TAIWAN. Invasione cinese in tre fasi

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La rivista cinese Naval and Merchant Ships ha celebrato il centenario del Partito Comunista pubblicando un dettagliato schema di un attacco a sorpresa in tre fasi che potrebbe aprire la strada a uno sbarco d’assalto su Taiwan.

Anche un video dedicato è stato postato su Weibo dalla rivista, con il messaggio «dobbiamo solennemente avvertire alcune persone che la strada dell’indipendenza di Taiwan porta solo a un vicolo cieco».

La rivista non ha approfondito i possibili contrattacchi o le risposte di altri attori chiave come gli Stati Uniti e il Giappone nel suo scenario, riporta Scmp.

Secondo l’articolo, il primo round consisterebbe principalmente in attacchi con missili balistici mirati a distruggere le risorse per la raccolta di informazioni e il processo decisionale, compresi gli aeroporti, i radar di allarme rapido, le basi missilistiche antiaeree e i centri di comando in tutta l’isola.

Le armi utilizzate in questa fase potrebbero includere il DF-16 – un missile balistico a corto raggio che la rivista ha detto che il sistema di scudo missilistico dell’isola troverebbe difficile da intercettare – e munizioni a grappolo, che causerebbero più danni per ogni singolo colpo: «Gli attacchi contro gli aeroporti di Taiwan continuerebbero fino a quando le truppe di superficie avessero compiuto uno sbarco d’assalto».

I porti navali potrebbero essere attaccati con attacchi aerei dei bombardieri cinesi H-6 e dei jet da combattimento J-16, prosegue l’articolo, aggiungendo che dovrebbero essere solo “temporaneamente bloccati” piuttosto che “completamente distrutti” in modo che il PLA possa usarli per uno sbarco.

La seconda fase della strategia a tre punte della rivista sarebbe diversi giri di attacchi intensivi con missili da crociera, come l’YJ-91 e il CJ-10, lanciati da terra, navi e sottomarini e mirati a basi militari, depositi di munizioni, infrastrutture di comunicazione e nodi stradali chiave. L’articolo suggerisce che le navi di superficie del PLA potrebbero poi utilizzare i droni per valutare i danni.

Infine, l’articolo ha detto che i colpi di artiglieria dalle navi di superficie e le forze missilistiche di terra avrebbero rimosso qualsiasi ostacolo rimanente per il corpo marino del Pla e le truppe da sbarco anfibio.

È la seconda volta che questa pubblicazione delinea uno scenario per un attacco a Taiwan. L’anno scorso ha pubblicato un video che dettagliava come un assalto ai sistemi di difesa dell’isola avrebbe potuto verificarsi in coincidenza con l’inizio del secondo mandato del presidente Tsai Ing-wen.

Luigi Medici