
Cosa si nasconde davvero dietro la figura del vampiro? Non solo letteratura e cinema, ma secoli di cronache, paure collettive e singoli eventi. Molti hanno letto il romanzo di Anne Rice, Intervista col Vampiro, o visto l’omonima serie. Adesso si va in scena.
Intervista col Vampiro, in scena il 10 maggio al Teatro Torpignattara di Roma è una conferenza-spettacolo ideata e condotta da Gianfilippo Maria Falsina Lamberti, direttore artistico, regista e drammaturgo di Grand Guignol de Milan. Si tratta di uno spettacolo che rompe i confini tradizionali della scena per trasformarsi in un viaggio immersivo e stratificato nella figura del vampiro: non solo icona dell’immaginario gotico, ma presenza radicata nella storia, nel folklore e persino nella criminologia.
Ne parliamo proprio con l’autore vampiro, Gianfilippo Maria Falsina Lamberti. Innanzitutto, come nasce questo progetto a Roma?
«Questo progetto nasce dopo dieci anni di spettacoli che hanno portato il Grand Guignol de Milan a Roma. Abbiamo una stagione stabile al Teatro Petrolini, dove siamo approdati quasi casualmente, in concomitanza con il festival Roma Comic-Off del 2017. Dopo il premio come migliore innovazione teatrale, abbiamo capito che esisteva un terreno particolarmente fertile per il genere che trattiamo.
Da quattro anni tengo anche a Roma una masterclass e, insieme ad Angela — che inizialmente ha seguito il corso come auditrice e oggi è assistente — abbiamo pensato di sviluppare un format che andasse oltre il semplice spettacolo teatrale. Le tematiche che affrontiamo, infatti, spesso meritano un approfondimento che il palcoscenico, da solo, non consente, se non attraverso qualche breve conversazione a margine.
L’idea è stata quindi quella di creare una sorta di conferenza-spettacolo dedicata a un tema specifico. Parallelamente sono arrivate richieste per format simili su argomenti differenti e così abbiamo deciso di debuttare, proprio al Teatro Torpignattara, con questo progetto che unisce criminologia, storia della letteratura e spettacolo.»
Lo spettacolo è una conferenza-spettacolo dedicata al tema dei vampiri e porta il titolo di uno dei film più celebri, Intervista con il vampiro. Un punto di partenza per raccontare una tradizione che attraversa i secoli della letteratura mondiale e che continua ancora oggi ad affascinare il pubblico. Come verrà affrontato questo tema al Teatro Torpignattara?
«In realtà ribalterei un po’ il presupposto della domanda. Prima ancora della letteratura non esisteva un mondo fantastico, ma qualcosa di molto diverso: miti e leggende nati da fatti di cronaca. Abbiamo numerose testimonianze storiche che parlano di revenant, di Nosferatu, di non trapassati, di persone tornate alla vita perché legate in qualche modo a questioni irrisolte con il mondo dei vivi.
La conferenza-spettacolo partirà proprio da questi racconti. Prima del mito letterario ci chiederemo cosa sia accaduto perché nascesse la possibilità stessa di inventare storie sui principi della notte. Faremo quindi una vera e propria disamina dei primi casi di vampirismo, dagli avvenimenti narrati dagli esploratori nel Mediterraneo fino alla Jugoslavia, passando per figure come Jure Grando, Peter Plogojowitz e i diari di Frombald.
Da lì arriveremo al vampiro letterario e infine al concetto criminologico di vampirismo. In questo ambito esistono criminali classificati come vampiri, ma il vampiro criminologico non è il Conte Dracula e nemmeno la figura romantica nata dai miti e dalle leggende. È qualcosa di diverso, molto più torbido. Il nostro percorso accompagnerà il pubblico fino al mito moderno del vampiro, quello che ancora oggi continua ad attirare appassionati in tutto il mondo.»
È una passione che attraversa le generazioni e coinvolge giovani, adulti e intere community di role player ispirate a questo universo. Quanto di questo mondo contemporaneo racconterai nello spettacolo?
«Lo spettacolo arriva naturalmente anche a questo aspetto. Essendo una conferenza, si conclude sempre cercando di capire che cosa resti oggi di tutto ciò che abbiamo raccontato.
Per questo parleremo delle grandi community legate a Vampire: The Masquerade, che sta vivendo una nuova stagione di successo grazie alla quinta edizione, ai videogiochi e ai tanti gruppi di appassionati. Ma parleremo anche delle community dei cosiddetti real vampires, persone che vivono nella quotidianità una propria identità vampirica: c’è chi lo fa come forma di spettacolo o di espressione personale e chi, invece, sostiene realmente di essere un vampiro vivente.
Non si può affrontare questo argomento senza arrivare anche ai fenomeni contemporanei. Mi è capitato, per esempio, di essere invitato da una nota trasmissione televisiva nazionale perché partecipassi nei panni di un vampiro. Io spiegai subito di essere semplicemente un attore e non una persona convinta di essere un vampiro. La reazione degli autori fu quasi di delusione: mi chiesero se non potessi andare in trasmissione dichiarando di bere sangue e di essere un vampiro. Ovviamente rifiutai. Non avrei mai potuto presentarmi in televisione, da attore, sostenendo cose del genere solo perché interpreto determinati ruoli.»
Quando e dove si terrà lo spettacolo?
«Lo spettacolo si terrà domenica 10 maggio al Teatro Torpignattara di Roma. L’inizio è previsto per le 18.30 e ci sarà anche un momento di aperitivo: il pubblico potrà prendere qualcosa da bere prima dell’incontro.
Soprattutto, al termine dello spettacolo, ci sarà uno spazio dedicato al confronto con il pubblico. Sarà possibile discutere degli argomenti trattati e io sarò disponibile a rispondere alle domande e alle curiosità degli spettatori.»
Alessandro Conte
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