TRADEWAR. La crisi della «Fortezza Nord America» dal punto di vista di Ottawa e Pechino

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Con il fallimento, venerdì 21 agosto, delle trattative tra Stati Uniti e Canada, che avrebbero dovuto evitare l’escalation di dazi incrociati, la guerra commerciale tra Stati Uniti e Canada, come rilevato dalla CTV News (parte della rete televisiva canadese in lingua inglese CTV Television Network), sta entrando in una nuova fase.

L’emittente canadese, nei giorni successivi ha raccolto le reazioni di alcuni media internazionali alla nuova escalation commerciale tra i due Paesi del Nord America, rilevando una preoccupazione crescente per l’impatto, a seguito dell’annuncio da parte di Trump di nuove tariffe al 50% su veicoli, componenti auto e acciaio canadesi, sul settore automobilistico profondamente integrato, e più in generale sulle relazioni economiche tra Canada e Stati Uniti.

La rassegna stampa di CTV News, datata al 24 agosto, inizia con un editoriale del Wall Street Journal intitolato “The dumbest trade war in history” che si interrogava sul perchè Trump non voglia allentare i dazi sui camion pesanti e medi, compresi quelli prodotti nello stabilimento Ford in Ontario; prosegue con l’editoriale del The Washington Post, dal titolo “Americans and Canadians will all lose”, che evidenzia come i nuovi dazi del 50% imposti dal Presidente degli Stati Uniti danneggerebbero i produttori statunitensi e potrebbero portare ad un aumento dei prezzi su entrambi i lati del confine. la rassegna continua con l’analisi del The New York Times che rileva la retorica sempre più ostile di Trump nei confronti del Canada, dopo aver posto l’attenzione, in un articolo precedente sulla posizione del Primo Ministro Canadese Carney che ha scelto di abbandonare quello che considerava un accordo inaccettabile nonostante i rischi che potrebbero derivarne, decisone questa che, secondo l’articolo, trova il sostegno di molti canadesi. Inoltre l’emittente canadese ha analizzato una serie di articoli del The Washington Post, di cui uno, presentando i nuovi dazi sulle auto come una nuova escalation nella guerra commerciale, sottolineava la profonda integrazione dell’economia dei due Paesi ponendo l’accento sulla dipendenza degli Stati Uniti dalle risorse canadesi e quella del Canada dal mercato statunitense, ed un altro, pubblicato domenica, intitolato “U.S.-Canada breakdown shows limits of Trump’s aggressive trade strategy” che evidenziava come il fallimento delle trattative potrebbe dimostrare i limiti dell’utilizzo dei dazi come strumento di pressione durante i negoziati con i partner commerciali, rilevando che Paesi insoddisfatti delle relazioni economiche con gli Stati Uniti potrebbero guardare con interesse alla reazione di Ottawa.

Per finire, la CTV News riporta alcuni servizi della CNN in cui, nel primo, l’emittente statunitense poneva l’accento sul rischio che i nuovi dazi sulle auto avrebbero potuto danneggiare le case automobilistiche e i lavoratori statunitensi, oltre ai produttori canadesi, mentre in un altro si concentrava sull’affermazione di Carney di imporre dazi “dollaro per dollaro” su circa 28 miliardi di dollari di beni statunitensi, riportando anche le posizioni contrastanti delle due parti, con il Primo Ministro Canadese che descriveva le proposte di Washington come anti economiche ed ingiuste, riferendo dall’altro lato le dichiarazioni del rappresentante commerciale degli Stati Uniti, Jamieson Greer , secondo cui il Canada si sarebbe ritirato da un accordo che avrebbe comportato importanti riduzioni tariffarie. Infine, l’emittente canadese riporta la posizione critica nei confronti di Ottawa da parte del The Telegraph, che in un articolo dal titolo “Why Canada will suffer from Carney trying to ‘out-tough’ Trump”, sostiene che l’approccio duro adottato Carney rischi di danneggiare l’economia, ed ipotizza che il Primo Ministro Canadese possa subire conseguenze politiche interne qualora conflitto commerciale dovesse continuare ad intensificarsi.

Il 25 agosto CTV News ha pubblicato un’altra analisi sulla copertura riservata dai media australiani, britannici ed europei alla questione della guerra commerciale tra Canada e Stati Uniti evidenziando come questo sia uno dei principali temi di discussione e sottolineando che giornalisti e commentatori ne attribuiscono la responsabilità al Presidente degli Stati Uniti. Ma, continua l’emittente canadese, la BBC rileva come il Primo Ministro Canadese goda di scarso sostegno tra i principali leader europei che temono a loro volta ripercussioni economiche. Ed infatti CTV News riporta che il principale quotidiano tedesco ha descritto la disputa come incentrata sugli agricoltori e su quello che definisce “mito” di un’adesione del Canada agli Stati Uniti, mentre il francese Le Monde ha osservato che il conflitto ha rinsaldato l’unità nazionale.

