TAGIKISTAN. Pechino apre una base al confine afgano

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Il Tagikistan ha approvato un’offerta della Cina per costruire una nuova base militare vicino al confine tagiko-afghano, viste le preoccupazioni dei funzionari tagiki per le crescenti minacce provenienti dall’Afghanistan. Il leader della repubblica, Emomali Rakhmon, ha espresso allarme per quelli che ha chiamato “gruppi terroristici” posizionati in punti lungo i suoi oltre 1.300 chilometri di confine con il paese.

Il governo tagiko ha anche offerto di trasferire il pieno controllo di una base militare cinese esistente, ma non riconosciuta, nel paese a Pechino, rinunciando a qualsiasi affitto futuro in cambio di aiuti militari dalla Cina, stando a un comunicato inviato dall’ambasciata cinese a Dushanbe al ministero degli Esteri del Tagikistan e ripreso da Rferl.

La Cina gestisce la base militare nella regione Murghab del Tagikistan, vicino al confine con l’Afghanistan, dove strutture e avamposti sarebbero in funzione da cinque anni, riporta BneIntellinews.

La Cina ha un breve confine con l’Afghanistan, solo 76 chilometri, alla fine dello stretto corridoio Wakhan, attraversato da diversi passi di montagna, e si trova nella difficile posizione di barcamenarsi tra il governo tagiko e i talebani, mentre Pechino cerca di cooperare con il nuovo governo afgano per colpire gli l’Islamic Turkestan Party.

Le ansie della Cina sull’Afghanistan che diventa un terreno di coltura per il crescente terrorismo si riferiscono al Movimento islamico del Turkistan orientale separatista, che è stato accusato di attacchi nella provincia cinese dello Xinjiang. Pechino teme che i jihadisti in Afghanistan possano unirsi alla causa del Turkistan orientale.

Il Tagikistan è anche la sede della più grande base militare russa all’estero, la Russia rimane preoccupata per le infiltrazioni terroristiche nel suo “cortile di casa” dell’Asia centrale, dopo la rapida presa di potere dei talebani in Afghanistan e il ritiro delle forze guidate dagli Stati Uniti che erano presenti nel paese da più di due decenni. L’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva, Csto, guidata dalla Russia, ha condotto una serie di esercitazioni militari nelle nazioni dell’Asia centrale che confinano con l’Afghanistan.

Il governo tagiko ha preso una posizione dura contro il governo talebano in Afghanistan, poiché il Tagikistan è preoccupato per il trattamento della minoranza tagika, che costituisce circa il 30% della popolazione afgana. I Talebani, al contrario, sono composti principalmente da Pashtun, che rappresenta il 40% dei cittadini afgani.

I funzionari tagiki hanno chiesto un governo onnicomprensivo in Afghanistan invece di uno dominato dai pashtun. Anche l’Iran è preoccupato per il futuro delle minoranze sciite di lingua persiana in Afghanistan, come i tagiki e gli hazara, sotto il dominio dei talebani.

Non c’è stato alcun segno, nel frattempo, che gli Stati Uniti siano riusciti a convincere nessuna delle nazioni dell’Asia centrale ad ospitare una base militare americana sulla scia dell’uscita di Washington dall’Afghanistan. La Russia, che esercita una grande influenza sulle sue ex colonie sovietiche nella regione, rimane fermamente contro qualsiasi presenza della Nato o degli Stati Uniti in Asia centrale. Washington ha detto che ha bisogno di mantenere la capacità di condurre attacchi “oltre l’orizzonte” contro l’evoluzione delle minacce terroristiche nell’Afghanistan gestito dai talebani.

Antonio Albanese