TAIWAN. Il COVID 19 impatta sulla produzione di microchip

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Taiwan sta affrontando un’impennata di casi di Covid-19 che minaccia di far scattare un blocco totale dell’isola. Taiwan affronta un’emergenza sanitaria, solo circa l’1% della sua popolazione è vaccinata finora, capace di sconvolgere l’industria dei chip che domina l’economia locale, e che è fondamentale per una fornitura globale già compressa.

«Una variante altamente contagiosa del Covid-19, identificata per la prima volta in Gran Bretagna, sta ora circolando a Taiwan, portando a un aumento a tre cifre dei casi locali per l’ottavo giorno», riporta Taiwan News. Taiwan è un importante produttore di semiconduttori, ed è chiave di volta negli sforzi globali per risolvere la carenza di chip che ha fatto chiudere alcune fabbriche di auto in tutto il mondo e sta iniziando a colpire l’elettronica di consumo.

Ma la recente impennata dei casi, riporta Atf, arriva proprio mentre la contemporanea siccità ha innescato interruzioni di corrente, alimentando l’incertezza economica e un crollo di quello che è stato l’indice azionario più performante del mondo nei quattro anni fino a gennaio 2021. Per otto mesi consecutivi fino al 9 maggio, Taiwan ha registrato rari casi di trasmissione comunitaria del coronavirus, ma appena cinque giorni dopo i nuovi casi sono saliti a 29, e poi esponenzialmente a 333 il 17 maggio.

Diversi produttori di chip taiwanesi, tra cui Taiwan Semiconductor Manufacturing Co e Nanya Technology Corp, hanno riportato infezioni da Covid-19 tra i loro dipendenti.

Se i casi di Covid di Taiwan continuassero ad aumentare e l’epidemia si diffondesse al sud di Taipei, molte fabbriche dovrebbero chiudere, facendo peggiorare il problema della carenza di forniture di semiconduttori a livello globale. L’aumento dei casi interni di Covid-19 a Taiwan sta intensificando la pressione sul governo per accettare vaccini dalla Cina, dato che le 700.000 dosi di vaccino AstraZeneca, si stanno rapidamente esaurendo.

Il dominio di Taiwan sul mercato dei microchip è sotto attacco, poiché i governi, dagli Stati Uniti all’Europa e al Giappone, allertati dalla natura strategica della catena di approvvigionamento dei semiconduttori, hanno cercato di sviluppare la produzione in casa.

L’Unione Europea ha annunciato un piano a marzo per raddoppiare la sua produzione di chip al 20% del mercato globale entro il 2030. Un finanziamento di circa 160 miliardi di dollari è stato stanziato per investimenti tecnologici nella produzione di chip e nelle tecnologie 5G.

Il governo giapponese vuole che Tsmc e Sony Group investano 1 trilione di yen per costruire il primo impianto di chip a 20 nanometri del paese, riporta Nikkan Kogyo.

Graziella Giangiulio