TAIWAN. Droni navali e marini USA per bloccare l’invasione cinese. Washington non può permetterselo

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Gli Stati Uniti trasformerebbero lo Stretto di Taiwan in un inferno fatto da sciami di droni contro una possibile invasione cinese di Taiwan, guadagnando tempo per l’intervento degli Stati Uniti e degli alleati per aiutare l’isola assediata in caso di guerra.

Si tratta della strategia “Hellscape”: utilizzare sciami di droni per contrastare qualsiasi potenziale invasione cinese di Taiwan, riporta AT. Secondo uno studio dell’Isw, Hellscape risponde alla direttiva del presidente cinese Xi Jinping secondo cui l’Esercito popolare di liberazione deve essere pronto a prendere Taiwan con la forza, se necessario, entro il 2027.

Il piano statunitense prevede l’utilizzo di numerosi droni senza pilota, sottomarini, navi di superficie e altre capacità classificate che intaserebbero lo Stretto di Taiwan per rallentare le forze cinesi per un mese e consentire agli Stati Uniti e ai suoi alleati di organizzare una risposta completa. La rapida espansione dell’esercito cinese e i vincoli di bilancio militare degli Stati Uniti sono sfide significative per l’attuazione della strategia Hellscape.

Se il budget Usa per i droni della Marina scende a 101,8 milioni di dollari nel 2025, rispetto ai 172 milioni del 2024; se la US NAVY continua a puntare sulla costruzione di cacciatorpediniere e sottomarini, invece di abbracciare pienamente la tecnologia dei droni; la Cina agisce diversamente. Pechino ha 232 volte la capacità di costruzione navale degli Stati Uniti, rendendo urgente per questi ultimi investire nella tecnologia senza pilota come moltiplicatore di forza per compensare il vantaggio numerico cinese. 

Da qui il Programma Replicator Usa per accelerare lo spiegamento di piattaforme autonome consumabili per operazioni aeree, terrestri e marittime. Replicator mira a produrre droni autonomi a prezzi accessibili su larga scala e ad implementare un processo di sviluppo tecnologico rapido e scalabile. Inoltre, potrebbe comportare un programma per la creazione di grandi veicoli sottomarini senza pilota in collaborazione con la Marina degli Stati Uniti.

Oltre a ciò, le simulazioni Usa hanno trovato che gli sciami di droni che utilizzano una rete di condivisione dati laser “mesh” potrebbero essere cruciali per garantire una vittoria degli Stati Uniti. Questa rete consente ai droni di condividere istantaneamente i dati di volo e di mira, rendendo lo sciame autonomo e potenzialmente sopraffacendo le capacità anti-accesso/interdizione d’area della Cina, che includono missili balistici e da crociera, armi anti-satellite e reti avanzate di difesa aerea. 

Se abbinati ad aerei stealth come l’F-35 e l’F-22, gli sciami di droni potrebbero fungere da esche ed estendere le capacità dei sensori delle piattaforme con equipaggio. Restano le perplessità per la “maturità” della tecnologia, le vulnerabilità alla guerra elettronica, agli attacchi informatici e alle limitazioni della larghezza di banda. 

Senza contare l’elevato numero di perdite umane, e le loro conseguenze pliche soprattuto negli States. Anxcnhe Pechino si troverebbe in difficoltà per le elevate perdite e quindi una invasione D Day Style non sarebbe ipotizzabile, né è nel corde di Pechino che disponendo del fattore tempo, preferirebbe una tattica diversa costringendo Taiwan alla capitolazione attraverso un blocco navale a tempo indeterminato. Taiwan ha una fornitura di gas naturale solo per 11 giorni e petrolio per 146 giorni. La strategia cinese prevederebbe lo svolgimento di una serie di esercitazioni militari intorno a Taiwan, che fungerebbero effettivamente da blocco. Come fatto recentemente dopo l’insediamento del nuovo presidente dell’Isola. 

Luigi Medici 

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