
Il 28 e 29 aprile si è svolto a Dubrovnik, in Croazia, l’undicesimo vertice dell’Iniziativa dei Tre Mari (3SI – Three Seas Initiative), che ha sancito l’ingresso ufficiale dell’Italia in qualità di partner strategico.
La 3SI è un forum politico-economico di alto livello istituito tra il 2015 e il 2016 allo scopo di rafforzare la cooperazione e la connettività dei Paesi dell’Europa centro-orientale situati nell’area compresa tra Mare Adriatico, Mar Baltico e Mar Nero, lungo il cosiddetto asse strategico europeo Nord-Sud. Con l’ingresso della Grecia nel 2023, la 3SI conta attualmente tredici Stati appartenenti all’Unione Europea: Polonia, Estonia, Lettonia, Lituania, Repubblica Ceca, Slovacchia, Romania, Bulgaria, Ungheria, Austria, Slovenia, Croazia e, appunto, Grecia. Ai tredici membri si affiancano inoltre quattro Paesi associati non appartenenti all’UE ma che auspicano di diventarlo nel prossimo futuro: Albania, Montenegro, Moldova e Ucraina, inseriti nel quadro dell’Iniziativa in quanto strategicamente collegati alla macroregione di riferimento.
Come accennato, la 3SI nasce anzitutto come piattaforma volta a favorire l’interconnessione dell’asse europeo Nord-Sud da un punto di vista economico, infrastrutturale ed energetico. Facendo riferimento al quinquennio in corso 2025-2030, sono stati definiti nell’ambito dell’Iniziativa oltre 140 nuovi progetti per infrastrutture energetiche, digitali e logistiche: i progetti sono finanziati prevalentemente dal Three Seas Initiative Investment Fund, fondo regionale di investimento ad hoc istituito per finanziare i progetti della 3SI, dalla Commissione Europea attraverso strumenti di finanziamento come il Connecting Europe Facility (CEF), dalla U.S. International Development Finance Cooperation (DFC), istituzione finanziaria del governo statunitense per lo sviluppo e la crescita economica nei mercati emergenti, nonché da altri fondi di Paesi mediorientali e asiatici. A Dubrovnik è stata inoltre annunciata una nuova partnership tra il Fondo Europeo per gli Investimenti (EIF – European Investment Fund), appartenente alla Banca Europea per gli Investimenti (BEI – European Investment Bank), e le istituzioni nazionali di Polonia (BGK), Romania (BID), Lituania (ILTE), Croazia (HBOR) e Slovenia (SID Banka), che si prevede porterà in dote almeno 2 miliardi di euro di nuovi investimenti in progetti infrastrutturali in tutta la regione.
Uno dei passaggi più significativi del vertice di aprile è stata la firma dell’accordo intergovernativo tra Bosnia-Erzegovina (BiH) e Croazia per la costruzione del gasdotto “South Gas Interconnection”, progetto strategico che dovrebbe collegare le reti del gas dei due Paesi e fornire alla Bosnia-Erzegovina l’accesso al gas naturale liquefatto statunitense tramite il terminale GNL sull’isola croata di Krk, consentendo alla BiH di diversificare le proprie fonti di approvvigionamento e interrompere l’attuale dipendenza dalle importazioni di gas russo attraverso la Serbia: leader del progetto e unico investitore designato è la società AAFS Infrastructure and Energy d.o.o., registrata a Sarajevo e interamente controllata dall’americana AAFS Infrastructure and Energy LLC. L’Interconnessione Meridionale si inserisce in un più ampio quadro, ribattezzato “Trump Peace Pipelines Framework”, che vede Washington fortemente impegnata a modificare il panorama energetico dei Balcani occidentali, anzitutto attraverso una rete di accordi bilaterali sull’importazione di GNL, con l’obiettivo a lungo termine di ridurre progressivamente la dipendenza della regione da Mosca e al contempo rafforzare il corridoio energetico che collega l’Europa meridionale e centrale, con un sempre maggiore coinvolgimento di capitali e aziende americane nella regione. Washington che non a caso era presente a Dubrovnik con una delegazione di alto livello composta dal Segretario all’Energia Chris Wright, dalla Sottosegretaria di Stato per gli Affari Politici Allison Hooker e dall’Ambasciatrice in Croazia Nicole McGraw. In occasione del vertice, il Segretario Chris Wright e il Ministro dell’Economia croato Ante Šušnjar hanno inoltre siglato un importante memorandum d’intesa Stati Uniti – Croazia che mira a rafforzare il ruolo di Zagabria come hub energetico adriatico e che comprende accordi e investimenti non solo in ambito di GNL ma anche nei settori dei trasporti, del digitale e del nucleare civile.
Come detto, a Dubrovnik l’Italia ha ufficialmente preso parte al 3SI affiancando Germania, Spagna, Turchia, Giappone, Stati Uniti e Commissione Europea come partner strategico dell’Iniziativa. Grazie alla sua strategica posizione geografica, Roma potrà giocare un ruolo significativo all’interno del forum, consolidandosi come ponte tra Mediterraneo ed Europa centro-orientale, e in particolare come piattaforma logistica dell’area adriatica, inserendosi pienamente nell’asse europeo Nord-Sud alla base del 3SI.
Lorenzo Vannucci
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