TERRE RARE. Prezzi troppo alti per Pechino: bacchettati i produttori

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La Cina ha convocato le case automobilistiche insieme ai produttori di elettronica e di materiali magnetici nel tentativo di mettere sotto controllo l’impennata dei prezzi delle terre rare.

Secondo quanto riporta Bloomberg Quint, i delegati della China Electronics Material Industry Association e i produttori tra cui BYD Co., SAIC Motor Corp., Jing-Jin Electric Technologies Co. hanno partecipato a un incontro organizzato dal ministero dell’Industria e dell’Information Technology.

La riunione è stata ordinata dopo che i prezzi delle terre rare, un complesso contenente 17 elementi che sono utilizzati in tutto, dai veicoli elettrici agli smartphone, sono aumentati in quanto la domanda ha superato l’offerta.

Una carenza di energia ha esacerbato le interruzioni e un ampia scarsità delle materie prime ha aumentato i costi di produzione. L’impennata dei prezzi delle terre rare sta aumentando i costi dei produttori, comprese le case automobilistiche, mentre il paese è alle prese con l’inflazione più rapida in oltre due decenni.

Ad esempio, il neodimio e il praseodimio, due elementi usati nei magneti permanenti per le auto e i motori elettrici, sono arrivarti ai prezzi più elevati da oltre un decennio.

In un’altra riunione all’inizio di questo mese, l’ente regolatore dell’industria e i funzionari dell’associazione hanno esortato le aziende di materie prime nella catena di fornitura dei veicoli elettrici ad assorbire alcuni degli aumenti di costo invece di passarli ai rivenditori e agli utenti per evitare di minare lo sviluppo dei veicoli elettrici, settore su cui Pechino per il suo sviluppo interno. La lotta per le terre rare sta esacerbando ancora di più i già tesi rapporti con gli Stati Uniti di America e anche con la Russia, entrambi paesi sono grandi utilizzarti di simili metalli.

La Cina è un produttore dominante di terre rare, rappresentando il 70% della produzione globale, e le esportazioni sono salite a un record l’anno scorso. Il paese sta consolidando il settore attraverso la fusione di produttori principali per rafforzare il suo controllo su un’industria globale che ha dominato per decenni e che intende ancora controllare.

Graziella Giangiulio