TAIWAN. Piano operativo nippo-statunitense contro l’invasione cinese

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La Cina prenderà “misure drastiche” se Taiwan cercasse l’indipendenza. Ma Xiaoguang, portavoce dell’ufficio affari di Taiwan del governo di Pechino, ha detto che la Cina era disposta a fare del suo meglio per cercare una riunificazione pacifica con Taiwan, ma avrebbe agito se qualsiasi linea rossa sull’indipendenza fosse stata attraversata.

«Se le forze separatiste di Taiwan che cercano l’indipendenza provocano, esercitano la forza o addirittura sfondano qualsiasi linea rossa, dovremo prendere misure drastiche», ha detto Ma, riporta Reuters.

Nel frattempo Usa e Giappone cercano di coordinarsi in previsione di un’emergenza. Anche sono disponibili pochi dettagli, l’agenzia Kyodo, riporta che una bozza di piano è stata concordata tra gli Stati Uniti e il Giappone in caso di emergenza di Taiwan.

La bozza del piano operativo, riporta AT, è stata inizialmente proposta dal Comando del Pacifico degli Stati Uniti, Pacom, e il piano stesso è stato elaborato dalla Forza di autodifesa del Giappone e dai Marines degli Stati Uniti.

Si tratta del primo rapporto di un effettivo sforzo di pianificazione congiunta tra Stati Uniti e Giappone, focalizzato su potenziali attacchi cinesi a Taiwan. Secondo il progetto, i marines statunitensi, assistiti dall’esercito giapponese, creerebbero una base nelle isole Nansei, note anche come le isole Ryukyu che si estendono dal Kyushu giapponese fino a Taiwan.

Questa base, come previsto nella bozza del piano, includerebbe truppe statunitensi e artiglieria a lungo raggio, principalmente sotto forma del sistema di razzi multipli High Mobility Artillery rocket System, Himars.

Non viene indicata quale delle isole Ryukyu servirebbe come base Usa, ma molto probabilmente sarebbe una delle isole più vicine a Taiwan. Secondo il ministro degli Esteri giapponese, all’inizio di novembre il segretario di Stato americano Antony Blinken ha assicurato la sua controparte giapponese che l’impegno degli Stati Uniti a difendere il Giappone includeva le isole meridionali, la catena Nansei.

Il Giappone è sempre più preoccupato per le azioni cinesi intorno a queste isole per le rivendicazioni territoriali della Cina su alcune delle isole più meridionali. Ad esempio Yonaguni ha una popolazione di poco più di 2.000 persone. Il Giappone sta costruendo un sistema di difesa di guerra elettronica sull’isola e sta aggiungendo risorse di difesa aerea, anche se il pieno dispiegamento di personale giapponese è meno di 200 uomini.

Secondo il piano, i marines americani sposterebbero il sistema Himars su una delle isole, molto probabilmente Yonaguni a causa della sua vicinanza a Taiwan. Yonaguni ha aree boschive, strade e un campo d’aviazione. La pista è adatta per un C-130 a pieno carico e l’Himars è trasportabile con il C-130.

Fino ad ora la mancanza di pianificazione e coordinamento tra Usa e alleati rende difficile coordinare e ottimizzare le operazioni militari. Pur avendo un trattato di difesa con il Giappone e facendo sforzi per sostenere le esigenze di difesa di Taiwan, il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti è stato riluttante a mettere insieme il tipo di sistema di difesa che potrebbe davvero scoraggiare la Cina, preferendo, a quanto pare, operare indipendentemente.

Il piano provvisorio del Pacom è un primo passo che dovrà essere approvato dai prossimi incontri “due più due”, ministri degli Esteri e della Difesa, tra Giappone e Stati Uniti.

Graziella Giangiulio