
Dopo aver trascorso cinque giorni nel porto Laem Chabang, a pochi km dalla località turistica di Pattaya nella Thailandia orientale, la portaerei a propulsione nucleare USS Abraham Lincoln è salpata alla volta della sua base, San Diego, da cui era partita nel novembre 2025.
Come riferito dall’agenzia di stampa Reuters la portaerei era attraccata nel porto thailandese il 2 settembre dopo 286 giorni in mare, essendo stata ridispiegata a supporto delle operazioni condotte dalle forze armate statunitense contro l’Iran. Come è noto nel mese di agosto hanno tenuto banco sui media statunitensi, ma anche internazionali ,le condizioni dell’equipaggio della portaerei classe Nimitz, con notizie che rincorrevano riguardanti crolli emotivi, atti di autolesionismo, tentati suicidi dovuti allo stress per la prolungata presenza in mare e per quelle che venivano descritte come condizioni al limite sia a livello sanitario che di approvvigionamenti (alcune testate riferivano addirittura di atti di ammutinamento e sparatorie a bordo, fatti questi mai confermati). In merito a ciò, la testata britannica The Independent riporta le impressioni di una corrispondente presso il Pentagono di MS NOW, Priya Sridhar, a cui, una volta a terra, alcuni membri dell’ equipaggio della Lincoln hanno raccontato come l’ultima sia stata per loro la missione peggiore a cui abbiano mai preso parte. La testata britannica riferisce, inoltre, che la corrispondente presso il Pentagono di MS NOW ha aggiunto che altri membri del personale della Lincoln le hanno rivelato come avrebbero preferito non fare scalo in nessun porto per tornare direttamente negli Stati Uniti, e di come temano che questi periodi prolungati di servizio senza scali possano diventare la norma, sottolineando, infine che questa guerra potrebbe avere un impatto negativo sui tassi di permanenza in servizio del personale della Marina, soprattutto nei ranghi inferiori.
Come riferito da vari media, tra cui Reuters e la piattaforma multimediale di notizie cinese Kankan News (Kankan Xinwen), alla vigilia dell’arrivo della Lincoln la polizia di Pattaya ha condotto dei raid che hanno portato all’arresto di 40/50 persone sospettate di prostituzione, oltre a formare pattuglie aggiuntive da dispiegare nelle zone del lungomare principale del “quartiere notturno” della città. Ai militari statunitensi è stato, inoltre, vietato di acquistare marjuana, la pratica di praticare sport come il parapendio, e di accedere a zone come Soi 6, la strada nota per la sua concentrazione di locali notturni. Del resto la BCC che per gli abitanti della città l’arrivo delle truppe statunitensi rappresentava una speranza di guadagni in un periodo di bassa stagione, sottolineando come lo scalo in Thailandia della Lincoln rappresentasse la più grande concentrazione di militari statunitensi diretti a Pattaya, e provenienti direttamente da un teatro di guerra, dalla caduta di Saigon nel 1975.
Speranze che non sarebbero state disattese dato che, secondo vari media tra cui l’agenzia di stampa italiana AGI e la pagina dedicati agli approfondimenti militari del portale China.com (Zhonghua wang), durante la loro permanenza in Thailandia, i soldati statunitensi avrebbero speso complessivamente una cifra intorno ai 100 milioni di baht (3 milioni di dollari, secondo l’AGI che riporta le parole del sindaco di Pattaya, Poramase Ngampiches. decine di migliaia di dollari sarebbero stati spesi in forniture per la portaerei di beni come il dentifricio, uno degli articoli essenziali che in base alle indiscrezioni di stampa scarseggiava o si era completamente esaurito a bordo della nave). Inoltre, le varie agenzie riferiscono che, a parte una rissa che ha coinvolto due membri dell’equipaggio della portaerei prontamente scortati a bordo, non ci sono state tensioni o scontri tra la popolazione e il personale statunitense.