CTV News riferisce ancora che Trump ha ricevuto il sostegno dalle reti televisive statunitensi da Greer che ha annunciato ai telespettatori di CNBC che non hanno motivo di preoccuparsi per il benessere degli Stati Uniti poiché dazi reciproci incidono su una percentuale minima degli scambi commerciali tra Canada e Stati Uniti. Prima delle parole di Greer il canale CNBC, come riportato dall’emittente canadese, aveva trasmesso un estratto del podcast “Potomac Watch” in cui il Governatore della Columbia Britannica, David Eby, affermava che è necessario opporsi ad un “bullo” e sottolineava come “nessun accordo è meglio di un cattivo accordo”. CTV News riporta inoltre che la giornalista membro del comitato editoriale del Wall Street Journal, Mary O’Grady, ha sottolineato che Trump sta ignorando un accordo commerciale già esistente tra Stati Uniti e Canada (CUSMA o USMCA, che coinvolge anche il Messico) e che Ottawa ha tutto il diritto di reagire in base a tale accordo.

Nella rassegna stampa del 24 agosto l’emittente canadese rilevava che il canale Fox News in un servizio andato in onda domenica presentava il fallimento dei negoziati dalla prospettiva dell’amministrazione statunitense riportando come secondo Greer gli Stati Uniti fossero pronti a ridurre i dazi doganali su acciaio, automobili e legname canadesi, accusando al contempo Ottawa di aver scelto di mantenere le barriere commerciali contro i prodotti americani, in contrapposizione con quanto dichiarato dal Primo Ministro Canadese. Secondo CTV News, nell’ultimo servizio di Fox News prima della rassegna il 24, l’emittente statunitense dava risalto alle affermazioni del Vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance secondo cui il Canada sarebbe più favorevole alla Cina in materia di commercio che agli Stati Uniti.

Per quanto riguarda la posizione di Pechino in merito alla guerra commerciale tra Stati Uniti e Canada, come si può leggere sul portale del Xinhua Daily, durante una conferenza stampa tenutasi il 26 agosto il portavoce del Ministero degli Esteri, Lin Jian, interrogato da un giornalista, ha ribadito la posizione cinese, ovvero, che la Cina sostiene costantemente la risoluzione delle rispettive questioni economiche e commerciali attraverso il dialogo e la consultazione su base paritaria. 

Analizzando l’escalation di dazi tra Stati Uniti e Canada la testata cinese Red Star News (Hongxing xinwen) sceglie un titolo emblematico per il suo articolo “Da «Fortezza Nord America» a guerra commerciale totale”, che ricostruisce le fasi della vicenda dal fallimento dei negoziati, passando per l’entrata in vigore il 22 agosto dei nuovi dazi statunitensi al 50% su altri prodotti canadesi, fino all’annuncio della risposta di Ottawa il 25 agosto con la comunicazione di nuovi dazi su prodotti americani suddivisi in tre fasce: 15%, 25% e 50% e che entreranno in vigore l’8 settembre. La testa cinese, riferendo che il Canada continuerà ad imporre un dazio di ritorsione del 25% sulle automobili prodotte negli Stati Uniti, riporta come gli analisti americani sottolineino che i nuovi dazi canadesi si sono estesi dai beni industriali ai beni di consumo di uso quotidiano come pesce, formaggio, abbigliamento, cosmetici e carta igienica. 

Il Jimu News, (proprietà del Hubei Daily Media Group), riporta l’analisi del giornalista della CCTV (China Central Television, Zhongguo Zhongyang Dianshitai, la Tv di stato cinese), Liu Xu, secondo cui gli analisti ritengono che questa guerra commerciale nordamericana si trasformerà rapidamente da una disputa politica in un duro colpo per l’economia reale, con le aziende agricole della catena di approvvigionamento di diversi degli stati di confine tra i due paesi che subiranno un impatto diretto. Il giornalista della CCTV, riferisce la testata cinese, ha indicato che il Michigan sarà lo stato più colpito e che la crisi del delle interruzioni della catena di approvvigionamento tra Stati Uniti e Canada si sta rapidamente diffondendo oltre il settore automobilistico, interessando altri stati di confine come Minnesota, le cui industrie dipendono fortemente dalle importazioni di materie prime ed energia elettrica dal Canada, e Maine. Concludendo la sua analisi, il giornalista della CCTV cita i risultati delle analisi del Peterson Institute for International Economics e della Tax Foundation che mostrano come la profonda integrazione delle catene di approvvigionamento tra Stati Uniti e Canada, che dura da oltre un secolo, fa sì che gli importatori e i consumatori statunitensi si facciano carico di quasi il 90% dei costi tariffari.

