TAIWAN. Biden invia i suoi a Taipei. Pechino avverte di non scherzare col fuoco

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Pechino ha detto di essere determinata a fermare Taiwan nell’avvicinarsi a Washington con l’uso di azioni militari, in vista della visita di una delegazione ufficiale statunitense sull’isola su richiesta del presidente degli Stati Uniti Joe Biden.

Ma Xiaoguang, portavoce dell’Ufficio per gli Affari di Taiwan del Consiglio di Stato cinese, ha detto che il recente dispiegamento della più grande flotta di aerei da guerra nella zona di identificazione della difesa aerea di Taiwan, riporta Scmp, era per dire a Taiwan che avvicinarsi agli Stati Uniti per cercare l’indipendenza sarebbe fallito.

«Il segnale dato dalle esercitazioni militari è che siamo determinati a fermare l’indipendenza di Taiwan, e impedire a Taiwan di lavorare con gli Stati Uniti. Lo stiamo facendo con l’azione», ha detto Ma in conferenza stampa. Ben 25 jet e bombardieri militari cinesi hanno violato la zona di difesa di Taiwan il 12 aprile.

Pechino ha definito i voli esercitazioni militari di combattimento il 14 aprile, sostenendo che il governo di Taiwan e i “separatisti” erano «collusi con forze esterne» per minare la pace e la stabilità: «L’organizzazione da parte dell’Esercito Popolare di Liberazione di esercitazioni di combattimento nello Stretto di Taiwan è un’azione necessaria per affrontare la situazione della sicurezza nello Stretto di Taiwan e per salvaguardare la sovranità nazionale (…) È una risposta solenne alle interferenze delle forze esterne e alle provocazioni delle forze indipendentiste di Taiwan (…) Le esercitazioni militari e le operazioni di addestramento del Pla stanno inviando un segnale che la nostra determinazione a frenare l’indipendenza di Taiwan e la collusione Taiwan-USA non sono solo chiacchiere», ha detto il portavoce Ma Xiaoguang.

La visita arriva anche dopo che il Dipartimento di Stato ha detto che stava emettendo nuove linee guida per consentire ai funzionari statunitensi di incontrare più liberamente i funzionari di Taiwan. La Cina ha risposto avvertendo gli Stati Uniti di «non giocare con il fuoco».

Graziella Giangiulio