Hanno destato scalpore, invece, le condizioni dello scafo della Lincoln con evidenti strati di ruggine sulla chiglia tanto che l’emittente statunitense CNN ha riferito che “la nave da guerra, lunga quasi 335 metri, era completamente ricoperta di ruggine da prua a poppa”. La piattaforma cinese The Paper (Pengpai Xinwen) riporta che, interrogato sull’aspetto della nave, il comandante della Lincoln, il capitano Dan Keeler, ha ammesso come questa sembri un’auto sporca in un parcheggio, sottolineando però come ciò sia normale dopo una missione di lunga durata. Secondo la piattaforma cinese, il capitano Keeler ha minimizzato i disagi a bordo della portaerei statunitense rimarcando come le condizioni dell’equipaggio siano state strumentalizzate in vista delle elezioni di Mid Term negli Stati Uniti.
La piattaforma The Paper, in merito alla questione della ruggine presente sullo scafo della Lincoln, riportava il parere dell’ esperto di difesa presso l’Australian National Security College, Euan Graham, secondo cui l’aspetto della nave è compatibile con il suo lungo dispiegamento in mare diventando un simbolo dell’eccessivo dispendio strategico e del logoramento della Marina statunitense. La CNN riferiva, invece, il parere di un ex capitano della Marina statunitense che ha prestato servizio per tre periodi su portaerei di classe Nimitz come la Lincoln, Carl Schuster, secondo cui affrontare il problema della ruggine in mare e durante operazioni di combattimento non è fattibile. Secondo Schuster, come riportato dall’emittente statunitense, la portaerei avrebbe bisogno di un lavoro di 30 giorni per rimuovere tutta la ruggine e che durante la sosta in Thailandia si sarebbero potuti effettuare i primi interventi su aree critiche. L’ex capitano rimarcava, secondo la CNN, che il problema della ruggine non può essere ignorato essendo “come una malattia contagiosa. Si diffonde. Quindi, è meglio affrontarla tempestivamente per contenerla, oppure trovarsi ad affrontare un problema ben più grave in seguito”.
Un commento sferzante sulle condizioni della portaerei è stato pubblicato il 6 settembre sulla piattaforma Guancha da Huosha Yueguang, pseudonimo di un noto commentatore e blogger cinese che si occupa ampiamente di geopolitica e relazioni internazionali.
A tal proposito il commentatore cinese ha sottolineato che, a differenza del Presidente degli Stati Uniti che si preoccuperebbe solo dell’estetica, i vertici militari statunitensi sarebbero preoccupati dall’efficienza operativa delle navi ed è poi passato ad elencare i difficoltà che affliggerebbero le portaerei americane, rimarcando come queste sarebbero in servizio pur presentando dei problemi (di logoramento). Huosha Yueguang, continuando nella sua analisi, ha poi criticato il personale della Lincoln, uomini e donne, che una volta a terra si sarebbero dati allo shopping e al divertimento, insinuando che tutti i divieti loro imposti sarebbero stati violati (anche se non esistono prove in merito). Questo punto dell’analisi del commentatore cinese sembrerebbe voler fare emergere una sorta corruzione morale e di insubordinazione dei militari statunitensi correlata all’incapacità dei vertici della Marina di tenerli a freno, poiché troppo spaventati dall’idea di possibili sommosse dopo le privazioni di nove mesi in mare. Difatti, dopo poche righe Huosha Yueguang fa riferimento a quanto i vari dipartimenti dellaMarina dell’Esercito Popolare di Liberazione siano esigenti riguardo la manutenzione degli scafi, evidenziando al contempo la professionalità e la dedizione degli ufficiali a bordo, creando, in questo modo, un contraltare perfetto rispetto a quella che viene presentata al suo pubblico come una marina (sottintendendo, forse, anche una società) statunitense, avviata verso un inesorabile declino.
Giuseppe Cusano Lanzetta
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