 aprile a Dublino, in cui si prevede di mettere sul tavolo la questione economico-finanziaria portoghese. Questione per ora congelate in attesa di conoscere le decisioni del governo per rispettare gli impegni europei.