TRANSNISTRIA. Prima l’indipendenza poi l’unione con Mosca

218

Il ministro degli Esteri della regione separatista non riconosciuta della Transnistria, Moldavia, Vitali Ignatiev, ha ribadito in una conferenza stampa a Mosca l’impegno della regione a ottenere prima l’indipendenza e poi a diventare parte della Russia, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Ria Novosti.

Sin dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, si teme che quest’ultima possa creare un ponte di terra con la Transnistria, che si trova lungo il confine orientale della Moldavia con l’Ucraina, o che la repubblica, e quindi la Moldavia, possa essere coinvolta nella guerra, riporta BneIntellinews.

Parlando a Mosca, Ignatiev ha ricordato il referendum pubblico svoltosi nella repubblica sostenuta dalla Russia nel 2006, che ha posto le basi per l’indipendenza e la successiva adesione alla Russia.

Ignatiev ha anche criticato le autorità moldave, accusate di aver minato i negoziati sull’integrazione della Transnistria nella Moldavia decidendo, senza alcun negoziato preliminare, di diventare un candidato all’adesione all’Ue. Il 23 luglio, in un’intervista alla Cnn, il primo ministro moldavo Natalia Gavrilita ha dichiarato che Chisinau è preoccupata per una potenziale invasione da parte della Russia: «È un rischio, per ora è uno scenario ipotetico, ma se le azioni militari si spostano ulteriormente nella parte sud-occidentale dell’Ucraina e verso Odessa, allora ovviamente siamo molto preoccupati».

Lo speaker del parlamento moldavo Igor Grosu aveva dichiarato a maggio che i funzionari della Transnistria sono divisi tra chi è a favore della guerra e chi non vuole che la repubblica sia coinvolta nella guerra.

Le dichiarazioni del ministro degli Esteri separatista non sono state sostenute direttamente da alti funzionari russi, ma solo da rappresentanti di rango inferiore, soprattutto politici. La Russia non ha ancora riconosciuto l’indipendenza della Transnistria. Secondo la Tass, l’addetto stampa del presidente russo, Dmitry Peskov, ha rifiutato di commentare le dichiarazioni di Ignatiev: «Ad essere onesti, ho visto i resoconti dei media, ma non so a cosa sia legata la dichiarazione di Ignatiev, non so a quali processi sia legata. Non posso dire nulla», ha detto il portavoce del Cremlino.

Tuttavia, un membro della Duma di Stato della Federazione Russa ha preso più seriamente le dichiarazioni di Ignatiev. Dmitri Belik, membro del Comitato della Duma di Stato per gli affari internazionali, ha affermato che il desiderio dell’autoproclamata Repubblica di Transnistria di unirsi alla Russia dovrebbe essere preso “seriamente” in considerazione: «Oggi la Transnistria è quell’enclave della Moldavia che non vuole stare con la Romania e, allo stesso tempo, ha accettato di buon grado il contingente di pace russo (…) Quindi, la proposta della Transnistria di unirsi alla Russia non appartiene a un futuro lontano. Piuttosto, per loro, è una direzione legata al futuro prossimo. E poiché lì vivono dei russofoni che sono vicini a noi per mentalità, dobbiamo prendere seriamente in considerazione questa proposta», ha detto il deputato russo.

Graziella Giangiulio