Jihadisti: più svizzeri che francesi

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SVIZZERA – Berna 28/09/2014. Al-Qaeda potrebbe tornare ad essere legale in Svizzera nel 2015 a causa del divieto di un’ulteriore estensione del divieto nei suoi confronti.

Se le stime della Nachrichtendienst des Bundes (Ndb, i servizi segreti federali) sono corrette, in termini percentuali, ad oggi ci sono più svizzeri jihadisti in Siria degli jihadisti francesi, anche se la Francia ha la più grande popolazione musulmana in Europa. I legislatori svizzeri hanno presentato una mozione al Parlamento svizzero per vietare al gruppo jihadista dello Stato islamico di operare in Svizzera; la misura, firmata da più di 40 politici di tutto lo spettro politico, è una risposta alle nuove rivelazioni secondo cui lo Stato Islamico ha stabilito una rete di cellule all’interno della Svizzera per raccogliere fondi e reclutare combattenti per la jihad in Siria e in Iraq. Le cellule jihadiste svizzere hanno l’obiettivo principale di fornire sostegno finanziario, logistico e propagandistico per Lo Stato Islamico, secondo il quotidiano Neue Zürcher Zeitung in un servizio apparso il 21 settembre. Ma il giornale lancia l’allarme sul rischio di attacchi terroristici in patria; secondo il quotidiano, le autorità svizzere stanno indagando su almeno tre cittadini iracheni, presunti capi delle attività in Svizzera. In risposta al servizio, l’ufficio del pubblico ministero svizzero ha confermato che sta attualmente indagando su almeno 20 casi distinti che coinvolgono operazioni jihadiste in Svizzera, di cui almeno quattro direttamente correlata alla jihad in Siria. Inoltre la procura ha fato sapere che la Svizzera non ha una “lista nera” di persone che ritornano in Svizzera, forse perché le autorità svizzere non sembrano sapere quanti jihadisti svizzeri ci siano in realtà. Circa 40 jihadisti svizzeri avrebbero lasciato il paese per partecipare a guerre sante in tutto il mondo, tra cui 15 che hanno viaggiato in Siria, secondo il rapporto annuale 2014 del Nachrichtendienst des Bundes.
È un numero di gran lunga superiore rispetto alle stime precedenti, e soprattutto preoccupante considerando la dimensione relativa della comunità musulmana in Svizzera: un numero compreso tra 350mila e 400mila, circa il 5% del totale della popolazione svizzera (8 milioni). A giugno 2014, il quotidiano Basler Zeitung ha chiesto a Ndb di chiarire i numeri contenuti nella sua relazione annuale. La risposta è stata: «A Maggio 2013: 20 Jihad sommo partiti dalla Svizzera, di cui sette sono stati confermati. A maggio 2014: 40 jihadisti, di cui 13 confermati in Siria,. Dei 15 verso la Siria, cinque sono state confermati. “Confermato” significa che le informazioni sono state verificate da due fonti di intelligence». Il diritto svizzero vieta attualmente all’intelligence di monitorare linee telefoniche e Internet. Le restrizioni sono state create dopo il Fichenaffäre del 1989, quando è stato rivelato che le autorità federali svizzere avevano segretamente e illegalmente messo in atto un sistema di sorveglianza di massa di tutta la popolazione. Nell’aprile 2014, il Parlamento svizzero ha deciso di rinviare la modifica alla legge che disciplina le attività di raccolta di intelligence del Ndb stante l’opposizione ad un ampliamento dei poteri d’intelligence presente nella Commissione per la Sicurezza Nazionale del Consiglio federale.