Tripoli, il Libano minacciato dal terrorismo

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LIBANO – Tripoli. 25/08/13. Due forti esplosioni hanno colpito venerdì la città di Tripoli a nord del Libano una davanti alla moschea di al-Taqwa, la seconda nella zona di al-Minaa fuori dalla moschea Salam. Si parla di un bilancio di oltre 42 vittime, 160 persone versano in gravi condizioni e di oltre 500 lesionati non gravi.

Il pericolo di un progressivo aumento delle violenze si fa sentire, questa volta i terroristi hanno colpito Tripoli, città a maggioranza sunnita che ha visto spesso scontri interni tra questi ultimi e gli alawiti abitanti di alcuni quartieri della città, con l’intento certo di aprire un conflitto interreligioso fra le due appartenenze islamiche (sunniti e sciiti). A conferma di ciò le esplosioni sono avvenute nel giorno di preghiera del venerdì mentre i fedeli uscivano dai luoghi di culto i cui imam risultano essere oppositori del regime siriano, nessuna rivendicazione al momento è pervenuta

 

La condanna del grave attentato è arrivata da quasi tutto il mondo arabo, dagli Stati Uniti e dall’Unione Europea. La televisione libanese al-Manar ha invece voluto sottolineare il fatto che l’Arabia Saudita non si è espressa sull’accaduto di ieri, anzi ricorda che lo stato arabo non ha ancora condannato l’attentato di Beirut, nel quartiere Dahiyeh, della scorsa settimana. Come sappiamo i sauditi sono in qualche modo “accusati” di essere tra i sostenitori dei ribelli che combattono in Siria e che colpendo il Libano si vada a destabilizzare il potere della resistenza di Hezbollah (di appartenenza sciita) che combatte al fianco del Presidente Bashar al-Assad.

 

Il Segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha esortato i cittadini libanesi a «usare moderazione, rimanere uniti e di sostenere le loro istituzioni statali», in particolare le forze di sicurezza libanesi. L’ambasciata degli Stati Uniti in Libano ha esteso le sue «più sentite condoglianze per la perdita di vite innocenti», ribadendo la condanna di ogni violenza in Libano.

 

Il segretario generale del Consiglio di cooperazione del Golfo (GCC) Abdullatif Al-Zayani oltre a condannare le esplosioni terroristiche ha rilasciato in una nota che si sta compiendo un vile tentativo di minare la coesistenza pacifica in Libano, per determinare una odiosa sedizione confessionale. Nel frattempo, l’Iran ha denunciato l’accaduto che ha scosso la città libanese, sottolineando che Teheran non permetterà che il “terrorismo” possa minacciare la stabilità e la sicurezza del Libano. Il Vice ministro degli esteri per gli Affari Arabi e Africani iraniano Hussein Abdul-Amir Lahian ha sottolineato che vi possa essere un coordinamento tra Israele e i gruppi takfiri.

 

Aprire un nuovo fronte terroristico in Libano non potrà mai essere la soluzione per porre fine agli scontri della Siria, ne tanto meno di ferire la resistenza libanese. Il rischio di scontri confessionali all’interno della già complicata situazione libanese andrebbe a minare la stabilità del Medio Oriente e quindi dell’intero Mediterraneo. Troppo spesso ci si dimentica che l’antica mezzaluna fertile è da troppo tempo abituata a vivere situazioni burrascose e che la protezione del territorio è più importante della vita stessa di molti combattenti. Inoltre la situazione palestinese continua a covare sotto la cenere un fuoco mai spento e se la comunità internazionale continuerà a non farsi carico del problema il rischio di trovarsi in un fuoco incrociato potrebbe diventare una realtà vicina. Un intervento militare esterno è tra l’altro impensabile senza scuotere un equilibrio mondiale, Russia Iran e Cina potrebbero intervenire per sostenere gli amici del Medio Oriente, cosa che rischierebbe si allargare irrimediabilmente il conflitto.