THAILANDIA. Continuano le manifestazioni in era COVID

172
Pro-democracy activists flash three-fingered salute during a demonstration at Victory Monument in Bangkok, Thailand, Wednesday, Oct. 21, 2020. Student activists applied to a Bangkok court Wednesday to revoke a state of emergency the government declared last week to try to rein in Thailand's growing protests. Demonstrations have continued daily in a movement that calls for Prime Minister Prayuth Chan-ocha to step down, for a more democratic constitution and for reforms to the monarchy — a revered institution traditionally treated as sacrosanct in Thailand. (AP Photo/Sakchai Lalit)

La nazione del sud-est asiatico riporta oltre 21.000 nuovi casi di COVID 19, nonostante questo, riprendono le manifestazioni antigovernative.

Le cifre pubblicate l’11 agosto parlano di un numero di casi in Thailandia di Covid 19 che ha superato i 21.000, per la terza volta dall’inizio dell’epidemia nel dicembre 2019. Il paese a maggioranza buddista ha riportato 21.038 nuovi casi di coronavirus, compresi 19 dall’estero, e 207 morti.

Sia i nuovi casi che i decessi sono il terzo numero più alto registrato nel paese del sud-est asiatico dall’inizio dell’epidemia. La Thailandia conta 816.989 casi di COVID-19, compresi 6.795 decessi. Circa 600.152 pazienti sono guariti, mentre 21,7 milioni di persone hanno fatto il vaccino.

In mezzo all’aumento delle infezioni, la Thailandia è anche testimone di risorgenti dimostrazioni antigovernative volute dal Fronte Unito di Thammasat.

Ricordiamo che il Fronte Unito di Thammasat a partire dall’agosto 2020 è sceso in piazza per chiedere una riforma della monarchia a seguito di una crisi economica e sociale importante. All’epoca, oltre 110 docenti in tutto il paese hanno sostenuto le opinioni espresse dai manifestanti e il loro coraggio nel parlare di una questione delicata in Thailandia. Durante le manifestazioni del 2020 gli studenti hanno proposto 10 riforme della monarchia. Che riportiamo:

1. Revocare l’articolo 6 della Costituzione 2017 che vieta ogni accusa contro il Re. E aggiungere un articolo per consentire al parlamento di esaminare le malefatte del re, come previsto dalla costituzione promulgata dal Partito popolare.

2. Revocare l’articolo 112 del codice penale, per consentire al popolo di esercitare la libertà di espressione sulla monarchia e amnistia tutti coloro che sono perseguiti per aver criticato la monarchia.

3. Revocare il Crown Property Act del 2018 e fare una chiara divisione tra i beni del Re sotto il controllo del Ministero delle Finanze e i suoi beni personali.

4. Ridurre l’importo del bilancio nazionale assegnato al Re in linea con le condizioni economiche del paese.

5. Abolire gli Uffici Reali. Le unità con un preciso incarico, come il Royal Security Command, dovrebbero essere trasferite e poste sotto altre agenzie. Le unità non necessarie, come il Privy Council, dovrebbero essere sciolte.

6. Cessa ogni donazione e ricezione di donazioni da parte di fondi reali di beneficenza in modo che tutti i beni della monarchia siano aperti alla revisione.

7. Cessare l’esercizio della prerogativa regia sull’espressione delle opinioni politiche in pubblico.

8. Cessate tutte le pubbliche relazioni e l’educazione che glorificano eccessivamente e unilateralmente la monarchia.

9. Indagare sui fatti circa gli omicidi di coloro che criticavano o avevano qualche tipo di relazione con la monarchia.

10. Il re non deve approvare ulteriori colpi di stato.

L’11 agosto, una dichiarazione della polizia al quotidiano Bangkok Post ha detto che 48 manifestanti sono stati arrestati mentre 122 motociclette sono state sequestrate durante e dopo le proteste, che cercano la rimozione dalla carica del primo ministro Prayut Chan-o-cha. Tra i detenuti ci sono 15 minori.

Graziella Giangiulio