Tregua al Tripoli International Airport

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LIBIA – Tripoli 18/07/2014. Una delle milizie impegnata nei combattimenti per il controllo del più grande aeroporto del paese sarebbe pronta ad una soluzione pacifica dopo cinque giorni di pesanti combattimenti.

La notizia deve ancora confermata; l’unica certezza è che il Tripoli International Airport oggi è un campo di battaglia. Il conflitto per l’aeroporto ha alimentato le preoccupazioni sul futuro del paese in cui un governo centrale debole è incapace di controllare le milizie che hanno contribuito a cacciare Muammar Gheddafi nel 2011. «C’è un accordo tra le parti in conflitto per un cessate il fuoco e per consegnare l’aeroporto a un comitato incaricato dal primo ministro di trovare una soluzione pacifica», ha dichiarato Mahmoud al-Hatwish, portavoce del consiglio di città di Zintan. Il conflitto vede contrapposte le milizie di Zintan nel nord-ovest, che hanno controllato l’aeroporto dalla cacciata di Gheddafi, contro i gruppi armati di Misurata, città costiera occidentale. Nonostante l’assenza di risposte dai gruppi di Misurata, al-Hatwish ha detto che una forza proveniente da una parte diversa della Libia avrebbe protetto l’aeroporto in futuro nell’ambito di un accordo proposto dal Primo Ministro Abdullah al-Thinni. In cinque giorni di combattimenti sono stati danneggiati almeno 20 aeromobili civili appartenenti ai vettori libici.

Inoltre, la situazione si è aggravata per l’agitazione dei controllori di volo di Tripoli, che hanno bloccato il traffico internazionale del paese. Il 16 luglio, la Libia ha riaperto l’aeroporto di Misurata, che era stato chiuso assieme a quello di Tripoli, ma che dovrà chiudere di nuovo perché i controllori di volo di Tripoli sono responsabili anche di Misurata. In questi giorni i libici che avevano intenzione di tornare a casa per il Ramadan sono stati bloccati all’estero e chi cercava di lasciare il paese ha dovuto usare un taxi verso la Tunisia, con scene simili a quelle del 2011.

In questi giorni di caos, a Derna, uomini armati hanno ucciso Fariha al-Barkawi, un ex membro del parlamento. È la seconda donna di spicco ad essere assassinata, dopo l’uccisione a Bengasi dell’ attivista per i diritti umani Salwa Bugaighis a giugno.