L’agenzia di stampa cinese Xinhua ha, inoltre, pubblicato un’analisi sulla guerra commerciale tra Stati Uniti e Canada, analizzandoli su tre livelli. Il primo è quello economico: gli Stati Uniti sono il principale mercato di esportazione per il Canada, mentre il Canada è il maggiore acquirente di beni e servizi statunitensi al di fuori dell’UE. In questo settore, riflette l’agenzia cinese, per Ottawa, secondo gli analisti, i dazi statunitensi avranno un impatto limitato a breve termine, ma se dovessero persistere, il Paese perderà 90.000 posti di lavoro, il tasso di inflazione salirà al 4% e la crescita economica diminuirà rispettivamente dello 0,2 e dello 0,3 punti percentuali quest’anno e il prossimo, con un impatto ancora peggiore se Washington dovesse imporre nuovi dazi; per gli Stati Uniti i nuovi dazi aumenteranno i costi per le famiglie e le imprese americane, aggraveranno l’inflazione e l’imprevedibilità della politica tariffaria danneggerà gravemente la fiducia nei settori legati al commercio internazionale. A tal proposito, come riferito dall’agenzia di stampa cinese, la governatrice Michigan, Gretchen Whitmer, ha già affermato che l’aumento dei dazi doganali sul Canada equivale ad un aumento delle tasse sulle famiglie e sulle imprese del suo stato e che comporterà, inoltre, ulteriori licenziamenti da parte delle case automobilistiche statunitensi. 

Il secondo livello d’analisi affrontato da Xinhua è quello politico. Analizzando la situazione dal punto di vista del consenso, l’agenzia di stampa cinese riferisce come la linea dura del Primo Ministro Canadese ha notevolmente incrementato il suo indice di gradimento, e firmare un accordo inaccettabile avrebbe un impatto peggiore rispetto ai rischi economici posti dai dazi, mentre negli Stati Uniti, e qui Xinhua cita il The Economist, con l’avvicinarsi delle elezioni di metà mandato l’impatto dei dazi si manifesterà sempre più chiaramente sull’inflazione, sulle attività delle imprese e sulle dinamiche occupazionali del Paese. In questo contesto la strategia di Carney, secondo l’agenzia di stampa cinese, consisterebbe nel lasciare che tali problematiche si trasformino in uno shock per la politica interna statunitense, costringendo infine l’amministrazione Trump a tornare al tavolo dei negoziati. 

Infine, Xinhua pone l’accento sulla lotta di potere, in primo luogo al tavolo negoziale. l’agenzia di stampa cinese riferisce che secondo Carney la posizione statunitense fosse incorrente sottintendendo che il Canada avesse ricevuto informazioni contrastanti e contraddittorie sia dal Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti Greer, che guidava la parte statunitense, portandola vicina a un accordo, sia dal Segretario al Commercio Lutnick, che riteneva il quadro dell’accordo troppo permissivo nei confronti del Canada nel settore della produzione metallurgica e con un intervento dell’ultimo minuto esercitando pressioni avrebbe portato al fallimento dei negoziati. 

L’altro campo in cui Xinhua riconosce una lotta per il potere riguarda la resistenza che gli Stati Uniti stanno incontrando nel loro tentativo di assumere la leadership su questioni chiave. A tal proposito, l’agenzia di stampa cinese riporta che il Primo Ministro canadese ha affermato che gli Stati Uniti stanno cercando di limitare la capacità del Canada di stipulare autonomamente accordi commerciali con altri Paesi, ma il Canada “deve garantire che qualsiasi accordo raggiunto con gli Stati Uniti non limiti la nostra capacità in questo ambito”, ed anche il parere degli analisti secondo cui spesso Washington cerchi di ottenere una “giurisdizione a braccio lungo” nei negoziati commerciali limitando la cooperazione con terze parti, ma che un numero crescente di partner commerciali stia diventando molto diffidente nei confronti di questo approccio.

Dopo aver riportato il parere d diversi esperti, tra cui l’ex Primo Ministro svedese Carl Bildt, secondo cui la capacità mostrata dal Canada di opporsi agli Stati Uniti potrebbe spingere l’UE e il Giappone a riconsiderare la loro precedente posizione “morbida” nei confronti di Washington, Xinhua chiude la sua analisi sottolineando come Ottawa sia l’unico Paese sviluppato ad aver adottato finora sostanziali contromisure commerciali contro gli Stati Uniti da quando questi introdussero dazi su larga scala lo scorso anno. 

G.C.L.

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